Andrea Bruno
Pur proveniendo dalla Norvegia, il giovane contrabbassista Eivind Opsvik dimostra,
con questo suo album d'esordio, di non avere particolari legami con la scena musicale
del suo paese d'origine e con l'estetica "nordica" alla cui definizione non poco ha
contribuito l'ECM.
Egli d'altronde da alcuni anni vive a New York, dove ha iniziato a lavorare assiduamente
al fianco delle menti più fresche che animano il panorama downtown, alcune delle
quali hanno partecipato alla confezione di questo suo disco d'esordio.
Overseas è un lavoro assai variegato, interamente incentrato sulle composizioni
del leader, che donano uniformità e coerenza a stimoli contrastanti ed al
turnover fra i musicisti impegnati nella session. Per intenderci ci
troviamo sullo stesso terreno esplorato da artisti diversi come (l'ultimo) Dave
Douglas e David Binney, i quali si divertono a proporre un post-moderno
collage di jazz-rock, timide pulsioni free, classicità
mainstream e sensibilità pop. La variante di Opsvik si caratterizza
per un alone di scintillante coolness e di perfezione calligrafica, aliena da
asprezze e tensioni che rendono così fecondi e tormentati molti esperimenti in questo
campo.
Si parte con "Foxtrot", sincopato, scattante funky, in cui il Fender Rhodes
di Wells Hanley e il riff fiatistico creano un tappeto ritmico
coinvolgente, che ben presto si spezza per lasciare spazio ad un contorto assolo al
contralto di Loren Stilman. In questo episodio, come anche in "Quicksteps" e
in "Ivandovich" la musica del gruppo di Opsvik sembra muoversi sui terreni
esplorati da Miles Davis in Miles in the Sky e Filles de
Kilimanjaro, alternando sezioni modali basate su possenti ostinati a sezioni
armonicamente complesse, condendo il tutto con il suono pastoso e vintage delle
tastiere elettriche e dell'organo Hammond del graffiante Craig Taborn.
La vena melodica nella scrittura del leader si esplicita in diverse ballad,
sorta di pop-songs jazzistiche, "Redford", "Earthly", la title-track,
contraddistinte da un andamento tra il languido e l'atmosferico, a tratti un po'
zuccheroso, che poco spazio lasciano all'inventiva dei musicisti, ingabbiati entro
strutture stereotipate che forniscono scarsi stimoli alle improvvisazioni.
Altri brani risultano invece di più difficile inquadramento; "Punchball" con le sue
tentazioni atonali, eppure saldamente ancorate alla scura figurazione del contrabbasso,
che lentamente si coagulano in un veloce tema sottolineato dai classicheggianti arpeggi
pianistici di Jacob Sacks; "Italian Movie Theme", dalla melodia struggente,
cantabile, esposta prima dal piano, poi variato dall'Hammond ed infine portato al
climax dal tenore di Tony Malaby, i cui rauchi sussulti evocano Dewey
Redman. Ed infatti ci sembra che sia proprio la musica del quartetto americano di
Keith Jarret, di cui Redman era appunto colonna portante, ad essere, qui
come anche in "Prelude", fonte d'ispirazione.
Da citare anche due brevi intermezzi in solitario per Opsvik, nei quali ha modo di
sfoggiare una cavata profonda, ed un fraseggio laconico.
I pregi di Overseas (l'ampiezza di vedute che presuppone, la ricchezza timbrica,
la predisposizione di composizioni e strutture ben calibrate) in definitiva ci sembrano
superare i suoi difetti (una certa mancanza di personalità, l'eccessiva compostezza di
alcuni episodi). Considerando che si tratta di un album d'esordio, ci sembra che ci siano
i presupposti per aspettarsi in futuro qualcosa di buono da un musicista appena
trentenne.
Valutazione: * * *
Il sito di Eivind Opsvik:
www.eivindopsvik.com
Il sito di Tony Malaby:
www.tonymalaby.com
Il sito della Fresh Sound Records:
www.freshsoundrecords.com
Elenco dei brani:
01. Foxtrot 5:09
02. Redford 5:03
03. Punchball 10:15
04. Ivandovich 3:41
05. Italian Movie Theme 8:28
06. Twelve Days 1:42
07. Quickstep 5:20
08. Earthly 6:35
09. Hertzian Waves 2:42
10. Indian Summer 2:34
11. Prelude 6:02
12. Overseas 6:19
Musicisti:
Eivind Opsvik (basso)
Tony Malaby (sassofono tenore)
Loren Stillman (sassofono contralto)
Jason Rigby (clarinetto basso; sassofono soprano)
Jacob Sacks (piano)
Craig Taborn (organo Hammond)
Wells Hanley (Fender Rhodes)
Gerald Cleaver (batteria)
Jeff Davies (batteria)
Dan Weiss (percussioni)