Durante le sue continue scorribande in giro per il mondo, Carlo Actis Dato ha incontrato sulla propria strada due
musicisti giapponesi (Yasuhiko Tachibana e Keisuke Ota) che dividono con lui il gusto per un jazz trasgressivo,
(auto)ironico e l'amore per le musiche di matrice popolare. Ha chiamato con sé il percussionista Marcello Magliocchi
(compagno di lunghe avventure) e li ha cooptati in un quartetto che trasuda energia e irriverenza da ogni nota.
Dopo una serie di concerti, arriva ora il primo disco.
La dimensione live - il lavoro è stato registrato nello studio privato del pianista pugliese Gianni Lenoci, a quanto
pare aperto ad un pubblico caloroso e divertito - è la più congeniale al polistrumentista, che libera il proprio stile
giocoso e indiavolato, ma evita il ruolo di leader (pur essendo spesso in primo piano) lasciando liberi i partners di
muoversi in un fitto alternarsi di momenti improvvisati e fragranti cadenze etniche.
I brani sono costruiti ad incastro, con continui cambi di marcia: non si fa in tempo a riprendersi da una traumatizzante sezione
free, che subito affiora una melodia dal sapore mediorientale; non si ha il tempo di gustare un delizioso
intermezzo cameristico, che subito il gioco e la voglia di irriverenza (improbabili canti in lingua araba, sottofondi
burleschi con le voci) ti prendono la mano.
A dividere la scena con Actis Dato, è il violino di Ota, spesso in uscite solistiche sorprendenti, ora vicino ai colori
di una lancinante chitarra rock, ora più introverso e meditativo. Ma anche contrabbasso e batteria (attenti alle sottigliezze
di Magliocchi !) giocano la loro partita con sicurezza e padronanza di linguaggio.
Un disco simpaticamente à la Actis Dato, che si diverte a sbeffeggiare la seriosità di molta musica corrente.
Musicisti:
Carlo Actis Dato (clarinetto basso, sax tenore e baritono)
Yasuhiko Tachibana (contrabbasso)
Keisuke Ota (violino)
Marcello Magliocchi (batteria, percussioni)