La canzone popolare

Di - 16/12/2016

La canzone popolare

Alzati che si sta alzando la canzone popolare
se c’è qualcosa da dire ancora, se c’è qualcosa da fare
alzati che si sta alzando la canzone popolare
se c’è qualcosa da dire ancora, ce lo dirà

Dire che la canzone popolare (in un senso magari anche più stretto di quello presupposto dall’omonimo brano di Ivano Fossati di cui abbiamo ripreso l’incipit) si stia (ri)alzando sarebbe eccessivo e certamente forzato: è tempo—per fortuna—immemorabile che ciò accade. Il nostro, ben più semplicemente, è un taglio molto orizzontale nel presente (o passato molto prossimo), come usiamo fare nei nostri periodici intrufolamenti entro l’universo-canzone, nella sua più vasta accezione.

Oggi, in effetti, abbandoniamo per una volta (e comunque neanche del tutto) la canzone d’autore nel senso proprio del termine per aprirci, appunto, a quanto affonda le radici nella nostra storia, spesso tutt’altro che recente. La canzone popolare, in tal senso, ha avuto di recente alcuni significativi riconoscimenti, e anche qualche anniversario. È accaduto, per esempio, che all’ultimo Premio Tenco, in ottobre, uno dei suddetti premi sia stato assegnato a Otello Profazio (che ci promette un nuovo disco per il 2017, ciò che non accade da una vita), mentre Peppe Voltarelli, nato il suo stesso giorno (26 dicembre) ma di trentatré anni dopo (1969 contro 1936), si è portato via la targa destinata all’interprete col suo recente album dedicato proprio al repertorio profaziano. E c’era poi la Nuova Compagnia di Canto Popolare (per chi ama la sintesi NCCP), che arrivava per la prima volta al Tenco a festeggiare i suoi cinquant’anni di attività, subito dopo averlo fatto con un doppio album di brani vecchi e nuovi…

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Foto: Alberto Bazzurro

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