Things We Like: Omara Portuondo

Di - 23/01/2015
Omara Portuondo

All’apice di una carriera leggendaria, la cantante cubana Omara Portuondo torna sotto i riflettori con Magia Negra (Montuno, 2014), reinterpretazione del suo disco d’esordio, realizzato oltre mezzo secolo fa.

Era il 1958 e l’esercito di Fidel Castro stava per rovesciare il regime di Batista con la battaglia di Santa Clara. Omara aveva 28 anni e già un decennio di esperienza nel mondo dello spettacolo cubano: prima ballerina al Club Tropicana de l’Avana, poi cantante con Orlando de Rosa, nel gruppo Las Anacaonas e nel prestigioso quartetto Las D’Aida.

All’età di 84 anni, l’ultima grande interprete del Buena Vista Social Club, torna con nuove interpretazioni di intramontabili bolero e guaracha, in un contesto strumentale scintillante. In Magia Negra l’affiancano, tra gli altri, Roberto Fonseca e Mayra Andrade.

Il percorso musicale è affascinante. La voce di Omara ha sostituito la giovanile esuberanza con sfumature calde e profonde, evidenziando un colloquiale e nostalgico appeal. La cantante ha appena concluso il suo tour europeo (esclusa l’Italia) e oggi resta, al pari di Tony Bennett, un’interprete intramontabile, che ha saputo mantenere integrità e passione nell’universo della canzone popolare.

“Per me tutto cominciò negli anni Quaranta – ha ricordato Omara – quando incontrai un gruppo di giovani che si chiamavano Filìn, ovvero sentimento. Io ero appena adolescente ma cominciai a cantare con loro, boleros e altre cose. Cantavamo canzoni spagnole, le zarsuelas, e anche canzoni italiane, che all’epoca erano note anche a Cuba. Ma io cantavo sempre”.

Magia Negra si apre con una citazione dell’omonimo brano originale su cui s’innesta la nuova interpretazione di Omara e prosegue con l’ammaliante “Noche cubana”, jazzistiche versioni dell’ellingtoniana “Caravan” e di “Ya no me quieres”, l’intramontabile “Besame Mucho” e molto altro. Il tutto si conclude con l’intima “No hagas caso”, in duo con Roberto Fonseca.

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