La creatività di Zlatko Kaučič

Di - 25/04/2017

Sta vivendo un periodo di particolare grazia creativa il percussionista sloveno Zlatko Kaucic, che è uscito nel corso del 2016 con ben cinque album (di cui uno doppio) e ne ha in uscita altri due, mentre i suoi progetti originali si moltiplicano -dell’ultimo, Reflettiva!, andato in scena in apertura di San Vito Jazz 2017, parliamo in altra pagina.

Di questo momento aureo Kaucic è sembrato consapevole in una breve conversazione che abbiamo avuto con lui proprio in occasione del concerto sanvitese: concentrato sulle molte ispirazioni che gli provengono dagli ascolti e dai musicisti con i quali incrocia la proprio strada, rivolto sempre al futuro -l’anno prossimo saranno quaranta gli anni di carriera e la etichetta polacca Not Two si è ripromessa di dedicargli un cofanetto celebrativo di cinque dischi, ai quali sta lavorando -e soprattutto attento a creare sempre qualcosa di nuovo, di originale, di inaudito.

Recensiamo qui le uscite del 2016, con l’esclusione de Il sogno di una cosa, di cui potete leggere cliccando qui. In attesa dei nuovi lavori annunciati, un secondo disco dell’Orchestra Senza Confini e un cofanetto di concerti con Joélle Leandre.

Daniele D’Agaro, Giovanni Maier, Zlatko Kaucic
Disorder at the Border Plays Ornette
Not Two Records
2016
Valutazione: * * * *

Il trio di Daniele D’Agaro, Giovanni Maier e Zlatko Kaucic aveva già avuto modo di registrare un live (per l’etichetta Palomar, clicca qui per leggerne la recensione) e anche stavolta è ripreso dal vivo, a Cormons nel corso del Jazz&Wine of Peace 2015, quando propose un repertorio interamente dedicato all’allora da poco scomparso Ornette Coleman. Sebbene i sei brani siano tutti del grande Maestro americano (ancorché non tra i più celebri, se si esclude “Mob Job”), il modo di interpretarli è assai singolare, come si può apprezzare dalla registrazione…

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