La persistente attualità di Tim Berne

Di - 27/04/2015

La persistente attualità di Tim Berne

Negli ultimi tempi sembra che Tim Berne, sessant’anni compiuti il 16 ottobre 2014, stia vivendo una seconda giovinezza e una grande maturità creativa, che lo hanno portato anche a collaborare con vari gruppi di musicisti emergenti che si potrebbero idealmente considerare suoi allievi. Dopo essere giunto a incidere per la ECM ha raggiunto un riconoscimento ancora più diffuso. Fra l’altro, a capo del suo quartetto Snakeoil, ora diventato quintetto, o come membro di formazioni pilotate da altri, ha avuto modo di esibirsi spesso nel nostro Paese.

È il momento quindi di riprendere il discorso su di lui per cercare non tanto di condurre un’approfondita analisi critica del suo lavoro quasi quarantennale, quanto piuttosto di inquadrare la sua attività attuale alla luce di precedenti e costanti che ne convalidano la coerenza e l’autenticità. Per via dell’unitarietà della sua concezione musicale, propositiva e anticipatrice negli anni Ottanta, più equilibrata e consapevole in tempi recenti, non si può comprendere il Berne di oggi se non si ripercorre la sua esperienza musicale a partire da quegli anni. Interrogandoci su questa continuità, abbiamo avuto l’occasione di incontrare a Bologna il sassofonista americano, che ringraziamo per la disponibilità, e di affrontare con lui alcuni argomenti di centrale importanza…

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Foto
Daniele Franchi e Luciano Rossetti (copertina).

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