Roma Jazz Festival – 9-30 nov.

Di - 30/10/2014

International Music Festival Foundation

con il sostegno del

Ministero per i Beni e le Attività Culturali e

Roma Capitale Assessorato alla Cultura, Creatività e Promozione Artistica Dipartimento Cultura, in coproduzione con Fondazione Musica per Roma, in collaborazione con Casa dei Teatri

Presenta la 38ma edizione del

ROMA JAZZ FESTIVAL

“SWING & NEW DEAL”

DAL 9 AL 30 NOVEMBRE 2014

 

“ Ho letto resoconti della grande Depressione e ho conosciuto e suonato con persone che l’avevano vissuta. Ma quando ascoltate Mildred Bailey o Billie Holiday, l’orchestra di Benny Goodman o Ella Fitzgerald con quella di Chick Webb, la vostra visione di quel periodo si fa più acuta e perspicace: il linguaggio che adoperavano, il modo in cui ricorrevano allo humour e agli stereotipi per colmare il divario tra le razze, la loro concezione dei rapporti interpersonali che si rifletteva nei groove su cui danzavano, le possibilità di combinare la musica dolce con i ritmi hot e latini. Si sentiva che le persone stavano delineando un modo di intendere e celebrare la loro esistenza nonostante i tempi duri; anzi, se ne facevano beffe.”  Wynton Marsalis.

 

“le svolte improvvise , i rapidi cambi di ritmo servono a ricordarci che il mondo è sempre inesplorato , e che mentre una completa padronanza della vita è mera illusione , il vero segreto del gioco è quello di rendere la vita swing”. Ralph Ellison, 1952

 

Swing nei festival, nei raduni, nelle scuole di musica. E ancora, gare di swingers, tributi di Jazzisti navigati e di nuovi talenti a Duke Ellington, Count Basie, George Gershwin.. e ancora, musical, revival, sia in Italia che in Europa. Una vera rinascita! Ma lo swing, in America, non era nato proprio in concomitanza con il crack di Wall Street del 1929? Non era forse divenuto la colonna sonora parallela alla politica del New Deal, impellente fonte di svago ed evasione per l’ uomo di strada, che calpestando il parquet delle sale da ballo danzava dimenticava tutti i problemi con quella musica irresistibile? In fondo la musica, lo sappiamo, ha anche una funzione curativa, energizzante, è un potente linguaggio espressivo, ed è sempre, specchio dell’ epoca che attraversa. E allora è quasi una certezza che non sia un caso il riaffacciarsi dello swing in questi nostri ultimi anni di crisi economica. Uno swing vivido, multiforme, riproposto in alcuni casi fedelmente, o come affascinante restyling di brani pop, o remixato in chiave House o Elettronica, così vicine alle nuove generazioni.

 

Piace, piace lo swing, si diffonde a macchia d’olio, e ricomincia a far danzare, divertire, tamburellare le dita, segnare il tempo “in levare”.. Il Roma Jazz Festival vuole cogliere questa movimento culturale spontaneo e vivace. E dunque via allo swing!

 

Presenteremo concerti, film, conferenze e eventi danzanti che lo proporranno sotto ogni aspetto e forma d’espressione.

Partiremo dalla relazione tra il Jazz e il ballo, il Jazz e l’economia, ma anche da due importanti ricorrenze: il 40° anniversario della scomparsa di Duke Ellington, ancora considerato  uno dei più importanti compositori di tutta la storia del jazz, e i 70 anni della liberazione di Roma da parte delle truppe anglo- americane. Comprenderete insieme a noi ascoltando musica dal vivo, ballando, divertendovi,  la portata sociale di questo nuovo fenomeno che sta attirando irresistibilmente le giovani generazioni, e che sta catalizzando nuovamente l’ attenzione degli appassionati di Jazz.  Qui è tutto pronto. E voi, siete pronti allo swing?

 

 

MARIO CIAMPÀ

Direttore artistico del Roma Jazz Festival

 

 

 

UFFICIO STAMPA ROMA JAZZ FESTIVAL

BIG TIME – ROMA 06/5012073

CLAUDIA FELICI 329/9433332 – FABIO TIRIEMMI 329/9433332

pressoff@bigtimeweb.it

 

 

 

 

 

XXXVIII ROMA JAZZ FESTIVAL

” SWING & NEW DEAL”

PROGRAMMA CONCERTI AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA

 

Venerdì 14 Novembre

Auditorium Parco della Musica

Sala Petrassi ore 21

Posto unico – 22 euro

 

DAVE HOLLAND / KENNY BARRON

Dave Holland, contrabbasso; Kenny Barron, pianoforte

 

Pianista, compositore e arrangiatore, a soli sedici anni si trovò ad accompagnare John Coltrane, prima di collaborare con i fratelli Percy e Jimmy Heath, Lee Morgan e Philly Joe Jones. Nel 1960 entrò nel gruppo di Yuseef Lateef e l’anno successivo accompagnò il veterano sassofonista James Moody a New York.  Fra gli anni ’60 e ’70, Kenny Barron fu il pianista delle formazioni di Stanley Turrentine, Freddie Hubbard, Jimmy Owens e Milt Jackson. Alla fine degli anni ’70, entrò nei gruppi di Buddy Rich e di Ron Carter. Negli ultimi anni si sono moltiplicate ulteriormente le collaborazioni, come quelle con Roy Haynes, Charlie Haden, Regina Carter. A partire dal 1992, è stato nominato ripetute volte ai Grammy Awards e per l’American Jazz Hall of Fame. Tratti distintivi del suo linguaggio pianistico, di derivazione boppistica eppure estremamente personale, sono un fraseggio incisivo e brillante, ma anche una cura quasi maniacale della sonorità.

Il percorso di Dave Holland è esemplare nel jazz moderno: chiamato giovanissimo da Miles Davis, lo incontriamo in documenti storici formidabili, legati alla svolta elettrica del trombettista. La coraggiosa decisione di allontanarsi dalla corte di Davis per intraprendere strade proprie lo vede impegnato in numerosi contesti. All’inizio degli anni Settanta, fu importante l’episodio del quartetto Circle, con Chick Corea, Anthony Braxton e Barry Altschul, che attuò un’ interessante commistione di sperimentalismo e forza comunicativa. Nel 1972 venne la prima registrazione come titolare, “Conference of the Birds”, con Braxton e Sam Rivers ai sassofoni: un album che ancora oggi mantiene una formidabile freschezza.

Pur continuando le sue collaborazioni ad alto profilo, che lo hanno visto spesso al fianco di Herbie Hancock, Pat Metheny, Betty Carter, Roy Haynes e Jack DeJohnette, Holland disegna da almeno trent’anni una propria coerente mappa artistica, coniugando un elegante classicismo a soluzioni avanzate, fino ad assumere le forme di un quintetto che ha raggiunto vertici esemplari per coesione, originalità e potenza espressiva.

 

 

 

 

Sabato 15 Novembre

Auditorium Parco della Musica

Sala Petrassi ore 18

Posto unico 5 euro

 

UNITED STATES NAVAL FORCE EUROPE JAZZ ENSEMBLE

 

United States Naval Force Europe Jazz Ensemble, per un concerto molto singolare che porterà in scena la tradizione jazz, classica e swing dell’America degli anni ’30 e ’40. Quella musica che negli anni della guerra ha svolto un ruolo duplice, cadenzata e impetuosa nella marcia per ricordare la sottomissione e la disciplina, leggera e d’evasione, per esorcizzare la paura, quella invece ascoltata di nascosto dalle frequenze di Radio Londra. È la musica degli anni Trenta e Quaranta. Sono gli anni delle grandi invenzioni e delle mille innovazioni nel panorama musicale, quelle che poi getteranno le basi della musica futura, ma sono anche gli anni che portarono alla più grande tragedia della storia umana, gli anni della musica considerata in Europa «degenerata», della censura e della diffusione della musica «inoffensiva», in forte contrasto con quello che invece accadeva in America dove la radio era assolutamente libera e tutti potevano ascoltarla liberamente. Sono gli anni di George Gershwin e di Duke Ellington, gli anni dello swing che conquista intere generazioni, gli anni che, di lì a poco, vedranno riaccendersi pian piano le luci dei teatri anche in Italia, pronta dopo la guerra a rialzarsi e ripartire e a provare a dimenticare distruzioni e atrocità. Con il concerto di domani sera, affidato anche a sei donne soliste, si respirerà proprio quell’atmosfera fino al pezzo finale del repertorio

 

 

 

Domenica 16 Novembre

Auditorium Parco della Musica

Sala Petrassi ore 21

 

Posto unico – 22 euro

 

3 COHENS SEXTET

Anat Cohen, clarinetto, sax tenore; Yuval Cohen, sax soprano; Avishai Cohen, tromba; Yonathan Avishai, pianoforte; Reuben Rogers, contrabbasso; Jonathan Blake, batteria.

