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Quiet Music
Ellery Eskelin | Autoprodotto (2006)
Ogni lavoro che coinvolge il sassofono tenore di Ellery Eskelin è un'esperienza di ascolto totale all'interno di un gioco di codici che hanno come riferimento tanto il jazz quanto ogni altro genere. Da tempo il sassofonista americano rifiuta le definizioni dei critici sul suo approccio allo strumento, certo utili per dare un'idea (Coltrane, Coleman Hawkins...) di quello che fa e che tuttavia non gli rendono giustizia perchè in fondo ha raggiunto una propria voce che gli permette di rendere sempre molto personale ogni progetto in cui è presente. Il trio con Andrea Parkins e Jim Black ha ormai raggiunto degli standard artistici che lo mettono al livello delle migliori formazioni del passato. La via indicata, fra i suoni ed i campionatori della Parkins e la batteria dalle mille risorse di Jim Black, passa per tante indicazioni che allargano il jazz odierno dal punto di vista delle fonti di ispirazione e delle sonorità insolite aprendo una direzione per il jazz di domani. Sul nuovo lavoro, un doppio CD stampato in proprio (chissà perché manca il coraggio alle label più importanti di fare propria una proposta così originale), è sorto durante il tour del trio in Francia, cui si sono aggiunti in studio la cantante Jessica Constable ed in alcuni brani le tastiere o il piano di Philippe Guelda. I due musicisti si fanno subito coinvolgere senza problemi e così i confini del trio, diventato quartetto o quintetto a seconda delle occasioni, si allargano assorbendo spunti musicali del passato che vengono smontati e riciclati, come quando, nel primo dei due CD, echi di rock progressivo emergono prepotenti, straniati dall'insolito sax di Eskelin, così tipicamente jazz, quasi un'impronta genetica che non viene mai via in nessuna occasione e che può trasportare i suoi compagni di avventura in situazioni in cui una semplice melodia spunta all'improvviso - "Like I Say" - a rendere l'ascolto piú facile, e poi proseguire con la dolce poesia, seppur in un linguaggio molto moderno, di "La Berceuse d'Angela", cantata in francese. La cosa più interessante del disco sono i continui cambi di atmosfera, che lo rendono vario all'ascolto e che testimoniano la forza di questo trio, che reinventa il jazz odierno con un'inventiva strabiliante: non c'è un momento inutile, ripetitivo, soporifero, in queste due ore di musica. Fra i 14 brani vanno almeno citati quelli più lunghi: "Coordinated Universal Time" sul primo CD, ed il finale "Tomorrow Is a New Day" sul secondo, una sorta di suite che contiene tutto quello che la formazione sa fare: perfetti unisono, gli squittii free che emergono dal sassofono, i ritmi quadrati o swinganti di Jim Black che spostano l'accento e l'attenzione dell'ascoltatore sullo sfondo dell'esecuzione, e la fisarmonica di Andrea Parkins, che ha una gamma timbirca enorme a disposizione che usa in perfetta coordinazione con l'atmosfera circostante. Proprio su "Tomorrow Is a New Day" riesce a essere così forte con Eskelin e, superata la soglia dei dieci minuti, così delicata con la voce di Jessica Constable, prima che si cambi ancora direzione, verso mete poco prevedibili, come i minuti in completa solitudine di Eskelin verso la fine del brano, un omaggio al jazz ed al sassofono tenore.
Valutazione: 4.5 stelle Elenco dei brani: Musicisti: Ellery Eskelin (sax tenore); Jessica Constable (voce); Andrea Parkins (piano, organo, fisarmonica, sampler); Jim Black (batteria); Philippe Guelda (piano in CD 2 05, organo CD 1 2,4
organo e voce CD 2 6) Stile: Modern Jazz Pubblicato: 19-19-2007
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