Quantcast
jazz
HOME RECENSIONI ARTICOLI NEWS GALLERIA PROSSIME USCITE
 
Benvenuto mensile Blog Free MP3 Downloads Videos Risorse  
ricerca avanzata contattaci   |   per i redattori   |   newsletter







"The Night We Called It a Day"
Kieran Overs
For the Record

Listen Now

More Channels


RSS FEEDS

SCARICA RSS


Planet Dream
Steve Swell | Clean Feed Records - distr. JTD (2009)


di Enrico Bettinello Commenta        

La costruzione di un processo creativo condiviso è sempre stata la centro dell'interesse del trombonista Steve Swell, musicista le cui notevoli qualità di improvvisatore non sempre trovano il giusto riconoscimento. Planet Dream, in trio con il sax contralto di Rob Brown e il violoncello di Daniel Levin, si muove proprio sulla condivisione delle traiettorie improvvisative, sulla creazione di un obbiettivo espressivo comune che si nutre delle identità dei singoli musicisti per aprirne il lessico all'inaspettato.

In questo senso, il preciso richiamo che Swell fa, nelle note di copertina, alla figura di William Parker [della cui Little Huey Creative Orchestra è, insieme a Brown, un componente fondamentale] è piuttosto eloquente: questo "pianeta dei sogni" è un luogo dove, nelle parole del musicista, "l'accettazione di se stessi, l'accettazione del cambiamento e l'accettazione degli altri con la loro musica e come l'aria che respiriamo".

Alternando temi scritti a improvvisazioni libere, con una forte attitudine all'astrazione che viene però spesso ricondotta - attraverso un senso del blues lacerato e attualissimo nelle sue fibrillazioni—a un'umanità dai tratti riconoscibili, dolente [i glissando che sia il trombone che il violoncello usano in funzione espressionistica e vocalizzante] ma mai sfiduciata, il trio mette in atto una serie di strategie creative che, se talvolta non hanno nell'immediatezza il loro punto di forza, riescono comunque a non suonare mai autoreferenziali o aride.

A volte entrano in gioco richiami quasi inconsci [pensiamo ai fantasmi di Abdul Wadud e Julius Hemphill, stemperati da una rinnovata ibridazione del gesto] e una semplicità ancestrale, come nell'ostinarsi di "Airtight," ma il piacere di ascolti ripetuti svela continui piani di scambio emotivo, oltre che sonoro. Non facilissimo in certi momenti e forse meno sognante di quanto non preannunci il titolo, ma davvero denso di musica.


Visita il sito di Steve Swell.

Valutazione: 3.5 stelle

Elenco dei brani:
01. Out of the Box; 02. Not Neccessarily This, Nor That; 03. Planet Dream; 04. Juxtsuppose; 05. #2 of Nine; 06. Airtight; 07. And Then, They Wept; 08. City Life; 09. Texture #2.

Musicisti:
Steve Swell (trombone); Daniel Levin (violoncello); Rob Brown (sax alto).

Stile: Avant

Pubblicato: 27-05-2009


Video correlati


Commenta     Add to Google  





Altri articoli di Enrico Bettinello
Reggaeology
A Brush with Dignity
35mm
Le x-roads dell’espressività afroamericana e Amiri Baraka:...
Supersilent 9
Altri/Ritmi 2009 – Un anno di suoni mutanti e di colorate...
Songs of Synastry and Solitude

Giornalista musicale Per saperne di piu' su Enrico...



Altre recensioni
Anthony Braxton - Seven Compositions (Trio) 1989 Anthony Braxton
Seven Compositions (Trio) 1989
Moraine - Manifest Density Moraine
Manifest Density
Trionometry - Trionometry Trionometry
Trionometry
Domenico Sciajno - Doves Days in Palermo Domenico Sciajno
Doves Days in Palermo
Hamid Drake & Bindu - Reggaeology Hamid Drake & Bindu
Reggaeology
Elliot Sharp Carbon - Void Coordinates Elliot Sharp Carbon
Void Coordinates



Ricerca recensioni
Nome del musicista  
Titolo del disco  
Etichetta discografica  
Autore della recensione  
 


Recensioni piu' lette
Negli ultimi 30 giorni | Di tutti i tempi
Articoli piu' letti
Negli ultimi 30 giorni | Di tutti i tempi
Recensioni raccomandate dai lettori
Negli ultimi 30 giorni | Di tutti i tempi
Articoli raccomandati dai lettori
Negli ultimi 30 giorni | Di tutti i tempi


 
















  Privacy Tutti i diritti su articoli, foto e disegni sono riservati.