 

3 Cohens, la formazione composta dai tre fratelli Cohen, Anat, Avishai e Yuval è come un coro a cappella. Uno dei motivi per cui l’improvvisazione jazz emoziona sia gli esecutori che gli ascoltatori, è che con essa sembra come camminare sul filo del rasoio, si prendono dei rischi e la posta in gioco è alta. Il musicista può creare un’arte emozionante del momento, o cadere rovinosamente. Le improvvisazioni collettive innalzano questo concetto, non è mai un detto che più musicisti possano essere così in sintonia tra di loro. I 3 fratelli Cohen esplorano completamente questo concetto, il loro repertorio varia da libere improvvisazioni a freschi pezzi originali, a classici di Duke Ellington, Thelonious Monk, Tadd Dameron, Art Farmer e Gerry Mulligan, oltre che a melodie associate a João Gilberto e Jo Stafford. La maggior parte dei brani vede i tre passeggiare su quella linea sottile senza rete, eseguendoli a cappella, senza alcuna sezione ritmica di supporto; inoltre, essi si avventurano in una sequenza di “conversazioni” come libere improvvisazioni,, componendo spontaneamente la musica in interplay, in uno sviluppo evolutivo per il gruppo. Anat Cohen, nata in Israele clarinettista e tenorsassofonista israeliana ma residente negli States,  è celebrata in tutto il mondo per il suo virtuosismo espressivo, per non parlare della pura gioia di vivere nella sua carismatica presenza scenica. Le sue proposte musicali sono sempre particolarmente interessanti: ritmi latineggianti e arrangiamenti magistrali. Vivace e preparatissima al sax tenore, è però al clarinetto che dà il meglio, sfoderando un suono caldo e pastoso quanto personale e tecnica cristallina Nel suo repertorio una serie globale di stili, dalla chanson creola di New Orleans e lo swing sempreverde di Artie Shaw, ai groove africani, al choro brasiliano, alla samba ed altro ancora.

 

 

 

 

Lunedì 17 Novembre

Auditorium Parco della Musica

Sala Petrassi ore 21

 

Posto unico – 22 euro

 

JASON MORAN/ROBERT GLASPER

 

JASON MORAN è stato vincitore come miglior pianista, miglior artista jazz e miglior album jazz del critics poll di Downbeat del 2011 e definito da Rolling Stone “il pensatore più provocatorio del jazz di oggi”. Il suo stile combina in maniera originale elementi dello Stride piano, del jazz d’avanguardia, della musica classica e dell’hip hop. Nel 1999, il pianista prodigio e compositore Jason Moran fa anche il suo ingresso nella band New Directions che, composta da giovani star della scuderia Blue Note, parte per una tournée organizzata per il 60° anniversario dell’etichetta. La sezione ritmica della band – con Moran, Tarus Mateen al basso e Nasheet Waits alla batteria – sarà all’origine di uno dei trii con pianoforte più costantemente creativi nel mondo del jazz. Dieci anni dopo, il pionieristico trio, battezzato da Moran The Bandwagon, varca la soglia degli Avatar Studios di Manhattan per registrare Ten, l’album più deciso e indovinato della fortunata carriera di Moran.

Robert Glasper si è fatto notare nei primi anni dello scorso decennio per una musica che al jazz accosta con gusto le influenze della moderna black music. Pianista dalla solidissima preparazione, si propone oggi regolarmente in settings diversi e complementari: al tradizionale e classico piano jazz trio alterna infatti il gruppo Experiment, un quartetto dove l’influenza dell’hip-hop è più marcata ed evidente. Glasper è cresciuto nel Texas in una famiglia dove la madre era pure musicista, cantante e pianista di gospel nelle chiese battiste, di jazz e blues nei club e nei locali dell’area di Houston. La frequentazione di tali ambienti musicali costituisce la sua prima e basilare formazione del giovane Robert. Durante il perfezionamento alla New School University di New York, entrerà in contatto con musicisti di vaglia come il bassista Christian McBride, il sassofonista Kenny Garrett, il trombettista Roy Hargrove con i quali troverà i primi importanti ingaggi da professionista. Accanto ad una ormai avviata carriera di jazzista, Glasper entra pure nel giro della nuova black music e inizia a lavorare con artisti di soul e R&B come Bilal ed Erykah Badu ed i rapper Mos Def, Q-Tip, Common, Talib Kweli.

L’esordio discografico come leader del 2004 intitolato Mood viene notato anche dalla Blue Note che lo scrittura per gli album Canvas, dell’anno successivo, e In my element del 2007. In tutti questi lavori elementi comuni sono un repertorio molto diversificato – da brani originali a riprese di Duke Ellington, Herbie Hancock, Radiohead.

 

 

 

 

 

Martedì 18 Novembre

Auditorium Parco della Musica

Sala Sinopoli

 

Posto unico – 25 euro

 

SOUND PRINTS

Joe Lovano, sassofoni; Dave Douglas, tromba; Lawrence Fields, piano; Linda Oh, contrabbasso; Joey Baron, batteria.

 

Il compositore e sassofonista vincitore di diversi premi Grammy, Joe Lovano, e il trombettista Dave Douglas, nominato per due volte al Grammy, sono assoluti maestri dei loro rispettivi strumenti e, da tempo, fanno parte del gotha del jazz mondiale. Fin dalla loro collaborazione nell’acclamato disco “Trio Fascination : Edition Two” confermato poi nel  più recente “Stolas” di John Zorn, Lovano e Douglas hanno dimostrato che le loro distinte e robuste voci possono guidare e spingere oltre l’idioma jazz sia dal punto di vista compositivo sia da quello improvvisativo pur mantenendo un forte legame con i maestri della generazione precedente alla loro.

Nel 2008, quando Lovano e Douglas erano i due leader della rinomata formazione SFJazzCollective, hanno iniziato a costruire un tributo all’icona vivente Wayne Shorter attraverso nuovi arrangiamenti di alcuni dei più famosi brani del noto sassofonista intervallati da brani originali composti seguendo la forte influenza della vena compositiva di Shorter stesso. Questo episodio ha funto da catalizzatore e ha spinto i due musicisti a concepire il Joe Lovano & Dave Douglas Quintet “Sound Prints”, un gruppo stellare che include

Sound Prints è un tributo alla musica di Wayne Shorter, con una rilettura dei suoi successi e brani inediti, studiate grazie alla preziosa collaborazione di Shorter stesso, ai quali il gruppo alterna anche molti brani originali traghettando i progetto dal semplice ensamble tributo ad una convergenza creativa di diverse traiettorie musicali.

 

 

 

 

 

Mercoledì 19 Novembre

Auditorium Parco della Musica

Sala Sinopoli ore 21

 

Posto unico – 18 euro

 

FABRIZIO BOSSO QUARTET & PAOLO SILVESTRI ENSEMBLE “SWINGING DUKE”

Fabrizio Bosso, tromba; Julian Oliver Mazzariello, pianoforte; Luca Alemanno, contrabbasso; Nicola Angelucci, batteria;

CON:

Claudio Corvini, tromba; Fernando Brusco, tromba; Mario Corvini, trombone; Gianni Oddi, sax alto; Michele Polga, sax tenore; Marco Guidolotti, sax baritono. Arrangiamenti di Paolo Sivestri.

 

Il trombettista Fabrizio Bosso, straordinario e precoce talento e in possesso di uno stile forte e personale, che lo ha portato a collaborare tra i tanti con Charlie Haden, Dave Liebman, Enrico Pieranunzi e Carla Bley, e ad una nutrita messe di lavori discografici di altissimo livello. Bosso  ha collezionato nella sua carriera una quantità di riconoscimenti e di premi come miglior trombettista jazz italiano, oltre ad un’infinità di concerti, partecipazioni a dischi di colleghi e a

programmi televisivi, come ad esempio diverse edizioni del Festival di Sanremo. Questo concerto dedicato a Duke Ellington sarà uno degli eventi più attesi del Roma Jazz Festival, un progetto che offre un prisma di colori e note che rappresentano al meglio il talento artistico del giovane musicista affiancato per l’occasione da: Pietro Lussu, Luca Bulgarelli e Lorenzo Tucci. Insieme al quartetto la sezione d’archi della Bim Orchestra diretta da Paolo Silvestri, che ha dato un considerevole contributo agli arrangiamenti per un risultato che promette di essere eccezionale.

