Ricordiamo Michael Brecker

Di - 10/07/2017

Ricordiamo Michael Brecker

Sono trascorsi più di dieci anni dalla morte di Michael Brecker, avvenuta il 13 gennaio 2007, il giorno dopo quella di Alice Coltrane. Brecker è stato il massimo e più influente sax tenore post-coltraniano ed è quanto mai doveroso ricordarne la vita e il percorso artistico.

Il 25 gennaio di quest’anno la comunità jazzistica di New York, decine di oncologi e persino l’ex presidente Clinton e consorte, hanno partecipato alla cerimonia di commemorazione tenutasi nella Appel Room del Jazz at Lincoln Center di Manhattan. Tra i musicisti c’erano Joe Lovano, Dave Liebman, Diana Krall, Wynton Marsalis, David Sanborn, Ravi Coltrane, Robert Glasper e molti altri. Com’è noto, Michael Brecker fu colpito dalla sindrome mielodisplastica, un disordine della produzione cellulare che l’ha portato alla leucemia e alla morte, dopo due anni di vane terapie.

Rileggendo la sua biografia ci sono alcune cose che colpiscono: lo squilibrio tra le centinaia di registrazioni come session man nel rock, di collaboratore o co-leader in vari ambiti del jazz (dai Brecker Brothers agli Steps Ahead) e i pochi dischi (appena una decina) incisi a suo nome nell’arco di un ventennio. Ed ancora il ritardo con cui ha iniziato la sua attività di leader, quando aveva ormai 38 anni ed era il massimo sax tenore della sua generazione da oltre un decennio.
Anche se votato nella Hall of Fame di Down Beat, il pieno riconoscimento del suo ruolo di innovativo caposcuola è venuto in primo luogo dai colleghi musicisti. Non solo centinaia di imitatori in tutto il mondo ma notevoli strumentisti come Chris Potter, Branford Marsalis, Donny McCaslin o Bob Mintzer l’hanno preso a modello. Dotato di una tecnica portentosa, di una singolare propensione melodica e di un sound seducente, Michael Brecker è stato un artista di sintesi: tra la dimensione acustica e quella elettrica, tra i concetti armonici di John Coltrane e l’enfasi di rhythm & blues e funk. In questo terreno ha sviluppato una personale ricerca tesa a espandere la dimensione timbrica, superando le divisioni tra acustico ed elettrico/elettronico. Nel corso degli anni ha progressivamente controllato i torrenziali fraseggi, le micidiali sequenze di patterns, a favore di una sintesi meditata, spesso con lirica concentrazione. Il magistero tecnico si fondeva nella capacità di esprimere e suscitare emozioni.

Nato il 29 marzo 1948 a Filadelfia in una famiglia propensa alla musica, studia prima il clarinetto, poi il sax contralto…

Read-More-Button

About Angelo Leonardi

You must be logged in to post a comment Login