Maurizio Comandini
Sin dai tempi della Bibbia far passare un cammello per la cruna di un
ago veniva considerata impresa talmente difficile da diventare proverbiale. Eppure
l'impresa riesce senza troppi sforzi al chitarrista Nels Cline che con questo
The Giant Pin da' una sua risposta molto convincente di come la chitarra jazz possa
affrontare la contemporaneita' tenendo conto dell'insegnamento di grandi maestri come
Jim Hall e allo stesso tempo rimanendo assolutamente ben sincronizzata con il
calendario e con l'attualita'. Anzi potremmo perfino dire che l'unica possibile discrasia
e' in senso contrario, con la musica che pare allineata piu' al futuro che non al passato.
Gia' da alcuni anni questo formato in trio e' parso del tutto congeniale al
chitarrista americano e la scelta dei partner che gia' avevamo trovato nell'eccellente
Instrumentals (per leggerne la recensione clicca qui) viene confermata:
sono infatti con Cline i bravissimi Devin Hoff al basso acustico e Scott
Amendola alla batteria e all'elettronica. Jon Brion aggiunge le sue tastiere
matte nel sesto e nell'undicesimo brano, mentre in "He Still Carries a Torch for Her"
possiamo ascoltare in lontananza la voce di Greg Saunier.
Sin dalle prime battute ci rendiamo conto di quanto raffinato sia il gioco di questo
trio, con il profondo basso di Hoff perfettamente in grado di sottolineare il
tempo e allo stesso tempo capace di contrappuntare le linee angolari e pensierose di
Cline. Le suggestioni ritmiche cambiano continuamente e Amendola non si fa
mai cogliere impreparato e anzi sollecita spesso i compagni a cambiare il passo, per
andare a vedere cosa c'e' oltre la siepe, nei territori pieni di adrenalina che sfrecciano
sul bordo della via. Cercare di catalogare la spremitura sonora che esce da questa
vendemmia di note, rumori, ritmi, timbri e' un perverso esercizio di scarsa utilita'.
Chiamatela jazz lunare, rock progressivo del pianeta Marte,
avanguardia del centro della Stella Polare. Oppure seguite il consiglio di Miles
Davis e chiamatela "come ca... vi pare!"
I cambiamenti di clima sono continui. Incautamente ci si adagia con piacere in momenti
pacati dove si e' pronti a tirar fuori la pipa e le tazzine del the' per gustare la
compostezza fatta suono che si cristallizza attorno ad una ballad post-moderna e poi dopo
pochi secondi ci si trova proiettati all'improvviso in posizione sbilenca, sulla
Cordigliera delle Ande, col freddo pungente che si infila sotto al paraorecchie da gnomo
e si e' sottoposti a quella luce algida e abbacinante che toglie la vista e rende
affannoso il respiro. Ma poi ci accorgiamo che siamo appena caduti dentro alla lava
ribollente vomitata da un vulcano lontanissimo che non era proprio spento come
sostenevano i geologi. E proviamo allo stesso tempo stupore e piacere scoprendo che il
fuoco brucia le scorie ma lascia intatta l'anima e ci consente di tornare ad un torpore
privo di peso specifico, in zona non belligerante, ma solo per pochi secondi.
La qualita' della registrazione e' eccellente e possiamo cogliere tutte le sfumature di un
dialogo a tre voci che va a toccare argomenti sempre nuovi, sempre colorati, sempre
carichi di piccole sfumature che rendono i successivi riascolti ancora e ancora piu'
piacevoli e danno luogo a quella sorta di complicita' che si crea fra l'ascoltatore e la
musica che e' il segno preciso della qualita' della proposta artistica.
Valutazione: * * * * *
Sito di Nels Cline:
www.nelscline.com
Sito della Cryptogramophone:
www.cryptogramophone.com
Elenco dei brani:
01. Blues, Too (Cline) - 3:13
02. Fly Fly (Cline) - 7:03
03. He Still Carries a Torch for Her (Cline) - 6:43
04. The Ballad of Devin Hoff (Cline) - 7:48
05. The Friar (Amendola/Cline/Hoff) - 1:15
06. Something About David H. (Cline) - 10:12
07. Bright Moon (Cline) - 11:03
08. A Boy Needs a Door (Cline) - 4:34
09. Square King (Cline) - 5:26
10. Spell (Cline) - 9:22
11. Watch Over Us (Cline) - 6:25
Musicisti:
Nels Cline (chitarre; effetti)
Devin Hoff (basso acustico)
Scott Amendola (batteria; elettronica)
Jon Brion (tastiere in 6. e in 11.)
Greg Saunier (voce in 3.)