Quantcast
jazz
HOME RECENSIONI ARTICOLI NEWS GALLERIA PROSSIME USCITE
 
Benvenuto mensile Blog Free MP3 Downloads Videos Risorse  
ricerca avanzata contattaci   |   per i redattori   |   newsletter







"The Night We Called It a Day"
Kieran Overs
For the Record

Listen Now

More Channels


RSS FEEDS

SCARICA RSS


Dimitri Grechi Espinoza
Pubblicato: February 1, 2007


di Neri Pollastri Commenta        

Firenze - Pinocchio Live Jazz - 9.12.2006

Come sempre altamente pirotecnico il Dinamitri Jazz Folklore di Dimitri Grechi Espinoza, in questa occasione impegnato nella presentazione del nuovo CD Congo Evidence, appena uscito per la Caligola, nel quale spicca la presenza del vocalist e poeta di Detroit Sadiq Bey, abituale collaboratore di Uri Caine.

Nello spettacolo, i ritmi della contemporaneità metropolitana, ben rappresentati da Bey, dal sostegno acido dell'organo di Pee Wee Duranti e da alcuni intensi assoli del contralto di Espinoza, sono mescolati a frequenti citazioni (di Monk, trasfigurato, nel brano che intitola il CD, Mingus, Ellington).

E poi - incredibilmente - brani nuovi non compresi nell'album in uscita ("Blues", "My Funeral and Wedding March"), e il vecchio “Black” (dal precedente disco del Dinamitri, clicca qui per leggerne la recensione), riarrangiato per accogliere la voce di Sadiq Bey.

Considerevoli, accanto al come sempre fondamentale violino di Emanuele Parrini, gli apporti delle due percussioni, estremamente ben integrate negli equilibri del gruppo, cosi come il baritono di Beppe Scardino e la chitarra di Gabrio Baldacci. Interessante osservare come tanta abbondanza di strumenti non produca mai eccesso di rumore: i suoni sono sempre nitidi e separati, perfettamente interagenti ed equilibrati.

Il blues attraversa trasversalmente tutto il repertorio, qua e là facendo la sua comparsa in modo palese, come nel caso di un brano dedicato a John Lee Hooker - nel quale Bey riprende quasi filologicamente la tradizione dei canti neri.

Ma, come al solito, peculiare del Dinamitri è l'ironia che attraversa ogni brano, colora le improvvisazioni e porta la serata a concludersi con “Dim Laden”, dedicato alla somiglianza di Espinoza con il ben noto “nemico pubblico n. 1” dell'occidente. Tutto giocato su scale arabe, sulle quali però si arrampicano improvvisazioni del tutto occidentali e si attorcigliano i suoni elettrici della chitarra e dell'organo, ma poi sfociante in un classico spiritual, appositamente interpretato da Sadiq Bey.

E per finire, del tutto straordinario, un bis non richiesto (o richiesto a metà spettacolo), nel quale Bey dà una volta di più saggio della sua ineffabile presenza scenica, accompagnando alle percussioni e con un ballo lieve ed elegante il ritmo indemoniato espresso dal gruppo.


Commenta     Add to Google  





Altri articoli di Neri Pollastri
Uri Caine Ensemble & Tempo reale - Berio Project
In Loving Memory of America
Interventions into Bach & Mozart
ItUAr
Un minuto dopo
Light
Que la fête commence

Filosofo e prolisso autore di libri, si dedica alla musica per iscritto dopo aver tormentato inutilmente un sax soprano per alcuni anni Per saperne di piu' su Neri...



Ulteriori Recensioni di concerto/festival/evento
Miracolo a Milano
Mark Feldman - Michael Formanek
Lucas Niggli Big Zoom - Intrecci
Bill Frisell - 858 Quartet
Sol12
Gabor Szabo
Discografia di Gianni Lenoci




Recensioni piu' lette
Negli ultimi 30 giorni | Di tutti i tempi
Articoli piu' letti
Negli ultimi 30 giorni | Di tutti i tempi
Recensioni raccomandate dai lettori
Negli ultimi 30 giorni | Di tutti i tempi
Articoli raccomandati dai lettori
Negli ultimi 30 giorni | Di tutti i tempi


 
(1)
















  Privacy Tutti i diritti su articoli, foto e disegni sono riservati.