Enrico Bettinello
In quest'ultimo anno la parola jazz ha spesso riempito le pagine di giornali e
riviste non specializzati: da Sergio Cammariere a Michael Bublè, da
Amalia Grè a Norah Jones - solo per fare alcuni nomi - il denominatore
comune "jazz" è stato sempre presente nella comunicazione, quasi una sorta di bollino di
qualità, una patente di raffinatezza e capacità artistiche che evidentemente la
formula "buona musica pop" non garantisce alle orecchie degli acquirenti.
Senza addentrarci nella quadratura del cerchio definitoria degli ambiti jazz [il che
storicamente è un vano cercare la cui meta è quanto di più lontano dalla conoscenza si
possa immaginare], non è però difficile sottolineare come del jazz venga spesso data
un'immagine storicizzata, una sorta di rassicurante patina retro, i cui punti di
riferimento vanno al massimo da Nat King Cole al post-bop venato di ritmi
latini di marca Blue Note [beh, d'altronde, questo è anche al massimo il
range di interessi della maggior parte del panorama educativo jazz in Italia, si
nasce con Parker e si muore con Coltrane, con buona pace di tutto ciò che
c'è prima, dopo e molto di quanto c'è contemporaneamente!].
Grande eco e successo sta avendo anche in questi ultimissimi mesi Other Directions, il
primo disco di Nicola Conte per la Blue Note, un disco in cui il musicista
barese [da noi intervistato nel 2003 - clicca
qui per leggere l'intervista] abbandona le atmosfere elettroniche che gli
avevano dato grande visibilità internazionale e - accompagnato da alcuni ottimi
strumentisti e cantanti italiani/e - propone un omaggio "tradizionale" ai suoi tanti
amori musicali.
Other Directions è un disco che ricalca con amorevole fedeltà una sorta di jazz
ideale degli anni '50 e '60, con iniezioni di bossa, gli immancabili 5/4 e 3/4,
morbide sezioni di fiati, assoli avvolgenti, un accenno a ritmiche dancefloor
in "Kind of Sunshine".
Le voci sono quelle di Lucia Minetti, Cristina Zavalloni, Lisa
Bassenge, Bembe Segue, anche di Till Bronner in un evidente richiamo
al Chet Baker vocale, mentre tra gli strumentisti italiani coinvolti ci sono
alcuni dei più celebrati giovani leoni [definizione che talvolta fa pensare piuttosto a
energie in gabbia...] del nostro paese, da Daniele Scannapieco al tenore a
Fabrizio Bosso alla tromba, passando per il contralto di Rosario Giuliani
e il trombone di Gianluca Petrella, con l'affiatata ritmica Lussu,
Ciancaglini, Tucci e qualche ospite come il flauto di Nicola Stilo.
Nicola Conte è uomo e musicista di grande intelligenza [una sua serata come dj,
tra vecchi brani brasiliani e francesi è davvero irresistibile, così come ottima era la
sua produzione del disco di Rosalia De Souza], ma Other Directions provoca un
certo disorientamento: i temi sono gradevoli - ma non sensazionali - e suonati bene, ma
tutta la profondità che il suo lavoro precedente [pur nella scoperta attitudine
danzereccia] apriva, proiettando i frammenti di memoria jazz in una dimensione in cui si
accendevano coloratissime scintille lounge e facendoci riflettere sul rapporto
con il medium [vinile], sembra totalmente appiattita in una sorta di piacevole esercizio
stilistico di cui l'appassionato non farà fatica a trovare i riferimenti.
Il pubblico vuole essere rassicurato - in tempi di grande insicurezza generale,
la cosa è anche comprensibile - e lo spazio in musica per rompere i linguaggi non sembra
interessarlo [da questo punto di vista il rock sta preso ancora peggio, intendiamoci,
stritolato tra finti ribelli per adolescenti e vecchi amarcord], ma a chi
sostiene che questi percorsi siano una porta di ingresso che aiuta la diffusione del
jazz, ci permettiamo di dubitare che l'ascoltatore che si avvicina a una Norah
Jones vada poi a comprarsi un disco di Carmen McRae, Abbey Lincoln
con Max Roach o Jeanne Lee con Archie Shepp!
Per questi motivi - e perché crediamo che l'esplorazione musicale, anche nei territori
jazz, continui a possedere delle formidabili chiavi di lettura del presente e delle
contraddizioni espressive che ci contraddistinguono - Other Directions è un disco che
non decolla, che dal precedente percorso di Conte rimane risucchiato verso l'origine,
appoggiandosi ai ricordi come a un morbido guanciale.
Sogni d'oro!
Valutazione: * * ½
Sito della Blue Note:
www.bluenote.com
Elenco dei brani:
01. Sea & Sand - 3:58
02. Wanin' Moon - 4:54
03. Nefertiti - 6:19
04. Impulso - 4:30
05. A Time For Spring - 3:55
06. Kind Of Sunshine - 5:40
07. Aphrodite's Dream - 4:32
08. Several Shades Of Dawn - 3:36
09. The Dharma Bums - 4:49
10. All Gone - 4:09
11. Other Directions - 5:53
12. The In Between - 4:03
13. Le Depart - 4:05
Musicisti:
Nicola Conte (arrangiamenti, chitarra)
Fabrizio Bosso (tromba e flicorno)
Nicola Stilo (flauto)
Rosario Giuliani (sax contralto)
Daniele Scannapieco (sax tenore)
Gianluca Petrella (trombone)
Pietro Lussu (pianoforte)
Pietro Ciancaglini (contrabbasso)
Lorenzo Tucci (batteria)
Pierpaolo Bisogno (percussioni)
Cristina Zavalloni, Bembe Segue, Lucia Minetti, Till Bronner, Lisa Bassenge (voce)