Paolo Silvestri, arrangiatore, compositore, pianista ed autore di musiche per film e teatro. Collaboratore di Enrico Rava e Stefano Bollani, arrangiatore per Orchestra Sinfonica dei dischi di Ivano Fossati, direttore delle musiche del balletto Corto Maltese di Paolo Conte e di orchestre come l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, l’Orchestra Arturo Toscanini, la Roma Sinfonietta e l’Orchestra del Teatro Lirico di Cagliari. Ha scritto nuove versioni di quegli arrangiamenti del grande compositore Duke Ellington, adattandole alle straordinarie caratteristiche di Fabrizio Bosso ed ha lavorato per questa produzione espressamente agli arrangiamenti per la sonorità particolare della sezione dI fiati.

 

 

 

Giovedì 20 Novembre

Auditorium Parco della Musica

Sala Sinopoli ore 21

 

Posto unico – 22 euro

 

ENRICO RAVA PMJL PARCO DELLA MUSICA JAZZ LAB

“MY SONGBOOK”

Enrico Rava tromba, flicorno; Mauro Ottolini trombone ; Dan Kinzelman sax tenore; Daniele Tittarelli sax alto; Marcello Giannini chitarra elettrica; Giovanni Guidi pianoforte; Stefano Senni contrabbasso; Zeno De Rossi batteria.

 

Enrico Rava, la cui carriera ha raggiunto il traguardo del mezzo secolo, è il jazzista italiano più conosciuto e amato al mondo, un musicista rigoroso ma incurante delle convenzioni, la cui schiettezza umana e artistica lo pone al di fuori di ogni schema. Avvicinatosi alla tromba nel 1957, grande ammiratore di Miles Davis e Chet Baker, Rava comincia subito a suonare nei club torinesi. Nel 1962 conosce Gato Barbieri, al cui fianco due anni dopo incide la colonna sonora del film di Giuliano Montaldo Una bella grinta. In quegli anni incontra Don Cherry e Steve Lacy, con il quale suona in quartetto tra Londra e Buenos Aires; nel 1966, in Argentina, il quartetto registra l’album The Forest and The Zoo. Nel 1967 Rava è a New York, che per una decina d’anni sarà la sua residenza principale. Frequenta musicisti come Roswell Rudd, Marion Brown, Rashied Ali, Cecil Taylor, Charlie Haden e incide con la Jazz Composer’s Orchestra di Carla Bley. Nel 1972 pubblica Il giro del giorno in 80 mondi, primo disco a proprio nome e uno dei più azzeccati titoli della storia del microsolco. Da allora collaborazioni e incisioni al fianco dei più prestigiosi musicisti europei e americani si sono susseguite a tambur battente, così come incessanti tournèe in Europa, in Giappone e nelle due Americhe. Il trombettista, da sempre impegnato nella valorizzazione dei più giovani e promettenti musicisti italiani, col tipico spirito critico da talent scout ha accettato la direzione artistica del Jazz Lab, affidatagli dall’Auditorium “Parco Della Musica” di Roma. Il PMJL Parco della Musica Jazz Lab, riunisce alcuni dei più interessanti musicisti affermatisi negli ultimi anni.

 

 

Lunedì 24 Novembre

Auditorium Parco della Musica

Teatro Studio Gianni Borgna ore 21

 

Posto unico – 15 euro

 

FRANCO D’ANDREA TRADITIONS TODAY

Franco D’Andrea, piano; Daniele D’Agaro, clarinetto; Mauro Ottolini, trombone.

 

Franco D’Andrea è una vera stella del Jazz. Di tutto il Jazz, e non solo di quello italiano: pianista, musicista, compositore, da cinquant’anni porta in tutto il mondo, la sua musica profonda, intensa, di grande respiro, e anche inusuale, nuova, divertente, sempre densa di spunti e di idee. I suoi incontri artistici annoverano nomi come Gato Barbieri, Lee Konitz, Phil Woods, Enrico Rava, Aldo Romano, Dave Liebman e molti altri: non a caso l’anno scorso ha ricevuto il premio alla carriera da parte della rivista “Musica Jazz” ed è stato incoronato musicista europeo dell’anno dall’Académie du jazz de France. Nel concerto che vi proponiamo scoprirete proprio quanto può essere affascinante un trio atipico: pianoforte, clarinetto e trombone. La singolare e affascinante intuizione è l’accostare il suo pianoforte a due soli strumenti a fiato che rappresentano le ance e gli ottoni di una banda musicale: una specie di “band concentrata” che, sfruttando i due timbri opposti di clarinetto e trombone e l’apporto ritmico ed armonico, oltre che melodico, del piano, percorrerà in chiave moderna il Jazz tradizionale, lo swing, l’improvvisazione anche contrappuntistica.

 

 

 

 

Martedì 25 Novembre

Auditorium Parco della Musica

Sala Sinopoli ore 21

 

Platea – 30 euro

Galleria – 25 euro

 

DEE DEE BRIDGEWATER

Dee Dee Bridgewater, voce; Theo Croker, tromba; Irwin Hall, flauto e sassofoni; Sullivan Fortner, pianoforte; Eric Wheeler, contrabbasso; Kassa Overall, batteria

 

Lungo il corso della sua poliedrica carriera che attraversa quattro decenni, la leggenda del jazz Dee Dee Bridgewater, vincitrice di Grammy e Tony Awards, ha raggiunto i più alti livelli musicali, regalandoci la sua interpretazione unica di standards, ma anche facendo intrepidi salti di fede rivisitando i classici del jazz. La carriera della Bridgewater ha sempre gettato dei ponti tra i diversi generi musicali. Si è guadagnato la sua prima esperienza professionale come membro del leggendario Thad Jones/Mel Louis Big Band, e attraverso gli anni Settanta si è esibita con grandi del jazz come Max Roach, Sonny Rollins, Dexter Gordon e Dizzy Gillespie. Dopo aver firmato con l’Universal Music Group come produttrice, ha pubblicato una serie di titoli di successo, tra cui l’acclamatissimo tributo a Ella Fitzgerald, Dear Ella, vincitore di due Grammy. Il progetto che presenta, vuol essere un omaggio a Billy Holiday, “Lady Day” appunto. Dee Dee Bridgewater è abituata alle sfide impegnative e questa volta va a ripescare il mito di Billie Holiday eseguendo brani contenuti nell’album “To Billie With Love: A Celebration of Lady Day”.

 

 

 

 

 

Mercoledì 26 Novembre

Auditorium Parco della Musica

Sala Petrassi ore 21

 

Posto unico – 18 euro

 

PIJI QUINTET+GUESTS

Piji Siciliano, voce e chitarra; Augusto Creni, chitarra manouche; Gian Piero Lo Piccolo, clarinetto; Ominostanco, electronics; Saverio Capo, basso; + guests.

 

Il progetto discografico di Piji è di stampo pop/jazz I suoi testi, talvolta più impegnati e ironici, talvolta più poetici, si mescolano a tessiture elettroniche e swingate, con ampi echi di jazz manouche.

Nell’estate 2013 esce il secondo singolo di Piji, C’è chi dice no, versione electro-swing del classico rock di Vasco, apprezzata e postata da Vasco Rossi in persona sulla propria pagina facebook e  consigliata da Vincenzo Mollica nella sua rubrica. Piji è stato diverse volte 1° classificato in rassegne dedicate alla canzone d’autore, tanto da assumere l’appellativo di “cantautore emergente più premiato d’Italia”. Ha partecipato due volte al Premio Tenco e tra i vari riconoscimenti ha vinto il Premio Lunezia Future stelle 2010, il Premio Bindi 2009. Tra le curiosità, nel 2007, con una prefazione di Stefano Bollani, viene pubblicato il suo saggio musicale La canzone jazzata. L’Italia che canta sotto le stelle del jazz.

