Lagarina Jazz 2016 – 29 lug.-17 sett.

Di - 26/07/2016

Scuola Musicale Jan Novák

Scuola Musicale OperaPrima

Associazione Trentino Jazz

Direzione artistica Giuseppe Segala

 

La tecnologia accompagna da sempre il percorso dell’arte. Stimola la curiosità e le scelte dell’artista, nel momento in cui egli sta davanti al materiale da forgiare e sceglie gli strumenti adatti a farlo. La tecnologia ha forgiato e perfezionato gli strumenti musicali, e ogni strumento ha suggerito al musicista nuove dimensioni sonore, nuove modalità espressive. C’è un continuo scambio tra materiali, idee, strumenti.

Non dimentichiamo che all’origine della musica afroamericana, oltre al dato storico atroce della deportazione e della schiavitù di milioni di africani, c’è lo sviluppo delle tecniche di registrazione. Senza di esse, la documentazione di tante cose tramandate in modo orale si sarebbe persa. C’è dunque anche la cattura dei suoni e l’elettrificazione degli stessi suoni.

Per questa edizione di Lagarina Jazz abbiamo pensato di dare un’occhiata di scorcio a quanto accade nella musica di oggi all’incrocio tra suoni acustici, suoni elettrificati e suoni elettronici. In una musica come il jazz che annovera tra le proprie caratteristiche principali l’improvvisazione, il lavoro collettivo di creazione in tempo reale, la scelta di viaggiare in bilico tra il rispetto delle regole e la loro sovversione. E la curiosità. La curiosità per nuovi suoni. Creati in modo meccanico, attraverso vari espedienti come le sordine e qualsiasi oggetto che modifica il suono di uno strumento. Creati anche in modo elettrificato ed elettronico.

Al contrario di quanto avviene nella musica accademica, dove nuovi strumenti stimolano un approccio di sperimentazione ragionata e sistematica, per i musicisti jazz prevale la curiosità istintiva. Certo, molto consapevole. Come l’istinto infallibile che ha spinto Miles Davis a mettere sotto le mani dello sbalordito Herbie Hancock una tastiera Rhodes. Una curiosità, un istinto che prosegue ancora oggi nel lavoro di Franco D’Andrea, che guarda con geniale attenzione al Davis della svolta elettrica e propone un connubio con i suoni elettronici. Enrico Merlin si rivolge a Davis in modo più esplicito, ricordandoci che attraverso gli strumenti elettrici lui volle creare un groove, una spinta ritmica ed emotiva nuova.

Mirko Pedrotti lavora in modo diverso su quegli stessi parametri e ospita Gianluca Petrella, uno dei musicisti che da più tempo si occupa di fusione tra suono acustico ed elettronico con risultati eccellenti. La chitarra entra di diritto in questo discorso di trasformazione dei suoni: nel caso di Kurt Rosenwinkel e Lorenzo Frizzera, con attenzione particolare all’equilibrio tra suono acustico ed elettrificato.

Non dimentichiamo che anche nell’utilizzo degli strumenti acustici il jazzman ragiona allo stesso modo, cercando itinerari e percorsi in cui il timbro, il suono (oltre al ritmo) sono oggetto di costante attenzione e trasformazione. Ecco due formidabili esempi: “Groove&Move” di Mirra e Mitelli; il quintetto di giovanissimi guidato da Alessandro Presti.

Ringraziamo chi segue Lagarina Jazz con affetto e attenzione. Ringraziamo i comuni, Trentino Jazz, le istituzioni e le realtà economiche che rendono possibile questo appuntamento.

 

Giuseppe Segala

 

 

Venerdì 29 luglio

Brentonico (TN)

Teatro Comunale Monte Baldo, ore 21 – Ingresso libero

 

Molester sMiles

Massimiliano Milesi (sax soprano e tenore), Achille Succi (sax alto, clarinetto basso), Enrico Merlin (chitarra, live electronics), Giancarlo Tossani (tastiere Rhodes, laptop, live electronics), Giacomo Papetti (basso elettrico, live electronics), Filippo Sala (batteria).

 

“Molester sMiles” riunisce musicisti di calibro della scena nazionale: il sax e il clarinetto basso di Achille Succi sono presenti in alcune delle avventure più audaci del nostro jazz. I sassofoni di Massimiliano Milesi, scaturiti dalla scuola di Tino Tracanna, indagano con piglio originale i territori tra innovazione e tradizione. Le tastiere di Giancarlo Tossani tracciano da molti anni percorsi ricchi di suggestione e intelligenza. Questo progetto nasce da un’idea di Enrico Merlin che si allaccia alla musica di Miles Davis dell’epoca di “On The Corner”: un momento focale di quello che è stato definito il periodo elettrico di Davis, quando il trombettista, dopo le straordinarie sperimentazioni a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta, imboccò una strada più decisamente funk, spigolosa, incandescente. Si tratta di un nuovo capitolo musicale dedicato da Merlin a Davis, dopo “Funky Football”, ascoltato proprio a Brentonico nel 2010, che si focalizzava appunto sulla pietra miliare “Bitches Brew”. Lo scorso maggio, Molester sMiles ha avuto la soddisfazione di esibirsi con un illustre ospite: il trombettista Rob Mazurek.

