Quantcast

jazz Padova Porsche Jazz Festival 2006
  ricerca avanzata
    Newsletter  
  bookmark - aggiornamento periodico contattaci - per i redattori  





SITE PARTNERS
All About Jazz: US
Francia: Citizen jazz


Pushbutton Parfait
Raymond Scott Orchestrette (Evolver - USA - 2002)

Enrico Bettinello

Questo è un disco fantastico!
E per una serie di motivi.

Il primo motivo è che Raymond Scott era fantastico: sebbene il suo nome spesso sfugga alla maggioranza degli appassionati di musica, Scott è stato uno dei personaggi più singolari del '900, sia alla guida di un Quintette che alla metà degli anni '30 raggiunge una certa fama, sia come ispirazione chiarissima delle musiche per cartoni animati di Carl Stalling, sia come compositore per Broadway e direttore d'orchestra, sia soprattutto come oscuro inventore di strumenti e pioniere della musica elettronica.

Il secondo motivo è che il gruppo di musicisti che si sono riuniti nel 1999 attorno a un'idea del produttore Irwin Chusid - e l'indicazione era chiara di non essere un pedissequo omaggio alla formazione originale - e hanno dato vita a questa Orchestrette, è davvero fantastico: sono jazzisti che hanno alle spalle svariate collaborazioni con nomi creativi quali David Krakauer, Bobby Previte o i Sex Mob e sanno convogliare le diverse esperienze all'interno di un atteggiamento che è in grado di rileggere il composito repertorio di Scott con intelligenza, evitando l'imitazione, ma trasformandone le particolarità in ricostruzioni sempre originali.

Il terzo motivo è che l'impianto timbrico della formazione, in cui oltre al basso e alla batteria, si sovrappongono pianoforti, fisarmoniche, violino, sassofono: un suono che rimane "classico", ma che si combina in modo da sfuggire ogni volta alla classicità, per radicalizzarsi nella maniera più funzionale all'atmosfera del brano.

Proprio i brani sono il quarto motivo: si pesca da diversi "settori" del repertorio di Scott, a partire dagli episodi più conosciuti come "Powerhouse" o una "The Penguin" [già affrontati anche da Don Byron in quel "Bug Music" che era in parte dedicato alle musiche del compositore] assolutamente irresistibile nella sua capacità di farvi saltellare come l'animale del titolo.
C'è una bellissima versione di "Tobacco Auctioneer" - anche questo brano era stato ripreso da Byron - e brani meno conosciuti come "Coming Down to Earth" o la suadente "Naked City" e si va a rielaborare in chiave acustica anche una pagina elettronica come "Little Miss Echo" che compariva nella incredibile serie "Soothing Sounds for Baby".

Il quinto motivo è che ci si diverte, e anche tanto! C'è swing, c'è inventiva, ci sono riff che si insinuano nelle vostre orecchie e non ne vanno più via, c'è un sottile velo di nostalgia che non diventa mai tale grazie alla freschezza dell'approccio strumentale, insomma c'è tutto quello che deve esserci e anche di più!

Senza fare della filologia, la Raymond Scott Orchestrette fa rivivere con coraggio e creatività uniche lo spirito dei bellissimi lavori di Scott e vale davvero la pena - dal momento che attualmente non so se il disco abbia una distribuzione italiana - che ve lo procuriate via internet o tramite qualche "zio d'America". Non ve ne pentirete.

Valutazione: * * * * ½

Per saperne di più su Raymond Scott:
raymondscott.com

Elenco dei brani:
01. Twilight In Turkey
02. Tobacco Auctioneer
03. Peter Tambourine
04. Street Corner In Paris
05. Naked City
06. The Penguin
07. Little Miss Echo
08. Mountain High
09. Coming Down To Earth
10. Oil Gusher
11. Sleepwalker
12. Powerhouse

Musicisti:
Wayne Barker (piano, melodica, arrangiamenti)
Brian Dewan (piano, cetra, koto, fisarmonica)
Micheal Hashim (sassofoni)
Will Holshouser (fisarmonica, arrangiamenti)
George Rush (contrabbasso)
Rob Thomas (violino)
Clem Waldmann (batteria)



Padova Porsche Jazz Festival 2006
home   -   bookmark   -   per i redattori   -   contattaci
© 2006 Tutti i diritti su articoli, foto e disegni sono riservati Privacy