Things We Like: Herb Geller

Di - 20/02/2015

Poco più di un anno fa, nel dicembre 2013, sono scomparsi in rapida successione Stan Tracey, Jim Hall, Herb Geller e Yusef Lateef.
Qualche settimana prima, il 26 novembre, ci aveva lasciati Chico Hamilton.

Tra le commemorazioni apparse sulla stampa, quella di Geller è stata la più frettolosa e qualche rivista specializzata non ne ha neppure parlato.
An Evening with Herb Geller & The Roberto Magris Trio – Live in Europe 2009 (JMood-012), appena pubblicato, ci dà
l’occasione di ricordare uno dei massimi sassofonisti degli anni cinquanta e un protagonista del West Coast Jazz.

Il disco del pianista triestino è probabilmente l’ultima testimonianza registrata di Herb Geller, allora 81enne.
“Ho incontrato Herb nel 2003 – ricorda Roberto Magris – in occasione della registrazione del CD Il bello del jazz (Soul Note, 2006).
Da allora sono diventato uno dei suoi pianisti favoriti in Europa. Negli ultimi anni della sua carriera abbiamo suonato spesso
con la ritmica che c’è nel nuovo CD, il bassista Nikola Matosic e il batterista Enzo Carpentieri.

Ripreso dal vivo a Novi Sad e a Vienna, An Evening with Herb Geller non è una jam session ma uno smagliante documento
del sassofonista, in sintonia col trio di Magris. Tanto quanto fu Benny Carter, Geller era ancora un solista inventivo:
irrestistibile nelle ballad, ricco di tensione in brani dinamici come “9:20 Special”.

Geller fu un ricercato compositore-arrangiatore del jazz californiano e un sassofonista dallo stile nervoso e angolare, influenzato
tanto da Benny Carter quando da Charlie Parker, che aveva visto al Billy Berg’s nel 1945. La sua biografia è un concentrato di
avvenimenti chiave del jazz: compagno di scuola di Eric Dolphy (“il migliore sassofonista della scuola non era lui: Vi Redd ci batteva tutti”),
jam sessions al Lighthouse, in tour con Claude Thornill, amico e partner di Chet Baker e Clifford Brown, insegnante di Ornette (“he went to my house
once because he wanted to have his music corrected”), fu lui a presentare Scott LaFaro a Bill Evans (“I introduced them, and Bill asked Scott to sit in
for the second set. The next morning Scott and I left on the Benny Goodman tour. A few weeks into the tour, Scott received a telegram from Bill
asking him to join the trio”).

Ci sarebbe ancora moltissimo da ricordare e molto di questo può essere approfondito su:
www.jazzwax.com/2010/05/herb-geller-on-bill-evans.html
e http://jazzprofiles.blogspot.it/2008/11/herb-geller.html.

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