 

Sabato 30 luglio ore 21.00,

Brentonico (TN)

Teatro Comunale Monte Baldo, ore 21 – Ingresso libero

 

Sonata Islands meets Mahler

Emilio Galante (flauto), Mirco Rubegni (tromba), Achille Succi (clarinetto, sax alto), Simone Zanchini (fisarmonica) Stefano Senni (contrabbasso) Francesco Cusa (batteria), Tommaso Lonardi (voce recitante)

 

Il canto della terra – Parafrasi jazz per sestetto, voce recitante e video su “Das Lied von der Erde” di Gustav Mahler

Testi di Giuseppe Calliari

 

Das Lied von der Erde, intreccio di architettura sinfonica e ciclo liederistico, è la più personale partitura di Gustav Mahler. Composto a Dobbiaco, residenza estiva del musicista nei suoi ultimi anni, il Canto rappresenta un filtrato congedo letterario e musicale. L’esotismo della fonte, un antico ciclo di poesie cinesi nella versione tedesca di Hans Bethge (1907), è la maschera dietro la quale il compositore parla di sé e dell’uomo.

Se tutta la produzione mahleriana attesta la perdita dell’unità con la natura e con il mondo, e l’abissale nostalgia di un’innocenza perduta, nel Canto (della desolazione) della terra non trovano posto né la sarcastica parodia della storia né l’anelito, tra fiabesco e mistico, all’assoluto. L’eternità qui cantata è l’inconsumabile giovinezza della natura, e l’angoscia si mitiga nella contemplazione dell’eterna ciclicità della vita.

A partire dai testi messi in musica da Mahler, un dialogo immaginario (composto da una cornice e cinque frammenti redatti da Giuseppe Calliari) ripercorre le figure che via via prendono congedo da chi “si incammina verso i monti” per fare ritorno “alla terra natale”.

 

Lunedì 8 agosto

Villa Lagarina (TN)

Vela di Palazzo Libera, ore 21 – Ingresso Euro 10

 

Alessandro Presti Quintet

Alessandro Presti (tromba), Daniele Tittarelli (sax alto), Alessandro Lanzoni (pianoforte), Gabriele Evangelista (contrabbasso), Francesco Ciniglio (batteria).

 

Il quintetto di Alessandro Presti mette in scena cinque talenti di razza della nuova scena italiana: il trombettista leader, con il fraseggio agile e il ricco timbro, si allaccia alla scuola bebop di Fats Navarro e Clifford Brown, naturalmente guardando al futuro. Alessandro Lanzoni e Gabriele Evangelista non hanno ormai bisogno di presentazioni: le recenti collaborazioni con Enrico Rava sono solo uno dei loro fiori all’occhiello. Il primo, classe 1992, ha ricevuto il premio come miglior nuovo talento dalla rivista Musica Jazz nel 2013. Di recente ha pubblicato un Cd di piano solo, lavoro che si aggiunge alle significative registrazioni in trio e in quartetto con Ralph Alessi alla tromba. Del contrabbassista abbiamo avuto modo di apprezzare il talento lo scorso anno a Villa Lagarina, con il New Quartet di Enrico Rava.

Tittarelli vanta un’ampia attività, che lo ha visto tra l’altro al fianco di Enrico Rava, Roberto Gatto, Rosario Giuliani. L’etichetta romana Parco della Musica ha pubblicato nel 2014 il suo terzo Cd, “Fresh Fish”. Il napoletano Francesco Ciniglio annovera tra le proprie collaborazioni quella in trio con due autorevoli protagonisti del jazz contemporaneo come il sassofonista Donny McCaslin e il contrabbassista Scott Colley.

 

 

Mercoledì 10 agosto

Villa Lagarina (TN)

Vela di Palazzo Libera, ore 21 – Ingresso Euro 10

 

Kurt Rosenwinkel Bandit 65

Kurt Rosenwinkel (chitarra, electronics), Tim Motzer (chitarra, electronics), Gintas Janusonis (batteria).

