Quantcast

jazz Padova Porsche Jazz Festival 2006
  ricerca avanzata
    Newsletter  
  bookmark - aggiornamento periodico contattaci - per i redattori  





SITE PARTNERS
All About Jazz: US
Francia: Citizen jazz


Balkaninis
Balkan Playboys (Felmay - Italia - 2003)

Neri Pollastri

Acoltando questo disco, quasi inevitabilmente viene da pensare ad Elias Canetti, il grande scrittore ebreo, nato sulla riva rumena del Danubio, in una città divisa dal grande fiume in una parte bulgara ed una rumena. La commistione di stili balcanici e cultura ebraica, ma anche il vento che viene dall'oriente, si respira infatti in tutto l'album di questa formazione bulgara, favorita dalle sonorità suggestive di strumenti come la gadulka, il kaval, il buzuki, suonati dal "gran maestro" di tutta l'operazione: il polistrumentista Nikola Parov, già autore di altre pirotecniche operazioni dello stesso stile.

Il taglio della musica è in realtà ben più tradizionale di quanto non possa far pensare il nome del gruppo - che, come troppo spesso succede, sembra voler sdoganare nel "mercato globale" egemonizzato dal mondo anglosassone una forma d'arte ad esso in buona parte lontana. Ma la tradizione rappresentata nel disco è d'una tale vitalità e varietà che non c'è modo di annoiarsi: ci si avvia con brani prossimi al kletzmer ("Dobrudzanatz"), si prosegue ("Kyutchenkatz") con conposizioni all'orientale, toccando pezzi che potrebbero far parte della cultura popolare del nostro appennino ("Kopanatz i srbkovatz").

Un solo aspetto stilistico è comune ai vari generi che si fondono: una ripetitività quasi minimalista dei ritmi di danza che ne compongono il cuore, caratteristica indispensabile alla funzione principale che queste musiche di estrazione popolare avevano: quella di far ballare la gente nelle piazze.

Attorno a questo cuore, però, i cambi di ritmo sono frequenti, ed ivi si innestano variazioni ed improvvisazioni dei vari strumenti, i quali tuttavia - ed è forse il limite principale di questo lavoro - suonano sempre un po' troppo organicamente, senza avventurarsi su territori di maggiore libertà, non sfruttando in tal modo appieno le qualità sonore degli strumenti, né quelle creative dei musicisti.

Complessivamente però l'ascolto è sia piacevole che stimolante, ed offre suggestioni interessanti a chi cerchi di comprendere meglio le radici di certi ritmi "alla moda".

Valutazione: * * *

Sito della Felmay:
www.felmay.it

Elenco dei brani:
Dobrudzsanatz (trad. arr. N. Parov) - 3:51
Severnyashkatz (trad. arr. N. Parov) - 5:05
Little Dance at Little Street (trad. arr. N. Parov) - 4:02
Rumanyatz (N. Parov) - 5:10
Kyutshekatz (trad. arr. N. Parov) - 5:36
Ivanatz (trad. arr. I. Barvic) - 5:14
Kopanatz i Srbkovatz (N. Parov) - 5:31
8. Graovatz (N. Parov) - 4:31
9. Crazy Horse (N. Parov) - 3:16

Musicisti:
Nivola Parov (gadulka, kaval, clarinetto, buzuki, chitarra, basso, percussioni)
Ivan Barvich (contratambura, flauto, ocarina)
Slobodan Wetetics (fisarmonica)
Zsigomond Lazar (violino)
Balazs Jakabfy (tapan)



Padova Porsche Jazz Festival 2006
home   -   bookmark   -   per i redattori   -   contattaci
© 2006 Tutti i diritti su articoli, foto e disegni sono riservati Privacy