 

 

 

 

Giovedì 27 Novembre

Auditorium Parco della Musica

Sala Petrassi ore 21

 

Posto unico – 22 euro

 

BIRELI LAGRENE & GIPSY PROJECT

Biréli Lagrène, chitarra acustica; Mathieu Chatelain, chitarra acustica; Gautier Laurent, contrabbasso; Frank Wolf, violino

 

A detta di John McLaughlin, Bireli Lagrene è un fenomeno della chitarra. Scoperto all’inizio degli anni Ottanta, questo ragazzo prodigio ha saputo doppiare abilmente il capo della maturità musicale, affermandosi di giorno in giorno come un musicista impareggiabile nel mondo della chitarra come in quello del jazz, dove è ormai un personaggio di riferimento. La sua storia comincia in Alsazia dove nel 1966 nasce da una famiglia di musicisti. Iniziato alla chitarra prestissimo da suo padre ed in seguito istruito dal fratello, Bireli sorprende per il suo talento precoce. Tanti musicisti rimangono stregati dal suo fascino, tra questi Matelot Ferrè, compagno di Django Reinhard.

Django in quegli anni è il grande affare di Bireli, che segue il maestro nota per nota.Se prima di tutto Bireli è figlio di Django, e se in ogni caso è stato segnato dall’influenza di Wes Montgomery e George Benson, è a Jaco Pastorius e i Weather Report che deve gran parte della propria emancipazione musicale. A partire dal 1986 quando già aveva collaborato con partners del calibro di Stephane Grappelli e Larry Coryell si butta a capofitto nell’avventura fusion, moltiplicando le esperienze e gli incontri. A 35 anni, avendo indagato tutti i fronti della chitarra moderna, avendo collaborato con alcuni dei migliori jazz man francesi (Didier Lockwood, Richard Galliano, Sylvain Luc), Bireli Lagrene all’ apice della propria carriera decide di ritornare alla musica da cui tutto è iniziato. Ed è così con la sua audacia, tra virtuosismi e profondità, che Bireli Lagrene si ritrova oggi a riuscire a suonare la musica di Django pur rimanendo se stesso. Con il suo Gypsy Project, Bireli Lagrene presenta  un tributo a Django Reinhardt, riproponendo la formazione, con tre chitarre, violino e contrabbasso, e le sonorità tipiche dell’originale Hot Club Quintet de France.

 

 

 

Venerdì 28 Novembre

Auditorium Parco della Musica

Sala Petrassi ore 21

 

Posto unico – 18  euro

 

ANTHONY STRONG BAND

Anthony Strong, piano, voce; Dave Ohm, batteria; Spencer Brown, contrabasso; Graeme Flowers, tromba; Alam Nathoo, sassofono.

 

Definito come la prossima superstar del jazz dall’Inghilterra, il cantante-pianista Anthony Strong ha segnato il suo arrivo sulla scena internazionale del jazz con il recente EP “Delovely”, che ha raggiunto il numero 1 della classifica jazz in UK, ed il video che lo accompagna Cheek of Cheek che e’ stato visto in tutto il mondo.  Ha fatto il suo debutto in Europa la sorsa primavera con – tra gli altri – concerti al prestigioso Duc Des Lombard di Parigi, allo Stuttgart Jazz Festival e una tournée in Spagna. Ancora studente di piano jazz al famoso Guildhall School of Music di Londra, Anthony era già diventato un musicista turnista molto ricercato, suonando con artisti come Michael Bolton, Marti Pellow, Beverley Knight e Kyle Eastwood. Ha anche trascorso 9 mesi nel West End impersonando Jerry Lee Lewis nello show “Million Dollar Quartet”, esibendosi davanti a migliaia di persone, tra questi  Rod Stewart. Insieme alla sua band composta dal meglio dei musicisti britannici, Anthony ha svolto un’intensa attivita’ live nel 2012.

 

 

 

 

Sabato 29 Novembre

Auditorium Parco della Musica

Teatro Studio Gianni Borgna ore 21

 

Posto unico – 18 euro

 

THE SWEET LIFE SOCIETY

 

The Sweet Life Society, il primo e più importante progetto electroswing italiano ed europeo.

L’idea nasce nel 2009 quando Matteo Marini e Gabriele Concas, intrecciando nei loro dj set i suoni della Ninjatune a quelli del calypso caraibico, muovono i primi passi nella scena underground torinese. La folgorazione, però, arriva da un suono d’oltralpe. Quello di gruppi come Caravan Palace e Chinese Man, che mescolano sapientemente l’elettronica con il sound dello swing degli anni Venti e Trenta.

Ed è cercando un suono fresco e antico allo stesso tempo, che i due cominciano a produrre i loro brani.

Due anni dopo quei primi esperimenti, The Sweet Life Society è il primo e più importante progetto electroswing italiano. Questa sensazionale live band si è esibita in alcuni dei principali festival (su tutti il Big Chill, uno dei più importanti del Regno Unito) e club di tutta Europa.

The Sweet Life Society è anche dj set, un viaggio nuovo e speciale tra suoni e sonorità che ricordano i tempi passati e le pellicole in bianco nero, e Vintage set, una commistione senza precedenti che aggiunge all’electroswing uno strumento acustico o una voce con un risultato davvero sorprendente.

 

 

 

Domenica 30 Novembre

Sala Sinopoli ore 21

 

Posto unico – 18 euro

ORCHESTRA OPERAIA “SWING & NEW DEAL”

 

Ospiti speciali: Andrea Tofanelli, tromba; Bepi D’amato, clarinetto; Andrea Biondi, vibrafono.

 

Marta Colombo, voce; Mario Caporilli, Fabio Gelli, trombe; Stan Adams, Luigino Leonardi, Pierluigi Bastioli, tromboni; Claudio Giusti, Alex Tomei, Carlo Conti, Duilio Ingrosso, sassofoni e legni; Alessandro Gwiss, pianoforte; Manlio Maresca, chitarra; Marco Loddo, basso;  Pierpaolo Ferroni, batteria.

 

Direzione e Arrangiamenti: Massimo Nunzi.

Lone Arrangers/Codirettori ed arrangiatori: Claudio Toldonato, Alberto Buffolano , Damiano La Rocca, Marco Vismara.

 

L’Orchestra Operaia, nasce dall’ispirazione scaturita dalle “Orchestre Cooperative”, che nacquero come reazione alla grande crisi del post Wall Street Crash e che furono straordinarie fucine di talenti e diedero il via alla Swing Era. L’Orchestra Operaia con l’apporto di alcuni grandi solisti, proporrà  arrangiamenti “cardine” dell’epoca, provenienti dagli archivi dell’Università di Newark, diretta da Dan Morgenstern, figura preminente della critica Jazz internazionale. Questi arrangiamenti, di autori poco conosciuti, vanno dallo swing danzabile al “progressive” jazz di kentoniana memoria. Fra i brani, un rarissimo arrangiamento di Dizzy Gillespie che lo stesso scrisse di suo pugno per Woody Herman. Questo “viaggio” musicale parte dalla riproposizione di una partitura originale di Paul Whiteman, alcune composizioni pre-‐swing che furono realizzate da musicisti afro americani, come Tym Brymn fino ai brani di Casaloma e poi passando attraverso vari autori che collaborarono con loro, compreso un rarissimo arrangiamento scritto da Sauter e Fischer per Artie Shaw.Il progetto , opera prima in anteprima nazionale, prevede il supporto di filmati d’epoca, l’esibizione di ballerini di Lindy Hop, e l’intervento di un attore come voce narrante. La formazione comprende professionisti affermati e giovani talenti.

 

 

 

 

INFO E BIGLIETTI:

 

Auditorium Parco della Musica – Viale Pietro de Coubertin, 30 – Roma

PREVENDITA ONLINE: Listicket:

La biglietteria del Parco della Musica è aperta tutti i giorni dalle 11 alle 20

Domenica dalle 11 alle 20;

La biglietteria Parco della Musica è aperta dopo le ore 20 per la vendita dei soli concerti serali e chiude mezz’ora dopo l’inizio dell’ultimo evento in programmazione.

Le riduzioni per gli spettacoli di Musica per Roma possono essere applicate esclusivamente al botteghino dell’Auditorium.

 

ACQUISTI TELEFONICI:

Comune di Roma

+39. 06.06.08

 

 

UFFICIO STAMPA ROMA JAZZ FESTIVAL

BIG TIME – ROMA 06/5012073

CLAUDIA FELICI 329/9433332 – FABIO TIRIEMMI 329/9433332

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UFFICIO STAMPA FONDAZIONE MUSICA PER ROMA

Tel. 06-80241.231– 228 – 26

ufficiostampa@musicaperroma.it

 

 

www.romajazzfestival.it

 

 

 

 

in collaborazione con Casa dei Teatri

SUNDAY  MORNING SWING

 

TEATRO TORLONIA

Via Lazzaro Spallanzani, 5, Roma

 

Tre matinee al Teatro Torlonia. Tre appuntamenti dedicati allo swing in una delle ville più affascinanti di Roma, in un orario che prelude al brunch, alla passeggiata. Perché il jazz non ha orario. E’ il ritmo stesso della vita.

