La difficile sfida della musica improvvisata a Firenze

Di - 01/09/2015

La difficile sfida della musica improvvisata a Firenze

Sono alcuni anni che a Firenze “succede qualcosa” nell’ambito della musica improvvisata. Come non succedeva più forse da decenni. L’ultimo atto è stato il concerto su musiche di Giancarlo Schiaffini al Pinocchio, nel marzo scorso, ma prima c’erano stati due anni di laboratori e conduction sempre al Pinocchio e, prima ancora, una serie di eventi all’Ex-Fila, uno spazio industriale recuperato alle attività sociali e culturali. Ne parliamo con gli ideatori e coordinatori—Massimiliano Sorrentini, Emanuele Parrini e Stefano Bartolini—per conoscerne meglio le vicende e lo spirito, le intenzioni e le prospettive.

Emanuele Parrini: Intanto direi che tra “intenzioni” e “prospettive” c’è una bella differenza! E l’abbiamo visto anche quest’anno: abbiamo voluto dare una continuità diversa al lavoro degli anni passati, con un numero di concerti per lo meno in linea con quanto già fatto, quando i concerti erano stati tre o quattro. Alla fine è stato possibile organizzare un unico concerto, per quanto bello, importante, con una persona a cui siamo molto legati e che è uno dei protagonisti dell’avanguardia storica europea come Giancarlo Schiaffini.

Massimiliano Sorrentini: Con questo però siamo partiti dalla fine… Per riprendere invece dall’inizio, direi innanzi tutto che l’esperienza nasce qualche anno fa, quando io mi trasferii in pianta stabile a Firenze e cominciai a frequentare, assieme a loro due, degli appuntamenti che c’erano a Livorno e che erano denominati Improzero.

Stefano Bartolini: Già da tempo un po’ in tutta Italia si erano avuti incontri di improvvisazione: a Roma, per esempio, era attivo da qualche anno il collettivo Franco Ferguson, che con i suoi Improring perseguiva la stessa filosofia musicale…

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