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For Those I Never Knew
Luca Flores (Splasc(H) Records - Italia - 2003 [rist.1994-95])

Enzo Boddi

Registrato in tre distinte sedute tra il luglio 1994 ed il marzo 1995, For Those I Never Knew rappresenta un vero e proprio testamento artistico ed umano di Luca Flores, iscrivendosi senz'altro tra le opere per piano solo più significative che siano state prodotte nell'ambito del jazz europeo.

Il materiale preso in esame è composto da tre standards, due brani di autori moderni e sei composizioni originali, in parte riprese da precedenti incisioni e sottoposte ad un radicale processo di revisione, che in qualche caso si estende pure ai titoli.

Il trattamento riservato agli standards illustra esaurientemente la varietà di approcci che Flores sapeva applicare. In "My Ideal" colpisce la capacità di dosare, centellinare e in alcuni casi quasi "trattenere" i frammenti della melodia. "But Not for Me" si fonda su una gustosa variazione tematica da cui scaturiscono fraseggi e linee melodiche di grande nitidezza, approdando al tema solo nel finale. Al contrario, nel caso di "Look for the Silver Lining" Flores affronta immediatamente il tema con tocco introspettivo di matrice evansiana, esplorandone il nucleo con cura certosina.

Tratte da Where Extremes Meet e concepite in origine per sestetto o quintetto, ben tre composizioni vengono interpretate attraverso una chiave di lettura totalmente nuova e ribattezzate diversamente. Animata dalle trovate melodiche del flauto di Nicola Stilo nella precedente versione, "How Far Can You Fly?" diviene nel confronto tra Flores ed il suo strumento "Ladder", una sorta di notturno pensoso e scuro, pervaso da uno spirito che rievoca Chopin e Debussy per certi tratti ora romantici, ora impressionistici. In "Musengu", variazione su "Where Extremes Meet", Flores esamina il tessuto modale, sviluppando un impressionante impatto sui bassi, densi di africanismi, e costruendo una progressione ritmica che sfocia in una figura ripetitiva, ossessiva. "Kaleidoscopic Stars", adattamento da "Tyner's Mirror", è un brano fortemente introspettivo, in cui Flores distilla goccia a goccia le linee melodiche con un uso frequente dello staccato.

Oltre a Tyner, Flores si misura con altri riferimenti importanti per la sua cifra stilistica. Con le sue frasi oblique, il massiccio lavoro sul registro grave e lo sviluppo di corpose linee di basso "Coincidenze" sembra ricollegarsi peculiarmente alla poetica di Paul Bley. Al tempo stesso, l'iterazione ritmica e l'amore per il fraseggio ricamato sull'ostinato evidenziati in "Cartone animato" riconducono al linguaggio di Keith Jarrett.

Il fatto che ben cinque brani siano stati registrati il 19 marzo 1995, a dieci giorni dalla tragica fine del pianista fiorentino, inducono l'ascoltatore ad adottare criteri interpretativi che travalicano di molto l'ambito meramente estetico, sollecitando inevitabili associazioni tra l'artista e l'uomo.

Valutazione * * * * *

Sito della Splasc(H) Records:
www.splaschrecords.com

Elenco dei brani:
01. How Far Can You Fly? (Ladder) (Flores) - 4:28
02. Max 2 Supersoul (Fabio Turchetti) - 4:19
03. My Ideal (Robin) - 7:10
04. Leaving (Richard Beirach) - 6:18
05. Musengu (Where Extremes Meet) (Flores) - 8:16
06. Coincidenze (Flores) - 4:13
07. Kaleidoscopic Stars (Tyner's MIrror) (Flores) - 4:53
08. But Not For Me (Gershwin) - 5:33
09. Look For The Silver Lining (Kern) - 3:58
10. Cartone Animato (Flores) - 3:54
11. For Those I Never Knew (Patience) (Flores) - 6:52

Musicisti:
Luca Flores (piano, piano elettrico)
Michelle Bobko (voce)




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