 

Domenica 9 Novembre

ore 11:00

HOT CLUB ROMA

DJANGO REINHARDT

“Il fulmine a tre dita”

Un nuovo progetto nato da un’idea di Gianfranco Malorgio in collaborazione con Renato Gattone.Si tratta di uno spettacolo musicale che racconta l’avventurosa vita del più importante musicista Jazz europeo, Django Reinhardt.. La performance è arricchita dalla partecipazione dell’attore GIorgio Tirabassi, grande appassionato di chitarra ed in particolare dello stile manouche. lo spettacolo alterna momenti ironici a passaggi commoventi, mantenendo tuttavia un tono spensierato.

Giorgio Tirabassi. voce e chitarra solista; Moreno Viglione, chitarra solista; Mauro Carpi, violino; Gianluca Galvani, cornetta; Gian Piero Lo Piccolo, clarinetto e sax; Gianfranco Malorgio, chitarra ritmica; Renato Gattone, contrabbasso; Gianluca Perasole, batteria.

 


 

 

 

 

Domenica 16 Novembre

ore 11:00

 

BIX BIG BAND

La Band, composta da professionisti, prende il suo nome da Bix Beiderbecke e al suo esordio esegue brani dello stesso Bix, di Joe King Oliver, Scott Joplin e Louis Armstrong per passare, con il tempo, alla esecuzione di un repertorio che fa riferimento alle grandi orchestre quali quelle di Ellington, Basie, Miller, Artie Shaw, Benny Goodman, Chick Webb e Stan Kenton utilizzando anche arrangiamenti originali acquistati direttamente dall’archivio del grande band leader newyorkese Vince Giordano che venivano eseguiti dalle grandi orchestre americane tra gli anni ’20 e ’40.

Carlo Capobianchi, tromba, direzione; Tess Amodeo-Vickery, Luca Majnardi, voce; Piercarlo Salvia, sax tenore, clarinetto; Olimpio Riccardi,sax tenore; Guglielmo Cetto, sax alto; Alessio Bernardi, sax alto, flauto; Lisa Rogai, sax baritono; Davide Richichi, Lorenzo Soriano, tromba; Michael Supnick, Vincenzo Ierace, Christopher Haynes, trombone; Alessio Magliari, pianoforte; Terenzio De Cristofaro, chitarra; Maurizio Capuano, contrabbasso; Alberto Botta, batteria.

Domenica 23 Novembre

ore 11:00

SWING VALLEY BAND

Musica swing, tutta da ballare e da ascoltare. Si ricreeranno come per incanto le atmosfere dei famosi locali di Harlem negli anni ’30: il Cotton Club, ma anche il Savoy e il Paramount, con l’amatissima orchestra diretta dal polistrumentista e arrangiatore Giorgio Cuscito. Il repertorio è specifico per il ballo swing e per il lindy-hop, oggi tornato tanto di moda, ed è un’occasione unica per poter ascoltare dal vivo la musica dei vecchi dischi a 78 giri di Duke Ellington, Jimmy Lunceford, Chick Webb, Count Basie, Louis Jordan, Cab Calloway: una vera e propria “Harlem Renaissance”!

Giorgio Cuscito, direzione, arrangiamenti, sax tenore; Mario Caporilli, tromba; Ferdy Coppola, sax tenore e voce; Gino Cardamone, chitarra; Alberto Antonucci, contrabbasso; Fabiano Giovannelli, batteria; Monica Gilardi, voce.

Ingresso € 15

sconto del 10% sulle consumazioni  al bar ristorante “ la Limonaia”, ai possessori del biglietto dei concerti “ Sunday Morning Swing”

Tel. 06.9020.7045

 

 

 

 

ROMA JAZZ FESTIVAL – Fringe Festival

 

SERATA DUKE ELLINGTON

GIOVEDI’ 13 NOVEMBRE 2014

Allinterno della rassegna

TORBELLAMUSICA

Il music-festival del giovedì al Teatro Tor Bella Monaca

 

Serata in collaborazione con

ROMA JAZZ FESTIVAL

 

Ore 21, ingresso 10 euro

Dado Moroni e Max Ionata

Elda AlviginI

Massimo Nunzi Jazz Orchestra

Direzione: Massimo Nunzi

Trombe: Andrea Tofanelli, Mario Caporilli, Angelo Olivieri, Fabio Gelli; Tromboni: Stan Adams, Luca Giustozzi, Luigino Leonardi, Rosario Liberti; Saxes: Claudio Giusti, Davide Grottelli, Ale Tomei,Roberto Bottalico, Duilio Ingrosso; Piano:Alessandro Gwiss; Chitarra: Manlio Maresca; Basso: Lorenzo Feliciati; Batteria: Pierpaolo Ferroni

Musica, video, letture e racconti su Duke Ellington. Con una performance dei ballerini di Swing Circus

 

PRESENTANO PIJI E PAOLO BASSOTTI

 

Ore 19.30, preserale a ingresso gratuito

Presentazione libro “Frankie Manning. Ambasciatore del Lindy Hop” edito da DeriveApprodi con Lucia Mazzanti (Lucie Q Djette), Fabrizia Ferrazzoli, Paolo Bassotti, Massimo Nunzi

 

La “Serata Duke Ellington”, come ognuna delle serate speciali di “TorBellaMusica”, cercherà di raccontare in forma multi artistica, in questo caso la figura del grande compositore americano.

Ci sarà la musica, con lo straordinario duo DADO MORONI & MAX IONATA, che discograficamente l’hanno già omaggiato  con il disco “Two for Duke”.

Ci saranno i sedici elementi della MASSIMO NUNZI JAZZ ORCHESTRA, che eseguiranno proprio le partiture originali del grande Duke Ellington.

Ci sarà la brillante attrice ELDA ALVIGINI che reciterà passi autobiografici, storici e letture sempre dedicate al grande Maestro del Jazz.

Ci saranno i ballerini di Swing Circus a raccontare il periodo storico musicale anche dal punto di vista della danza.

Ci saranno PIJI (curatore di TorBellaMusica, cantautore swing e conduttore radio) e PAOLO BASSOTTI (saggista, giornalista musicale e conduttore radio) che si avvarranno della grande conoscenza di Massimo Nunzi per delineare, attraverso video, chiacchierate e interviste con gli altri ospiti della serata, la magica figura del “Duca”.

 

 

 

Nel preserale, a ingresso libero, ci sarà un approfondimento legato al Lindy Hop, il ballo swing praticato nelle ballroom dell’epoca di Ellington, attraverso il saggio “Frankie Manning. Ambasciatore del Lindy Hop”, edito da DeriveApprodi con la presenza aggiunta di Lucia Mazzanti (nota anche come Lucie Q Djette) e Fabrizia Ferrazzoli (portavoce del gruppo Swing Circus e giornalista esperta di jazz).

 

Nel foyer, una splendida mostra di radio d’epoca allestita da Fabio Zeppieri per AIRE (Associazione Italiana Radio d’Epoca).

 

 

 

TORBELLAMUSICA

Il music-festival del giovedì al Teatro Tor Bella Monaca

 

Con il patrocinio del CLUB TENCO

 

Con il sostegno di

-ASSESSORATO ALLO SVILUPPO DELLE PERIFERIE

-UNIVERSITÀ DI TOR VERGATA

 

La musica a Roma riparte da qui.

La musica come forma di aggregazione, come bene sociale indispensabile, come risorsa culturale fondamentale per gli individui e per la comunità tutta.

La musica a Roma riparte dalla periferia e dal prezioso Teatro Tor Bella Monaca che da sempre bene s’intreccia con il territorio, che da sempre dialoga con il quartiere e con l’intera città e che ha deciso quest’anno di affrontare il dialogo anche in una serata a chiave musicale, con una scadenza settimanale che rimetta al centro delle priorità la musica e la periferia.

 

È in questa logica che nasce Torbellamusica, il music-festival che dal 6 novembre e per tutta la stagione sbarcherà ogni giovedì nelle sale del Teatro Tor Bella Monaca.

