Umbria Jazz 2015

Di - 27/07/2015

Umbria Jazz 15

Perugia, vari luoghi
10—19 luglio

Oltre 35.000 biglietti venduti con un incasso di 1.500.000 euro, 450.000 presenze in città nei giorni del festival: i numeri danno ragione dell’enorme successo di pubblico di Umbria Jazz 2015. La manifestazione, come sempre articolata in appuntamenti gratuiti nel centro storico e in concerti a pagamento, all’Arena Santa Giuliana con nomi di grande richiamo e al Teatro Morlacchi con proposte più finalizzate, darebbe adito a non marginali considerazioni di carattere socio-culturale. Un’analisi che ci porterebbe troppo lontano; è preferibile quindi attenersi a un bilancio musicale, rilevando in estrema sintesi l’alto livello quantitativo e qualitativo delle presenze jazzistiche di questa edizione. Rispetto agli anni passati è fra l’altro da registrare un aumento del pubblico ai concerti del Morlacchi, diurni o di mezzanotte.

Prendiamo l’avvio recensendo i concerti all’Arena Santa Giuliana, a cominciare dalla riuscita serata “italiana,” che è risultata una delle più coinvolgenti sotto il profilo jazzistico.
Dopo anni dal suo esordio l’omaggio a Frank Zappa da parte di Stefano Bollani ha evidentemente raggiunto una sintesi convincente. A differenza del primo esperimento di quattro anni fa, che risultò dispersivo e velleitario, ed ancor più che nel CD Sheik Yer Zappa del 2014, l’attuale quartetto ha dimostrato una compattezza e un’asciuttezza espressiva notevoli. I perentori interventi del vibrafono di Jason Adasiewicz e della batteria di Jim Black e la rotonda conduzione del contrabbasso di Paul Santner hanno corroborato il pianismo del leader, ricco ma più concreto e finalizzato del solito, ed hanno rivestito arrangiamenti essenziali, ben organizzati in fasi conseguenti. Il pianista sembra aver preso le distanze dal composito mondo di Zappa, che ha perso così molti dei suoi caratteri trasgressivi e visionari per venire trasfigurato in una dimensione eminentemente jazzistica, assumendo una densità e colorazioni diverse dall’originale.
Apprezzabile tra l’altro il fatto che Bollani non abbia ecceduto nell’abituale captatio benevolentiae tramite le simpatiche ma ormai prevedibili presentazioni verbali. Forse anche per una ragione di tempo, cioè per lasciare democraticamente spazio al secondo set della serata, a carico della Brass Bang! di Paolo Fresu, Steven Bernstein, Gianluca Petrella e Marcus Rojas…

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