Zeno De Rossi: verso il futuro, volgendo lo sguardo al passato

Di - 13/03/2017

Zeno De Rossi: verso il futuro, volgendo lo sguardo al passato

L’uscita del CD Zenophilia ci offre l’occasione di una densa chiacchierata con il batterista Zeno De Rossi, toccando un ampio ventaglio della sua versatile e sensibile attività artistica, che ha interagito con i maggiori esponenti del jazz contemporaneo sulla scena italiana, e non solo.

All About Jazz Italia: Iniziamo dunque con il trio attuale, Zenophilia, di cui fanno parte Filippo Vignato al trombone e Piero Bittolo Bon al sax alto: come sei arrivato a questo organico strumentale e quali sono le ragioni di questa scelta, così ben focalizzata sotto il punto di vista timbrico ed espressivo?

Zeno De Rossi: Questa idea mi girava nella testa da un po’ di tempo. Volevo provare una formazione che fosse essenziale nell’organico, qualcosa che ricordasse il suono di una marching band o una sezione fiati di rhythm’n blues. Per quel che mi riguarda ho voluto concentrarmi più sull’aspetto legato all’essenza del mio strumento, ovvero quella di portare il tempo, cosa che mi piace fare molto.
Ho capito sin dalla prima prova che la cosa avrebbe funzionato molto bene, soprattutto grazie alla forza espressiva di Piero e Filippo, due musicisti molto caratterizzati (non a caso i loro progetti come leader sono tra i più interessanti nell’odierna scena musicale italiana), ma capaci di funzionare benissimo anche in sezione grazie al loro affiatamento, sviluppatosi collaborando in diverse situazioni, tra cui il gruppo Bread and Fox di Piero.

AAJ: Il CD comprende dieci brani tuoi, molti dei quali nati per altre occasioni. Solo il tema di “Taxi Driver,” di Herrmann, e “Feet Music” di Ornette Coleman fanno eccezione. Hai pensato di riunire questi brani come un corpus unico? Con quale pensiero, quale idea di fondo?

ZDR: Mi sono divertito a ripescare dal mio repertorio brani che appartengono a epoche diverse della mia storia musicale: alcuni legati alle mie prime esperienze importanti (“I’ve Never Been on It Before,” “Cats,” “Marionette” facevano parte del repertorio del Kaiser Lupowitz Trio, oppure “Red Bird” e “The Daniel Quinn Theme,” che facevano parte invece di quello di Sultry); altri scaturiscono da esperienze più recenti (“Henry Zeno,” “The Mystery of the Leaping Fish” vengono dal repertorio del Leaping Fish Trio). Altri invece non erano mai stati registrati (“Catfight,” “EBDance”) e uno è stato composto proprio per questo trio, dedicato alla nascita di mio figlio Elia (“Baboo”). Non suonavo molti di questi brani da tantissimo tempo e quindi è stato bello ritrovarli e ripensarli per questa formazione. Ho scelto poi di inserire le due “cover” semplicemente perché sono due brani che mi piacciono molto e che ho sentito particolarmente adatti a questo gruppo…

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Foto: Roberto Cavalli

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