Neri Pollastri
Acoltando questo disco, quasi inevitabilmente viene da pensare ad Elias Canetti,
il grande scrittore ebreo, nato sulla riva rumena del Danubio, in una città divisa dal
grande fiume in una parte bulgara ed una rumena. La commistione di stili balcanici e
cultura ebraica, ma anche il vento che viene dall'oriente, si respira infatti in tutto
l'album di questa formazione bulgara, favorita dalle sonorità suggestive di strumenti
come la gadulka, il kaval, il buzuki, suonati dal "gran maestro" di tutta l'operazione:
il polistrumentista Nikola Parov, già autore di altre pirotecniche operazioni
dello stesso stile.
Il taglio della musica è in realtà ben più tradizionale di quanto non possa far pensare
il nome del gruppo - che, come troppo spesso succede, sembra voler sdoganare nel "mercato
globale" egemonizzato dal mondo anglosassone una forma d'arte ad esso in buona parte
lontana. Ma la tradizione rappresentata nel disco è d'una tale vitalità e varietà che non
c'è modo di annoiarsi: ci si avvia con brani prossimi al kletzmer ("Dobrudzanatz"), si
prosegue ("Kyutchenkatz") con conposizioni all'orientale, toccando pezzi che potrebbero
far parte della cultura popolare del nostro appennino ("Kopanatz i srbkovatz").
Un solo aspetto stilistico è comune ai vari generi che si fondono: una ripetitività quasi
minimalista dei ritmi di danza che ne compongono il cuore, caratteristica indispensabile
alla funzione principale che queste musiche di estrazione popolare avevano: quella di far
ballare la gente nelle piazze.
Attorno a questo cuore, però, i cambi di ritmo sono frequenti, ed ivi si innestano
variazioni ed improvvisazioni dei vari strumenti, i quali tuttavia - ed è forse il limite
principale di questo lavoro - suonano sempre un po' troppo organicamente, senza
avventurarsi su territori di maggiore libertà, non sfruttando in tal modo appieno le
qualità sonore degli strumenti, né quelle creative dei musicisti.
Complessivamente però l'ascolto è sia piacevole che stimolante, ed offre suggestioni
interessanti a chi cerchi di comprendere meglio le radici di certi ritmi "alla moda".
Valutazione: * * *
Sito della Felmay:
www.felmay.it
Elenco dei brani:
Dobrudzsanatz (trad. arr. N. Parov) - 3:51
Severnyashkatz (trad. arr. N. Parov) - 5:05
Little Dance at Little Street (trad. arr. N. Parov) - 4:02
Rumanyatz (N. Parov) - 5:10
Kyutshekatz (trad. arr. N. Parov) - 5:36
Ivanatz (trad. arr. I. Barvic) - 5:14
Kopanatz i Srbkovatz (N. Parov) - 5:31
8. Graovatz (N. Parov) - 4:31
9. Crazy Horse (N. Parov) - 3:16
Musicisti:
Nivola Parov (gadulka, kaval, clarinetto, buzuki, chitarra, basso, percussioni)
Ivan Barvich (contratambura, flauto, ocarina)
Slobodan Wetetics (fisarmonica)
Zsigomond Lazar (violino)
Balazs Jakabfy (tapan)