Miles Mosley, contrabbassista per ogni stagione

Di - 15/05/2017

Miles Mosley, contrabbassista per ogni stagione

Contrabbassista, cantante e direttore di quella che è, al momento in cui scriviamo, una delle formazioni più calde della west-coast statunitense, Miles Mosley ha scambiato quattro chiacchiere con All About Jazz. Affabile e disponibile, il factotum losangelino ha parlato dei suoi ascolti adolescenziali (tante sorprese!) e dii progetti futuri, passando dalle sessioni di registrazione con Kamasi Washington e Kendrick Lamar.

All About Jazz: Partiamo subito dalla tua ultima fatica: Uprising. Il disco è bello, a tratti dirompente e mette in evidenza una formazione (la West Coast Get Down N.d.R.) più affiatata che mai, con i tuoi amici Kamasi Washington e Tony Austin in stato di grazia. Qual è l’idea alla base di questo progetto discografico?

Miles Mosley: Volevo fare un disco che parlasse delle emozioni umane. Sai, è difficile essere a contatto con le proprie emozioni in un mondo come quello in cui viviamo, per non parlare dei quotidiani alti e bassi che ognuno di noi attraversa, le cose belle e quelle meno… e credo che la musica possa essere una via per trovare un po’ di pace e per dar un nuovo senso alla vita. Così ho cominciato a scrivere queste canzoni che mi hanno fatto stare bene e che hanno avuto per me una sorta di supporto morale e alla fine della fiera ho capito che queste tracce erano tra loro indissolubilmente connesse.

AAJ: ll tuo percorso musicale è variegato: hai studiato Jazz con Ray Brown e John Clayton, fai parte dei collettivi West Coast Get Down e The Next Step, collabori con Lauryn Hill, Kendrick Lamar e Common, hai registrato con Kenny Loggins (ospite su Drunk di Thundercat) ma allo stesso tempo hai suonato con Jonathan Davis (è nella formazione del suo esordio discografico) e con Chris Cornell. Qual è il segreto della tua versatilità e capacità nel cambiare registro e genere?

MM: Sono stato abbastanza fortunato da poter collaborare e lavorare con una grande varietà di artisti provenienti da generi diversi e questo è capitato perché ho un grandissimo rispetto per qualsiasi tipo di musica. Non ho i paraocchi e non credo che esista una musica migliore di un’altra…

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Foto: Todd Mazer

About Andrea Murgia

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