Mauro Ottolini: Sousaphonix and Beyond

Di - 09/03/2015

Mauro Ottolini: Sousaphonix and Beyond

Il Sousaphonix di Mauro Ottolini non ha bisogno di presentazioni. È una delle formazioni italiane più appassionanti e creative dell’ultimo decennio, dalla musica saldamente ancorata alla tradizione del jazz (fino a comprendere gli albori) e aperta a mille stimoli, dal rock all’avanguardia.
In questi giorni è stato pubblicato il loro terzo album, Musica per una società senza pensieri. Vol. 1, un viaggio in parte surreale che s’ispira e celebra le musiche popolari di mezzo mondo.
All About Jazz Italia: Illustraci la nascita e il senso di questo nuovo disco.
Mauro Ottolini: Come sai, con i Sousaphonix esploriamo un po’ tutti i campi della musica, trasfigurandoli secondo la nostra prospettiva. Era molto tempo che volevo lavorare sui generi popolari ma non c’era mai stata l’occasione. Questa è venuta l’anno scorso, mentre visitavo lo storico negozio di armonium Galvan a Borgo Valsugana. Su una parete era incorniciata una fotografia che riprendeva un gruppo di musicisti su cui era scritto a mano: “1921 -Orchestra della società senza pensieri.” A guardarli sembravano persone provenire da varie parti del mondo: uno mi sembrava addirittura un arabo.
Quel nome tanto evocativo e quella foto mi hanno incuriosito. Partendo dal presupposto che sono moltissimi gli artisti, dalla classica al jazz, che si sono ispirati alle musiche popolari e che nel 2014 ricorreva l’anniversario delle “Folk Songs” di Luciano Berio, ho iniziato a interessarmi della cosa trasportato in parte dalla fantasia e in parte dalla ricerca sul campo. Come si vede dal documentario che abbiamo prodotto (disponibile su www.mauroottolini.com: la password per accedere è indicata sul disco) abbiamo chiesto agli anziani del paese se conoscevano i musicisti della foto.
AAJI: Siete riusciti a ricostruire la loro storia?
M.O.: Si. Era un’orchestra da ballo di Primolano, un paese vicino a Borgo Valsugana, da pochi anni passato all’Italia. L’orchestra girava per le campagne offrendo la propria forza lavoro per la vendemmia o la mietitura e la sera suonava per le famiglie dei contadini che li ospitavano, trascorrendo qualche ora “senza i pensieri” del dopoguerra e della fame…
Read-More-Button
Foto
Roberto Cifarelli

About Angelo Leonardi

You must be logged in to post a comment Login