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Overseas
Eivind Opsvik (Fresh Sound - Spagna - 2003)

Andrea Bruno

Pur proveniendo dalla Norvegia, il giovane contrabbassista Eivind Opsvik dimostra, con questo suo album d'esordio, di non avere particolari legami con la scena musicale del suo paese d'origine e con l'estetica "nordica" alla cui definizione non poco ha contribuito l'ECM.
Egli d'altronde da alcuni anni vive a New York, dove ha iniziato a lavorare assiduamente al fianco delle menti più fresche che animano il panorama downtown, alcune delle quali hanno partecipato alla confezione di questo suo disco d'esordio.

Overseas è un lavoro assai variegato, interamente incentrato sulle composizioni del leader, che donano uniformità e coerenza a stimoli contrastanti ed al turnover fra i musicisti impegnati nella session. Per intenderci ci troviamo sullo stesso terreno esplorato da artisti diversi come (l'ultimo) Dave Douglas e David Binney, i quali si divertono a proporre un post-moderno collage di jazz-rock, timide pulsioni free, classicità mainstream e sensibilità pop. La variante di Opsvik si caratterizza per un alone di scintillante coolness e di perfezione calligrafica, aliena da asprezze e tensioni che rendono così fecondi e tormentati molti esperimenti in questo campo.

Si parte con "Foxtrot", sincopato, scattante funky, in cui il Fender Rhodes di Wells Hanley e il riff fiatistico creano un tappeto ritmico coinvolgente, che ben presto si spezza per lasciare spazio ad un contorto assolo al contralto di Loren Stilman. In questo episodio, come anche in "Quicksteps" e in "Ivandovich" la musica del gruppo di Opsvik sembra muoversi sui terreni esplorati da Miles Davis in Miles in the Sky e Filles de Kilimanjaro, alternando sezioni modali basate su possenti ostinati a sezioni armonicamente complesse, condendo il tutto con il suono pastoso e vintage delle tastiere elettriche e dell'organo Hammond del graffiante Craig Taborn.
La vena melodica nella scrittura del leader si esplicita in diverse ballad, sorta di pop-songs jazzistiche, "Redford", "Earthly", la title-track, contraddistinte da un andamento tra il languido e l'atmosferico, a tratti un po' zuccheroso, che poco spazio lasciano all'inventiva dei musicisti, ingabbiati entro strutture stereotipate che forniscono scarsi stimoli alle improvvisazioni.

Altri brani risultano invece di più difficile inquadramento; "Punchball" con le sue tentazioni atonali, eppure saldamente ancorate alla scura figurazione del contrabbasso, che lentamente si coagulano in un veloce tema sottolineato dai classicheggianti arpeggi pianistici di Jacob Sacks; "Italian Movie Theme", dalla melodia struggente, cantabile, esposta prima dal piano, poi variato dall'Hammond ed infine portato al climax dal tenore di Tony Malaby, i cui rauchi sussulti evocano Dewey Redman. Ed infatti ci sembra che sia proprio la musica del quartetto americano di Keith Jarret, di cui Redman era appunto colonna portante, ad essere, qui come anche in "Prelude", fonte d'ispirazione.
Da citare anche due brevi intermezzi in solitario per Opsvik, nei quali ha modo di sfoggiare una cavata profonda, ed un fraseggio laconico.

I pregi di Overseas (l'ampiezza di vedute che presuppone, la ricchezza timbrica, la predisposizione di composizioni e strutture ben calibrate) in definitiva ci sembrano superare i suoi difetti (una certa mancanza di personalità, l'eccessiva compostezza di alcuni episodi). Considerando che si tratta di un album d'esordio, ci sembra che ci siano i presupposti per aspettarsi in futuro qualcosa di buono da un musicista appena trentenne.

Valutazione: * * *

Il sito di Eivind Opsvik:
www.eivindopsvik.com
Il sito di Tony Malaby:
www.tonymalaby.com
Il sito della Fresh Sound Records:
www.freshsoundrecords.com

Elenco dei brani:
01. Foxtrot 5:09
02. Redford 5:03
03. Punchball 10:15
04. Ivandovich 3:41
05. Italian Movie Theme 8:28
06. Twelve Days 1:42
07. Quickstep 5:20
08. Earthly 6:35
09. Hertzian Waves 2:42
10. Indian Summer 2:34
11. Prelude 6:02
12. Overseas 6:19

Musicisti:
Eivind Opsvik (basso)
Tony Malaby (sassofono tenore)
Loren Stillman (sassofono contralto)
Jason Rigby (clarinetto basso; sassofono soprano)
Jacob Sacks (piano)
Craig Taborn (organo Hammond)
Wells Hanley (Fender Rhodes)
Gerald Cleaver (batteria)
Jeff Davies (batteria)
Dan Weiss (percussioni)





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