 

Nei momenti di crisi bisogna gettare il cuore oltre l’ostacolo.

E se la crisi musicale romana è anche una crisi degli spazi live condivisi dove ascoltare buona musica, esprimere la propria arte e passare insieme del tempo qualitativamente importante, bisogna metterci più cura e più impegno, più passione nel costruire qualcosa che sia veramente speciale.

 

Torbellamusica cercherà di essere corale, aggregativo, cercherà di essere un percorso storico, culturale e sociale interessante quanto divertente.

 

La Sala Grande (300 posti), la Sala piccola (100 posti) e l’ampio foyer del teatro saranno completamente dedicati alla musica e una volta a settimana andrà in scena un vera e propria rassegna musicale con concerti, omaggi, chiacchierate, ospiti speciali, jam sessions, degustazioni, mostre e tutto ciò che di inerente o complementare alla musica possa esistere.

L’offerta unirà canzone d’autore, teatro-canzone, jazz, rap, musica etnica e tanti altri linguaggi musicali con numerosi concerti e un ampio racconto storico della musica da non dimenticare o, per le nuove generazioni, da poter conoscere.

 

Torbellamusica sarà dunque un modo per la città di Roma di riappropriarsi con forza della musica live in un momento di stanca apparente, proprio ricominciando dal più importante teatro di cintura della capitale e di viverla in ogni sua forma con la familiarità del sentirsi a casa mista alla qualità professionale dell’offerta.

 

Big della musica si alterneranno alle nuove leve, grandi penne del giornalismo musicale si alterneranno ai migliori critici di nuova generazione, con presenza di grandi ospiti, attori, esperti, il tutto condotto in una forma di spettacolo-festival del tutto innovativa che non esclude la presenza di dirette o differite radio/tv.

 

E tutto ciò non poteva che accadere al Teatro Tor Bella Monaca, un luogo così importante dal punto di vista socio-culturale da consegnare alla sfida di Torbellamusica un grande, grandissimo, valore aggiunto.

 

http://www.casadeiteatri.roma.it/teatro-tor-bella-monaca/

 

 

 

 

 

ROMA JAZZ FESTIVAL – Fringe Festival

in collaborazione con  Casa dei Teatri / Teatro Biblioteca Quarticciolo

 e Jando music

 

 

Mercoledì 12 novembre – Ore 21

 

ELLINGTONIANA

 

TEATRO QUARTICCIOLO

Via Castellaneta, 10

 

MAX IONATA, SAX / DADO MORONI, PIANO, CONTRABBASSO E VOCE

E’ con un omaggio a Duke Ellington che Dado Moroni e Max Ionata, due artisti di fama internazionale, hanno deciso di affrontare nel loro percorso artistico dando vita e suono a “Ellingtoniana”. Un viaggio di sola andata per una terra creata da due tra i più importanti artisti del ‘900, Duke Ellington ed il suo alter ego Billy Strayhorn, a detta di molti il vero ispiratore dell’estetica ellingtoniana. Ma non importa chi abbia fatto cosa. Ciò che conta è che questi due geni contemporanei abbiano lasciato un’impronta indelebile su tutta la musica, non solo nel Jazz. Dado Moroni, ha collaborato a lungo con Jimmy Woode e Sam Woodyard, contrabbassista e batterista storici di Duke Ellington, consentendogli di immergersi a pieno nelle sonorità originali del  grande compositore. Sonorità che ritroviamo in “Two for Duke”, disco prodotto dalla Jando Music, grazie alle straordinarie capacità interpretative del sax di Max Ionata.

 

http://www.casadeiteatri.roma.it/teatro-biblioteca-quarticciolo-new/

 

 

 

 

BACK ON STAGE 

28 – 29 – 30 NOVEMBRE 2014

AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA – ROMA

 

Il Roma Jazz Festival incontra per la prima volta il ballo swing con un progetto unico e spettacolare: tre giorni di Workshop  con il ballerino e coreografo Vincenzo Fesi che culmineranno in uno spettacolo finale sul palco della Sala Sinopoli dell’Auditorium Parco della Musica di Roma, insieme all’Orchestra Operaia diretta da Massimo Nunzi.

Una esperienza unica per calcare uno dei palchi più importanti di Italia ed essere parte di un programma artistico formato da grandi star internazionali.

 

Il Workshop non si limita all’apprendimento tecnico del ballo ma è teso a far conoscere l’aspetto coreografico e la costruzione di uno spettacolo: la sinergia con l’Orchestra Operaia, già in fase di Workshop, permetterà ai partecipanti di lavorare sull’analisi del brano musicale, sulla costruzione di una coreografia e sulla psicologia che sta dietro la preparazione e l’esecuzione di uno show.

 

Il Workshop è suddiviso in 3 tracce:

 

✓       Lindy Hop Generale

✓       Lindy Hop Teachers

✓       Solo Jazz.

 

Il Workshop si terrà venerdì 28, sabato 29 e domenica 30 novembre presso le sale dell’Auditorium Parco della Musica: 10 ore di prova coreografia + prove generali con l’Orchestra + spettacolo finale.

 

Gli orari:

✓       venerdì 28 novembre: dalle 16,30 alle 19,30

✓       sabato 29 novembre: dalle 15,30 alle 19,30

✓       domenica 30 novembre: dalle 14,30 alle 17,30, prove generali dalle ore 18, spettacolo ore 21

 

Il Workshop non è rivolto soltanto ai professionisti della danza, ma anche a coloro che sono in grado di eseguire le basi del Lindy Hop: Swing out, Inside turn, Outside turn, Texas Tommy, Lindy Circle, Charleston Basic.

 

Lo spettacolo finale nella Sala Sinopoli dell’Auditorium è destinato a tutti i ballerini partecipanti al Workshop.

E’ possibile iscriversi in coppia (preferibilmente) o singolarmente.

A coloro che si iscriveranno come singoli verrà assegnato un partner dalla produzione. Nel caso in cui questo non fosse possibile, gli iscritti potranno comunque seguire la traccia di Solo Jazz, che non necessita strettamente di formazione a coppie.

 

Quote:

 

Singola:  € 50,00

Coppia:  € 80,00

 

Acquisto in prevendita tramite il sito www.romajazzfestival.it  e www.auditorium.com

 

Per gli iscritti al workshop verrà riservato uno sconto del 20% per l’acquisto dei biglietti dei concerti del Roma Jazz Festival.

 

 

 

 

BACK ON STAGE

Note del progetto del coreografo VINCENZO FESI

 

Possiamo benissimo affermare che all’inizio di tutto, quando il jazz ha preso forma e per quasi quattro decadi successive, era inimmaginabile vedere in un locale un’orchestra suonare jazz senza che nessuno ballasse. Musica e danza erano unite da un legame indissolubile. Non era importante lo spazio o il luogo, sia che fosse una sala da ballo, un ristorante, un bar o una casa privata, la gente si alzava e ballava.

Con l’avvento della musica swing e delle grandi sale da ballo come il Savoy, il Roseland, il Renaissance e il Palomar, per citarne alcune, la danza ha cominciato a rivestire un ruolo ancora piu` importante nella societa` americana degli anni ’30 e ’40. La nazione voleva ballare e il compito delle orchestre era quello di far dimenare le migliaia di giovani che affollavano le sale da ballo di tutto il paese. Al Savoy Ballroom (Harlem, New York City) la danza swing ha preso la forma che ancora oggi conosciamo grazie a ballerini come Shorty George, Leon James, Norma Miller e Frankie Manning. Quest’ultimo e` oggi considerato l’ambasciatore del Lindy Hop, il nome della danza swing, perche` piu` di chiunque altro in epoca contemporanea ha contribuito a portare questa danza in ogni angolo del pianeta, ma soprattutto e` stato capace di condividere la gioia che sta dietro a questo mondo.

Il Savoy era inoltre architettonicamente splendido e così grande da poter ospitare fino a 4000 persone. Ma il vero motivo che lo rende ancora oggi così celebre e` il fatto che fosse una sala da ballo realmente integrata dove l’unica cosa che contava era la musica ed la danza. Non contava molto chi fossi al di fuori del Savoy, il colore della pelle o l’estrazione sociale, l’importante era saper ballare.

L’aspetto “social dance” del Lindy Hop era sicuramente predominante, ma non mancava l’occasione di portarlo sul palcoscenico. La troupe piu` famosa della storia era proprio quella formata dai ballerini del Savoy, i Whitey’s Lindy Hoppers, che si esibivano sia nei teatri di Broadway che ad Hollywood. Ancora oggi la scena di swing nel film Hellzapoppin’ lascia il pubblico senza parole.