 

Kurt Rosenwinkel, oggi quarantacinquenne, si è fatto conoscere e apprezzare con la collaborazione nella Electric Bebop Band del batterista Paul Motian, iniziata nel 1992, quando il chitarrista era appena ventiduenne, e proseguita fino alla soglia del 2000. Quell’esperienza, che vedeva la sua chitarra affiancata a quella di Brad Shepik, fu fondamentale per scandagliare con piglio originale un repertorio di grandi classici, da Bud Powell a Dizzy Gillespie, Charlie Parker, Thelonious Monk. Dopo ulteriori collaborazioni al fianco di Joe Henderson, Gary Burton, Brad Mehldau e Joshua Redman, Rosenwinkel ha iniziato a produrre progetti propri, giungendo ad affermarsi come uno dei musicisti più interessanti della scena contemporanea, chitarrista di riferimento della propria generazione.

Nel 1996 pubblicò il primo album a proprio nome, “East Coast Love Affair”, in trio con Avishai Cohen al contrabbasso e Jorge Rossy alla batteria. Ma sarà con “Deep Song”, pubblicato nel 2005 dalla Verve, che la stella del chitarrista si impone a livello internazionale, mettendo in evidenza il suo stile versatile, distinto da un forte impulso melodico e da un originale temperamento armonico, attento alle innovazioni del rock e dello hip-hop.

Questo nuovo capitolo denominato Bandit 65 è stato pubblicato su Cd nel 2014 e rappresenta una immersione significativa nell’elettronica e nel rock sperimentale. Affianca a Rosenwinkel la chitarra di Tim Motzer, un altro solista molto celebrato, già collaboratore di artisti come David Sylvian, Jamaaladeen Tacuma, Pat Mastelotto dei King Crimson. L’operazione è così descritta da Rosenwinkel: “Un paesaggio sperimentale di libera improvvisazione, un colosso groove psichedelico con strutture multidirezionali”.

 

 

Giovedì 11 agosto

Isera (TN)

Montura Alp Station, ore 18 – Ingresso libero

 

Aperitivo con la Sezione Jazz del Conservatorio Bonporti

Maximilian Oberrauch (sax alto), Olmo Chittò (vibrafono), Davide Prezzo (chitarra), Marco Zuccatti (contrabbasso), Daniele Patton (batteria).

 

Giovedì 11 agosto

Isera (TN)

Corte del Municipio, ore 21 – Ingresso Euro 10

 

Duo Mirra-Mitelli: “Groove&Move”

Pasquale Mirra (vibrafono) e Gabriele Mitelli (tromba).

 

La musica di un duo si basa su scelte molto particolari, che mettono in gioco la possibilità di agire sullo scambio, sul ribaltamento dei ruoli, sul contrasto tra densità e rarefazioni, naturalmente sull’autentico e continuo rapporto dialogico degli strumenti. Il vibrafonista Pasquale Mirra, uno dei musicisti più avventurosi e versatili del jazz italiano, ha lavorato a lungo in duo con il batterista Hamid Drake, mettendo in scena tali strategie, oltre al ruolo dell’Africa come riferimento costante.

Nel caso del duo “Groove&Move” con il giovane, molto dotato trombettista bresciano Gabriele Mitelli, i parametri si ampliano: non si adagiano certo sul ruolo ritmico e melodico che i due strumenti potrebbero evocare, ma indagano le possibilità timbriche, di intreccio ritmico, di dialogo a più livelli. Il percorso dei due musicisti si impernia sulla definizione di un itinerario suggestivo, che parte dall’indistinto e si coagula in alcuni punti fermi nella storia del jazz: Monk, Mingus, Don Cherry, Paul Motian. Un tracciato tenace, ben evidenziato anche nella recente pubblicazione discografica del duo, “Water Stress”.

 

Venerdì 19 agosto

Mori (TN)

Cantina Mori Colli Zugna, ore 21

 

Mirko Pedrotti Quintet, special guest Gianluca Petrella

Mirko Pedrotti (vibrafono), Lorenzo Sighel (sax alto), Luca Olzer (tasiere Rhodes e sintetizzatori), Michele Bazzanella (basso elettrico), Matteo Giordani (batteria). Ospite speciale: Gianluca Petrella (trombone, live electronics).

 

La bella prova dell’ultima registrazione, pubblicata lo scorso anno, ha mostrato il carattere di questo quintetto guidato da Mirko Pedrotti, focalizzato su composizioni interessanti e su un progetto condiviso.

La formazione ha già ricevuto importanti riconoscimenti a livello nazionale: il primo premio al Barga Jazz Contest (a pari merito con il trio siciliano Urban Fabula) e il piazzamento al secondo posto nel concorso di Baronissi, in Campania. Se nel primo lavoro erano evidenti e dichiarate le influenze compositive di Dave Holland e Chris Potter, in un ventaglio di stimoli che delineava la ricerca di una propria dimensione, ora l’orientamento del quintetto si è focalizzato con maggiore decisione ed efficacia su alcuni parametri: un suono di gruppo ben definito, che sonda gli impasti tra suoni acustici ed elettrificati; un apporto ritmico robusto e duttile condotto dall’accoppiata di Michele Bazzanella al basso elettrico e Matteo Giordani alla batteria; miscele di timbri dense e variegate del vibrafono, delle tastiere di Luca Olzer e del sax alto di Lorenzo Sighel. Il quintetto si propone a Mori con l’ospite eccellente che compariva nel disco: Gianluca Petrella. Le sue credenziali sono note: senza dubbio uno dei musicisti che rendono onore internazionale alla nostra scena.

