Storie (minime) di chitarra

Di - 11/05/2015

Storie (minime) di chitarra

Non c’è strumento stilisticamente più tentacolare della chitarra, assolutamente centrale nel rock e nel blues, nel flamenco e in tanta musica latinoamericana, nel country e in svariata canzone d’autore, nella tradizione gitana e in altri anfratti ancora dello scibile sonoro planetario (nel jazz e nella classica occupa posizioni magari più appartate ma solidissime), destino tutto sommato singolare se si considera che, a conti fatti, solo due chitarristi hanno realmente cambiato la musica degli ultimi cento anni, Django Reinhardt e Jimi Hendrix (certo: anche Zappa, e magari altri, ma non necessariamente attraverso il mezzo-chitarra), mentre per esempio almeno tre sono i sassofonisti (Bird, Trane e Ornette) solo nel jazz.
In questi casi parliamo del resto di storia con la S maiuscola, mentre noi oggi transitiamo per storie ben più minime (anche per numero di elementi coinvolti), contingenti, che tuttavia ci aiutano a capire quanto ciò che abbiamo appena affermato rappresenti una realtà incontrovertibile. Prendiamo il CD dedicato dal notevole chitarrista argentino Pablo Márquez al connazionale autore-interprete di canzoni (che non significa necessariamente cantautore in senso stretto) Gustavo “Cuchi” Leguizamón, El Cuchi bien temperado (ECM): già vi s’intersecano (come del resto in Atahualpa Yupanqui, a ben vedere) chitarrismo di area classica e canción.Read-More-Button

About Alberto Bazzurro

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