 

Il Roma Jazz Festival incontra per la prima volta la danza e lo fa con un progetto unico ed estremamente interessante: far fiorire tre giorni di studio sulla danza swing in uno spettacolo suonato dal vivo dall’orchestra operaia di Massimo Nunzi.

Gli studenti avranno modo di conoscere da vicino il mondo dello spettacolo lavorando sull’analisi del brano musicale, su come costruire un numero di ballo imparando delle coreografie e  infine sulla psicologia che sta dietro uno show.

Il workshop di swing al Roma Jazz Festival e` unico nel suo genere, perche` non mira a studiare il ballo solo tecnicamente per poterlo ballare in sala da ballo, ma vuole far conoscere l’aspetto coreografico e dello spettacolo dello swing.

Il seminario e` diviso in tre tracce: Lindy Hop Generale, Lindy Hop Teachers e Solo Jazz. Per potersi registrare al livello Lindy Hop Generale e` necessario conoscere almeno le basi del Lindy Hop (swing out, inside turn, outside turn, Texas Tommy, Lindy Circle, Charleston Basic).

I ballerini possono iscriversi o in coppia, preferibilmente, o singolarmente. Per coloro che si iscrivono da soli la produzione assegnerà loro un partner. Nel caso in cui la produzione non riuscisse ad assegnare un partner potrete comunque seguire la traccia di Solo Jazz, dove non e` necessario un partner.

Tutti gli iscritti parteciperanno allo show della domenica sera nella Sala Sinopoli dell’Auditorium.

Il seminario non e` rivolto solo ai professionisti della danza, ma a tutti coloro che conoscono le basi del Lindy Hop.

 

Poter vivere per tre giorni il mondo dello spettacolo e avere l’occasione di applicare quanto imparato su un palcoscenico così prestigioso non e’ una cosa che capita spesso.

Un’esperienza assolutamente da non perdere!

 

 

 

 

 

 

LUISS UNIVERSITA’ GUIDO CARLI    IMF  FOUNDATION          JANDO MUSIC

 

presentano nell’ambito del

38mo ROMA JAZZ FESTIVAL

la conferenza-concerto

JAZZ E NEW DEAL

 

 

 

Martedì11 novembre 2014

LUISS Guido Carli – Aula Magna

Via Pola 12

Ingresso libero fino ad esaurimento posti

Il Roma Jazz Festival torna per la 38ma edizione analizzando, come sempre, cultura e società contemporanee. In un periodo di ricollocazione di quello che è il modello evolutivo dell’uomo, il suo lavoro, il suo quotidiano, la società che si sta ridisegnando secondo nuove coordinate, le potenzialità di sviluppo passano attraverso una nuova fase creativa, un “New deal” che, ottantacinque anni dopo la prima grande Depressione economica occidentale (il crollo di Wall Street del 1929), porti una nuova prospettiva, un nuovo orizzonte economico e sociale. Così come allora fu lo swing il motore musicale su cui si appoggiò la società statunitense per ripartire, nel 2014 il festival vuole fare un punto su quello che oggi significa swing, sia sotto il profilo strettamente musicale, sia sotto l’aspetto simbolico, dove la locuzione “Get into the swing of things” (prendere il ritmo delle cose) sta ad indicare la predisposizione emotiva che deve essere parte fondamentale di questo progresso di rigenerazione, di rinnovamento.

Moderatore il Prof. Giuseppe Di Taranto, intervengono il Prof. Francesco Sylos Labini, Dino Pesole, Gegè Telesforo ed il Max Ionata Organ Trio (Max Ionata al sax, Amedeo Ariano alla batteria e Alberto Gurrisi organo Hammond), i quali, partendo da questi spunti, metteranno in evidenza la relazione tra jazz ed economia, alternando analisi socio-economiche e dimostrazioni live in un originale concerto/conferenza.

 

 

 

 

 

PROF. GIUSEPPE DI TARANTO: Professore ordinario di Storia economica nella Facoltà di Economia della LUISS Guido Carli , dove insegna anche Storia del pensiero economico. Ha svolto ricerche negli Stati Uniti presso l’International Monetary Fund e la World Bank, ed ha tenuto lezioni e conferenze per conto dell’O.N.U. ed in numerose università italiane e straniere. È membro del Comitato scientifico della riviste The Journal of European Economic History. E’ stato redattore della rivista Il Pensiero Economico Moderno. Componente del Comitato Scientifico per la Valutazione della Rivista trimestrale di Diritto dell’economia. E’ autore di saggi e articoli per testate nazionali ed internazionali (Corriere della Sera, Repubblica, The Washington Poste, Die Zeit, Bloomberg) e libri, da ultimo “LEuropa Tradita” per le Edizioni Luiss ed è spesso ospite di trasmissioni televisive (Ballarò, UnoMattina).

 

PROF. FRANCESCO SYLOS LABINI: Fisico e, dopo aver lavorato tra Svizzera e Francia, è ora ricercatore presso il Centro Enrico Fermi di Roma e lavora presso l’Istituto dei Sistemi Complessi del Cnr. Studioso dei rapporti tra scienza ed economia  e della prevedibilità delle crisi economiche. Co-fondatore dell’Associazione Paolo Sylos Labini, costituita in memoria del padre con lo scopo di promuovere e sviluppare le opere ed il pensiero del Prof. Paolo Sylos Labini, uno dei più grandi economisti del 900, nel campo della ricerca scientifica, della politica economica, dell’attività civile, valorizzando i suoi ideali di impegno etico e civile.

 

DINO PESOLE: Giornalista del Sole 24 Ore, giornalista parlamentare e quirinalista. Ha collaborato con importanti testate giornalistiche e radiofoniche ed è stato capo ufficio stampa dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Dal 1994 è al Sole24Ore dopo aver collaborato con il Corriere della Sera, Il Mondo, Giornale Radio Rai. Collabora anche con Radio24 dove conduce diverse trasmissioni.

 

GEGÈTELESFORO: conosciuto al grande pubblico per il suo sodalizio artistico con Renzo Arbore è un profondo conoscitore di musica.  Attualmente conduce un programma su Radio24 “Sound Check”, ed è soprattutto un grande musicista e vocalist (miglior voce maschile, per tre anni consecutivi, dal 2010 al 2013 per la rivista Jazzit) che vanta collaborazioni con artisti internazionali del calibro di Jon Hendricks e Dizzy Gillespie. Il suo ultimo cd si intitola NU JOY (GrooveMaster Edition|Columbia Records|Sony Music).

 

 

MAX IONATA ORGAN TRIO FEAT. GEGÈTELESFORO

 

MAX IONATA , SAX TENORE E SOPRANO – ALBERTO GURRISI, ORGANO HAMMOND – AMEDEO ARIANO , BATTERIA – GEGÈ TELESFORO, VOCE.

 

Di classica c’è solo la formazione, con organo Hammond, batteria e sax, ma per il resto c’è da aspettarsi un’imprevedibile cascata di energia. Il sassofono di Max Ionata e la voce di Gegè Telesforo, un mix davvero esplosivo.

 

MAX IONATA – È considerato dalla critica uno dei maggiori sassofonisti italiani della scena jazz contemporanea che in pochi anni ha conquistato l’approvazione di critica e pubblico. Ha all’attivo la pubblicazione di oltre settanta dischi e collaborazioni con musicisti italiani ed internazionali, risultando uno degli artisti italiani più apprezzati all’estero, in particolare in Giappone dove gode di una notevole fama artistica.

 

 

 

 

 

 

ALBERTO GURRISI

Pianista e organista, è diplomato ai Civici Corsi di Jazz di Milano, dove ha suonato in concerto con diverse formazioni della scuola (tra cui la Civica Jazz band di Enrico Intra). Da anni si dedica all’organo hammond ed è membro stabile del quartetto di Franco Cerri, che lo ha fatto conoscere nel contesto nazionale del jazz, nel quale si è mosso anche in seno all’Hammond Trio, formazione con cui ha partecipato al festival di Iseo Jazz e che è stata trasmessa a Radio Tre Suite. Inoltre, ha accompagnato Enrico Rava in seno all’iniziativa ‘Maurizio Franco Incontra il Jazz’ e svolge un’intensa attività nell’ambito della scena milanese.

 

AMEDEO ARIANO

Batterista e percussionista autodidatta, si avvicina giovanissimo alla musica.

