Ermes Rosina
Approda, nel migliore dei modi, alla sesta uscita discografica la True Muze
Records, piccola, ma agguerrita (per la qualità e l'originalità delle uscite), etichetta
berlinese, fondata dai musicisti Vlatko Kucan, Rajesh Mehta e Peter Niklas
Wilson (quest'ultimo è compositore, contrabbassista, musicologo, il cui curriculum include
collaborazioni e incisioni al fianco di personaggi del calibro di Anthony Braxton - Eight
Duets Hamburg 1991 Music & Arts 710 - e Malcom Goldstein, con il quale ha registrato
Monsun, True Muze 9801).
Questo Innovative Music Meeting, organizzato dal trombettista Rajesh
Mehta, consegue il risultato - difficilissimo a concretizzarsi - di fondere musica "classica" (in
senso lato), tradizione folklorica e libera improvvisazione in un unicum coeso e avvincente, senza
isterilirsi nei biechi clichés commerciali di tante operazioni di world music.
I nomi dei partecipanti, d'altronde, sono una garanzia di serietà. Mehta,
infatti, già allievo di Braxton al Mills College e titolare di un duo stabile con Paul
Lovens (documentato dal cd Orka, Hat Hut 1998) ha contribuito all'estensione della
gamma sonora della tromba, sotto il profilo timbrico e intervallare: ultimo frutto di queste
ricerche è l'"hybrid trumpet" che, tramite la connessione fra più strumenti, consente originalissimi
effetti di spazializzazione e microtonalità.
Trichy Sankaran, maestro riconosciuto delle percussioni dell'India del Sud e insegnante
presso la York University di Toronto, ha più volte suonato con Anthony Braxton,
David Rosenboom,
Pauline Oliveros, Charlie Haden.
Rohan de Saram, infine, è uno dei più grandi violoncellisti viventi, noto soprattutto come
esecutore del repertorio contemporaneo (in seno al quartetto Arditti, in duo con Stefano
Scodanibbio e con il fratello Druvi), ma interessato anche alla difficile arte
dell'improvvisazione più o meno libera (in particolare, fra gli altri, con lo stesso Scodanibbio,
Markus Stockhausen, il pianista Fabrizio Ottaviucci, gli AMM: frutto di
quest'ultima collaborazione fu, nel 1987, l'ottimo The Inexhaustible Document, Matchless cd13).
Le improvvisazioni documentate nel CD (splendidi, peraltro, sia l'elegante
confezione che il ricco libretto) risultano ariose, gradevoli all'ascolto, mai banali. L'interazione
fra i tre ha dell'incredibile, quanto a immediatezza e pertinenza degli interventi, soprattutto se
si tiene presente che - a detta di Mehta - la registrazione è stata effettuata in una sola giornata,
nel dicembre 1999, senza prove né indicazioni preventive circa il materiale da utilizzare.
Ne è scaturita una musica che, rifuggendo qualunque esotismo fine a se
stesso (nel quale sarebbe stato facile cadere, data la provenienza geografica dei musicisti dal
subcontinente indiano), scorre fluida - e concentrata nel contempo - sin dalle prime battute di
"In time", mentre "Shiva's House" è pervasa da un'eccitazione febbrile, in cui gli strumenti si
scontrano e si rintuzzano in una sorta di lotta.
Splendidi i tre episodi in duo ("Bhava" nn. 1, 2 e 3), dove più marcata è la
prossimità con le peculiarità coloristiche e armoniche della musica indiana, specie nel timbro del
violoncello, simile a quello del tamboura; laddove le escursioni microtonali della tromba e del
violoncello imprimono a "Ceylonese Funeral March", scandita dall'incedere solenne del mrdangam, una
sfumatura emotiva dolente, come di lamentazione.
Non mancano gustosissimi (mai sopra le righe, in ogni caso) spunti onomatopeici,
come in "Flies and Frogs", dove l'hybrid trumpet di Mehta sembra letteralmente sdoppiarsi nello
spazio acustico fra ronzii - ripresi dal violoncello - e borborigmi, sottolineati dalle percussioni
di Sankaran; o in "Laughing Man's Sea", giocata sull'esplorazione delle potenzialità timbriche degli
strumenti: specialmente De Saram illustra l'enorme gamma di sonorità di cui dispone, con
overtones e materici strappi percussivi.
Da menzionare, infine, "Trichy's Rap", in cui la voce di uno strepitoso Sankaran si cimenta nel
konnakkols, tradizionale tecnica di vocalizzazione dei pattern ritmici utilizzata dai percussionisti
dell'India meridionale.
Una via originale e innovativa all'improvvisazione? Ne siamo più che certi:
la conferma definitiva potrebbe aversi soltanto mediante l'ascolto live di questo gruppo.
Sarà possibile, un giorno, in Italia?
Valutazione: * * * * ½
Sito della True Muze:
www.truemuze.de
Sito di Rajesh Mehta:
www.rajeshmehta.de
Webpage su Rohan de Saram:
www.ardittiquartet.com/biogroha.htm
Webpage su Trichy Sankaran:
www.yorku.ca/grdmusic/profs/sankaran.htm
Elenco dei brani:
01. In time (Mehta-de Saram-Sankaran) 4:18
02. Shiva's House (Mehta-de Saram-Sankaran) 3:08
03. Bhava 1 (Mehta-Sankaran) 4:41
04. Flies and Frogs (Mehta-de Saram-Sankaran) 7:28
05. Partial Differentials (Mehta-de Saram) 1:47
06. Trichy's Rap (Mehta-de Saram-Sankaran) 5:11
07. Ceylonese Funeral March (Mehta-de Saram-Sankaran) 4:50
08. Bhava 2 (Sankaran-de Saram) 3:33
09. Laughing Man's Sea (Mehta-de Saram-Sankaran) 7:41
10. Bhava 3 (de Saram-Mehta) 5:57
11. Asymptotes (Mehta-de Saram-Sankaran) 7:45
12. Bardo (Mehta-de Saram-Sankaran) 6:06
Musicisti:
Rajesh Mehta (trumpet, slide trumpet, hybrid trumpet)
Rohan de Saram (violoncello)
Tricy Sankaran (mrdangam, kanjra, konnakkol)