 

Sabato 20 agosto

Ala (TN)

Parco Pizzini, ore 21

 

Franco D’Andrea Electric Tree

Franco D’Andrea (pianoforte), Dj Rocca (strumenti elettronici), Andrea Ayassot (sax alto).

 

Franco D’Andrea ha speso più di mezzo secolo nel mondo del jazz, ha arricchito questa musica con generosità, con rara creatività, coerenza e lucidità. È senza dubbio il musicista di jazz più rappresentativo tra quelli scaturiti dalla ricca e articolata scena italiana. L’albero elettrico, il trio con Ayassot e con Dj Rocca all’elettronica, si è costituito molto di recente e vanta già al proprio attivo una registrazione pubblicata dall’etichetta romana Parco della Musica. Un nuovo capitolo che interpreta bene l’atteggiamento con cui il pianista elabora e affronta la propria vicenda artistica: senza pregiudizi e preclusioni, nutrendosi di curiosità e intelligenza.

D’Andrea fu ospite di Lagarina Jazz cinque anni fa: allora, in occasione del suoi settant’anni, fu proprio il nostro festival che vide nascere il suo sestetto, e il concerto di Villa Lagarina, catturato dall’ottimo ingegnere dei suoni Ivan Benvenuti, ebbe l’onore entrare nella discografia del pianista, diventando la prima pubblicazione in Cd del lavoro di quello straordinario organico. Ora Lagarina Jazz è onorato di presentare un’altra tappa significativa nella vicenda artistica di D’Andrea, nata dall’incontro con Dj Rocca e dal desiderio del pianista di mettere in scena una nuova sfida, legata alla sua indole di esploratore e alla personalità molto particolare dei suoi due partner.

 

Mercoledì 31 agosto

Villa Lagarina (TN)

Vela di Palazzo Libera, ore 21

 

Lorenzo Frizzera Trio

Lorenzo Frizzera (chitarra), Matthias Eichhorn (contrabbasso), Heiko Jung (batteria).

 

Torna alla nostra rassegna il chitarrista roveretano Lorenzo Frizzera, con lo stesso trio che nel 2009 presentò a Villa Lagarina un memorabile incontro con il geniale organista Joey DeFrancesco, già ospite nel primo disco del trio, “Everything Can Change”. Uno tra i solisti più preparati e versatili della scena regionale, Frizzera conduce questo progetto con due ottimi musicisti della scena germanica da quasi dieci anni: un lasso di tempo in cui la musica e la coesione del gruppo hanno avuto modo di maturare e consolidarsi su parametri allargati. In particolare la musica proposta, basata su brani originali dei tre componenti, ha saldato gli aspetti dell’intreccio, delle fitte trame dialogiche dalle quali scaturiscono freschi temi e pregnanti interventi solistici. L’ultimo lavoro discografico del trio, “A Different Life”, che sarà oggetto del concerto a Villa Lagarina, evidenzia bene questa crescita, che è anche costante approfondimento del rapporto umano, elemento imprescindibile di tutta la musica di Lorenzo.

 

Sabato 17 settembre

 

Rovereto (TN)

 

Mart, ore 16,30 – Ingresso gratuito

 

Incontro con il trombettista Gabriele Mitelli

 

La collaborazione del Lagarina Jazz Festival con il Mart di Rovereto si ripropone anche quest’anno e coinvolge la performance del trombettista bresciano Gabriele Mitelli, che presenterà un dialogo tra la sua musica improvvisata e le opere esposte. Mitelli, non ancora trentenne, già allievo di Markus Stockhausen e collaboratore tra l’altro di John Abercrombie, Robert Wyatt, Steven Bernstein, Marc Ribot, si distingue tra le personalità più interessanti del panorama italiano di oggi. L’album “Hymnus ad Nocturnum”, pubblicato a suo nome lo scorso anno per l’etichetta romana Il Parco della Musica, ha messo in luce le sue doti di leader di un bel quartetto, che allinea Alfonso Santimone al pianoforte, Giulio Corini al contrabbasso e Nelide Bandello alla batteria. I brani del Cd mettono in luce tra l’altro gli interessi del giovane musicista, che spaziano ad ampio raggio nell’arte e nella poesia: Pier Paolo Pasolini, Amedeo Modigliani, Antonin Artaud sono tra i dedicatari delle composizioni.

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