Ha all’attivo un’intensa attività concertistica con musicisti del calibro di Johnny Griffin, James Moody, Benny Golson, Cedar Walton, George Coleman, Ronnie Cuber, Bireli Lagrene, Camerun Brown, Mike Mainieri, Maurizio Giammarco, Stefano Di Battista, Tony Scott ed altri, suonando nei festival jazz di tutto il mondo.

 

 

 

 

ROMA JAZZ FESTIVAL – FRINGE FESTIVAL

 

SWING IN THE CITY

Il Roma Jazz Festival non è nuovo al coinvolgimento di realtà culturali che possano dare il proprio contributo allo sviluppo di una cultura del jazz. Questi luoghi sono importanti per la loro funzione di promozione musicale, così come di aggregazione di un pubblico che si riconosce in un àmbito sociale che ha nel jazz un modello, se non uno stile, di vita.

 

SWING IN THE CITY è dunque il network che unisce il Roma Jazz Festival con alcuni di questi importanti club, promuovendo la loro programmazione.

 

COTTON CLUB

1 /11   CIRI BIRI BIN ITALIAN SWING

6 /11   GLI ARISTOGATTONI SWING

7 /11   GIANNI SANJUST/ALFREDO FERRARIO  THE SWINGERS ORCH.

15 /11 I SWINGERS

20  /11 SWINGER’S TUNE

28 /11 LADYVETTE

Via Bellinzona 2 Tel. 06 97615246

info@cottonclubroma.it  www.cottonclubroma.it

 

TRAM JAZZ

13 /11 SWING NIGHT: Guido Giacomini,Giorgio Cuscito, Filippo Delogu. Lindyhoppers: Diana Florindi & Lucio Ughi

www.tramjazz.com  info@tramjazz.com

338 1147876 – 339 6334700

 

GREGORY’S JAZZ CLUB

7 – 14 – 21 – 28 /11 EMANUELE URSO – THE KING OF SWING

Via Gregoriana 54/a  Tel.06 6796386

www.gregorysjazz.com  booking@gregorysjazz.com

 

L’ASINO CHE VOLA

13 / 11 CARLO CAPOBIANCHI SWING 5TET

Via Antonio Coppi 12 Tel. 06 7851563

www.lasinochevola.it

 

ELEGANCE CAFÉ

1 /11    LADY LAURA 5 MR. MAX SWING BAND 5ET

4 /11    CAROSELLO SWING 4ET

5 /11    THE ANGELS SWING 4ET

7 /11    SWING DREAMS 5ET

8 /11    BUSCAJA 6ET

11/11   FRANCES’ FOLLIES 4ET

12 /11  SWING FILLES TRIO

13 /11  PIERLUCA BUONFRATE ITALIAMERICANA  4ET

Via Vittorio Veneto 83/87   Tel. 06 42016745

www.elegancecafe.it info@elegancecafe.it

 

CHARITY CAFÉ

21/11 JAZZ NIGHT: PIERA PIZZI

28/11 JAZZ NIGHT: NINA JORI PEDERSEN

in Via Panisperna 68 – Tel 06 47825881

info@charitycafe.it  www.charitycafe.it

 

In questi club uno sconto  del  20% sul costo del biglietto di ingresso o su una consumazione, riservato ai  possessori dei biglietti di altri concerti del Festival

 

SwinGo

 

PINISPETTINATI

8/11  SWING SOCIAL DANCE – DJSET

Via Campo Barbarico, 80

BEBOP JAZZ CLUB

13/11 SWING SOCIAL DANCE – DJSET ALE G
Via Giuseppe Giulietti, 14

Info SwinGo Tel. 3488902280
swingproductionroma@gmail.com

www.swingolindy.it

 

BARRIO ART

14, 15, 16 /11 A SPECIAL EVENT WITH RYAN FRANCOIS (UK) – WORKSHOP

Via di Pietralata, 135

Lindy Wave, Opificio Lindy Hoppers & Zenaswingers sono lieti di accogliere a Roma, per la prima volta, il ballerino, coreografo e insegnante di fama mondiale, Ryan Francois!

ROMA JAZZ FESTIVAL SWING PARTY

22/11- ore 22,30 (apertura ore 20,30)
Ad animare la serata danzante, una grande jam session che coinvolgerà i musicisti esponenti dello swing romano guidati da Giorgio Cuscito, Carlo Capobianchi e Renato Gattone.

LIAN CLUB
Barcone Lungotevere dei Mellini 7 (Ponte Cavour).

www.lianclub.it – lianclub2006@gmail.com

Tel. 3476507244 – 3383612653

 

BACK ON STAGE 

28, 29, 30 /11 AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA

Viale Pietro De Coubertin, 30 – 06 842411

 

Tre giorni di Workshop  con il ballerino e coreografo Vincenzo Fesi che culmineranno in uno spettacolo finale sul palco della Sala Sinopoli dell’Auditorium Parco della Musica di Roma, insieme all’Orchestra Operaia diretta da Massimo Nunzi. Una esperienza unica per calcare uno dei palchi più importanti di Italia ed essere parte di un programma artistico formato da grandi star internazionali.

 

Acquisto in prevendita tramite il sito www.romajazzfestival.it  e www.auditorium.com

 

 

L’Orchestra Operaia in:

Swing & New Deal

L’Orchestra Operaia prende ispirazione dalle band che si formarono durante la Grande Depressione,  in uno scenario alla “U.S.A.” di John Dos Passos , e descritte nelle decadenti atmosfere del Grande Gatsby di F.S.Fitzgerald.

Per reagire al crollo dell’economia e delle speranze nella “Land of Many Opportunities” Isham Jones creò insieme a molti altri band leader come Glen Grey, le orchestre “cooperative”, che, unendo le forze, poterono rilanciare il mercato musicale con prodotti di grande pregio ed ottenere straordinari risultati commerciali ed artistici,  partendo dalla  condivisione totale degli oneri e degli onori.  Isham Jones creò il terreno per il primo “Woody Herman’s Thundering Herd” e Glen Grey formò la Casaloma, una delle più longeve e rinomate orchestre del secolo scorso.

Con questo progetto l’Operaia eseguirà per la prima volta gli arrangiamenti originali (manoscritti) di Glen Grey e della Casaloma, farà ascoltare alcuni  rarissimi arrangiamenti originali, scritti per  Lionel Hampton, Count Basie, Duke Ellington, Benny Goodman e Chick Webb, nate per la danza e presenterà  alcune  band meno conosciute dell’epoca, esplorando le figure chiave del movimento, quegli uomini che stavano realmente “dietro” le orchestre della Swing Era  e che, per motivi razziali, erano tenuti in secondo piano se non ignorati come Fletcher Henderson; inoltre, scopriremo musicisti pressoché sconosciuti come Charlie Barnet.

L’altro elemento interessante sarà il vivido rapporto fra la musica ed il ballo con vere e proprie chicche, ballate dal vivo da ballerini professionisti, che riprodurranno perfettamente le coreografie dell’epoca, guidati da Vincenzo Fesi e da un gruppo di scuole di Lindy Hop.

La progressione cronologica delle musiche presentate, copre un arco  di circa 10 anni nelle quali lo “stile “ Swing, diventa “progressive”,  fino alla sua decadenza e alla nascita del Bop.

Per sostenere il livello musicale altissimo, Massimo Nunzi ha integrato dei grandi solisti all’Orchestra Operaia, tutti specialisti dello stile proposto: il virtuoso di clarinetto Bepi D’Amato, il trombettista specialista dei sovracuti  Andrea Tofanelli e il vibrafonista Andrea Biondi.

Orchestra Operaia

Creata e diretta da Massimo Nunzi

Ospiti speciali

Tromba Andrea Tofanelli ; Clarinetto Bepi D’Amato; Vibrafono Andrea Biondi

Titolari

Trombe Mario Caporilli, Fabio Gelli;  Tromboni Stan Adams, Luigino Leonardi, Pierluigi Bastioli

Sassofoni e Legni   Claudio Giusti; Alex Tomei; Carlo Conti; Duilio Ingrosso

Piano     Alessandro Gwiss

Chitarra    Manlio Maresca

Basso      Marco Loddo

Batteria   Pierpaolo Ferroni

Voce          Marta Colombo

 

The Lone Arrangers (Direttori ed Arrangiatori)

Alberto Buffolano

Damiano la Rocca

Claudio Toldonato

Marco Vismara

 

 

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