Things We Like: Natalia M. King

Di - 09/12/2014

Natalia M. King

Di origini dominicane, cresciuta a Brooklyn ed emigrata a Parigi nel 2008, Natalia M. King non è esattamente un’esordiente, come qualcuno ha frettolosamente equivocato. Ha già pubblicato quattro album a partire dal 2000, nell’ordine Milagro, Fury and Sound, Flesh Is Speaking, Sincerely Yours.

Oggi ha 45 anni e dopo sette di assenza dagli studi d’incisione ecco un nuovo disco, inaspettato e coinvolgente, che ha fatto scalpore per la bella fusione tra blues, soul e jazz. Il titolo è Soulblazz e sotto un’accattivante grafica anni cinquanta presenta nove brani (cinque dei quali scritti da lei) accompagnata da un jazz combo quasi tutto francese.

Non neghiamo di aver pensato a un prodotto nato sull’onda dell’attuale soul revival, progettato per guadagnarsi le simpatie di chi ascolta le musiche afro-americane. L’album inizia con un noto standard (“You Don’t Know What Love Is”) trasformato in un acceso pezzo di Rhythm & Blues storico, con tanto di tenorista honker. Il repertorio prosegue con incursioni nel jazz anni trenta, una revisitazione del monkiano “Nutty”, qualche brano soul, un rock-blues rievocante Janis Joplin, classiche jazz ballad.

Quale che sia la motivazione all’origine del disco, Natalia mostra doti vocali significative con cui spicca sulla media delle vocalist attuali: la forma vocale è esuberante ed estrosa, l’enunciazione ricca di accenti. Il timbro è profondo e la cantante mostra di saper giocare con le sfumature, evidenziando le doti di un’interprete matura. Nel passato privilegiava il rock e la pop music di qualità, oggi può dire qualcosa di signficativo ispirandosi alle sue radici.

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