Stefano “Cocco” Cantini

Di - 27/07/2017

Stefano "Cocco" Cantini: direttore artistico del Grey Cat Jazz Festival

Musicista assai apprezzato, grande interprete del sax tenore e, soprattutto, soprano, Stefano “Cocco” Cantini è nato e vissuto a Follonica, sulla costa maremmana, dove fin da giovane si è distinto per l’insegnamento e per la promozione della cultura musicale. In quest’ultimo campo la sua creatura più importante e duratura è il Grey Cat Festival, la principale rassegna jazzistica estiva della Toscana, di cui è da sempre il direttore artistico. Lo abbiamo intervistato per conoscere il modo in cui affronta questo ruolo e per farci svelare meccanismi e retroscena della rassegna.

All About Jazz: Sei l’ideatore e da sempre il direttore artistico del famoso e prestigioso Grey Cat Festival: da quanti anni va avanti l’esperienza di questa rassegna della costa maremmana?

Stefano Cantini: Quella del 2017 è la trentasettesima edizione del festival, credo sia uno dei più longevi nel nostro paese. E non penso che si possa durare così a lungo per caso…

AAJ: Nel corso di questo lungo periodo cos’è cambiato?

SC: In primo luogo direi la gestione del rapporto con il territorio, che è poi un elemento fondamentale e caratteristico della rassegna. È cambiato perché il territorio si è allargato moltissimo: se inizialmente il festival veniva realizzato in due, massimo tre comuni, adesso le località -e quindi le amministrazioni -che vi prendono parte sono molte. Di conseguenza il territorio che lo ospita è assai più ampio, al punto da oltrepassare la provincia di Grosseto per toccare anche quella di Pisa, con Castelnuovo Val di Cecina che partecipa con un sostanzioso budget. Nonostante questo, il festival continua a ruotare soprattutto attorno al suo territorio originario, che è quello delle Colline Metallifere e della Val di Cornia…

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