Quantcast

jazz Padova Porsche Jazz Festival 2006
  ricerca avanzata
    Newsletter  
  bookmark - aggiornamento periodico contattaci - per i redattori  





SITE PARTNERS
All About Jazz: US
Francia: Citizen jazz


Thelonious Monk Quartet with John Coltrane at Carnegie Hall
Thelonious Monk - John Coltrane (Blue Note Records - 2005 - USA - distr. EMI)

Valerio Prigiotti

La storia della collaborazione fra Thelonious Monk e John Coltrane e' nota e circondata da un alone mitico. Per il sassofonista fu una sorta di master sull'instabilita' ritmica e armonica, conseguito dopo la laurea con Miles Davis. Questi due incontri lo formarono e gli diedero le basi utili a intraprendere l'avventura che lo avrebbe posto al centro del jazz moderno e di tante sue derivazioni.

In termini discografici la partecipazione al quartetto di Monk frutto' ben poco: Monk's Music e' un capolavoro, ma insoddisfacente se rapportato alle testimonianze entusiastiche di quanto il gruppo poteva rendere dal vivo in quel cruciale 1957.

Il primo velo e' caduto anni fa, quando la Blue Note mise le mani su alcuni nastri amatoriali e pubblico' Live at the Five Spot. Discovery!. Titolo entusiasta e a ragione, per un disco che non ottenne il risultato auspicabile, forse per la qualita' scadente dell'audio o perche' pubblicato in anni poco attenti alla storia del jazz. La stessa etichetta ora propone un inedito ancor piu' importante, registrato dal vivo alla Carnegie Hall in modo professionale e corredato da un corposo libretto.
Si tratta di un concerto di pochi mesi successivo a quello del Five Spot, recuperato per un caso fortunato negli immensi archivi della Library of Congress.

La differenza fra i due live e' notevole, malgrado la propensione di Monk a lavorare sulla stessa manciata di brani. Nell'estate del '57 la musica fu aggressiva, irruente, con Trane lanciato a esplorare i brani del nuovo leader percorrendoli a colpi di torrenziali sheet of sound. Alla Carnegie Hall la musica emerse piu' composta, solenne, aperta dalla magnetica "Monk's Mood" e sottoposta, anche nei momenti piu' bluesy a un severo autocontrollo. E' come incontrare un uomo in due diverse fasi della vita, l'adolescenza e la maturita'.

Vorremmo dividere con chi legge una considerazione, forse piu' rilevante di una sommaria descrizione di brani che dovete solo ascoltare per il vostro piu' profondo piacere. Coltrane rappresenta un'anomalia rispetto alla tradizione dei sassofonisti che hanno lavorato con Monk. Questi prediligeva improvvisatori tematici, come Sonny Rollins, in grado di sezionare una linea e lavorarci combinando lucidita' analitica e un'antica schiettezza blues. Charlie Rouse fu il naturale esito di una lunga ricerca, all'interno della quale Coltrane rappresenta solo una tappa, per quanto esaltante.

L'elemento di fondo che differenzia i due riguarda la psicologia e la visione della musica. Per Coltrane non si poteva prescindere da un lavoro incessante di ricerca, all'interno di una concezione del jazz come musica progressiva, mai ferma, sempre spinta avanti lungo una linea retta che puntava a congiungersi col divino. Una tendenza ossessiva, che lo portera' a sottovalutare tutto, incluso il male che lo avrebbe ucciso.

Per Monk l'idea di progresso in musica semplicemente non esiste. In lui il tempo si annulla, pianismo anni Venti e bebop convivono senza difficolta', non esiste l'esigenza di innovare il repertorio, cercare nuove combinazioni strumentali, correre sempre in avanti. La sua e' una residenza nei labirinti dell'inconscio e dell'onirico, con i loro miti, totem sempre identici, anche se sottoposti a infinite varianti.

Un approccio altrettanto ossessivo e l'implosione nella poltrona della baronessa Nica appare l'esito inevitabile.

In fondo i due non potevano collaborare piu' di tanto assieme e non solo per la grandezza di Coltrane che doveva esprimersi con propri progetti, ma per questa sostanziale differenza di fondo nel vedere il far musica. Differenza che e' anche il segreto della straordinaria bellezza dell'inedito di cui vi stiamo parlando, perche' quando gli opposti si incontrano, possono nascere le cose piu' straordinarie.

Valutazione: * * * * *

Sito della Blue Note:
www.bluenote.com

Elenco dei brani:
01. Monk's Mood (Thelonious Monk) - 7:52
02. Evidence (TM) - 4:41
03. Crepuscule with Nellie (TM) - 4:28
04. Nutty (TM) - 5:03
05. Epistrophy (TM; Kenny Clarke) - 4:28
06. Bye-ya (TM) - 6:31
07. Sweet and Lovely (Arnheim; Daniels; Tobias) - 9:34
08. Blue Monk (TM) - 6:30
09. Epistrophy (TM) - 2:24

Musicisti:
John Coltrane (sax tenore)
Thelonious Monk (pianoforte)
Ahmed Abul-Malik (contrabbasso)
Shadow Wilson (batteria)




Padova Porsche Jazz Festival 2006
home   -   bookmark   -   per i redattori   -   contattaci
© 2006 Tutti i diritti su articoli, foto e disegni sono riservati Privacy