Enrico Bettinello
Questo è un disco fantastico!
E per una serie di motivi.
Il primo motivo è che Raymond Scott era fantastico: sebbene il suo nome spesso
sfugga alla maggioranza degli appassionati di musica, Scott è stato uno dei personaggi
più singolari del '900, sia alla guida di un Quintette che alla metà degli
anni '30 raggiunge una certa fama, sia come ispirazione chiarissima delle musiche per
cartoni animati di Carl Stalling, sia come compositore per Broadway e direttore
d'orchestra, sia soprattutto come oscuro inventore di strumenti e pioniere della musica
elettronica.
Il secondo motivo è che il gruppo di musicisti che si sono riuniti nel 1999 attorno a
un'idea del produttore Irwin Chusid - e l'indicazione era chiara di non essere un
pedissequo omaggio alla formazione originale - e hanno dato vita a questa
Orchestrette, è davvero fantastico: sono jazzisti che hanno alle spalle svariate
collaborazioni con nomi creativi quali David Krakauer, Bobby Previte o i
Sex Mob e sanno convogliare le diverse esperienze all'interno di un atteggiamento
che è in grado di rileggere il composito repertorio di Scott con intelligenza, evitando
l'imitazione, ma trasformandone le particolarità in ricostruzioni sempre originali.
Il terzo motivo è che l'impianto timbrico della formazione, in cui oltre al basso e alla
batteria, si sovrappongono pianoforti, fisarmoniche, violino, sassofono: un suono che
rimane "classico", ma che si combina in modo da sfuggire ogni volta alla classicità, per
radicalizzarsi nella maniera più funzionale all'atmosfera del brano.
Proprio i brani sono il quarto motivo: si pesca da diversi "settori" del repertorio di
Scott, a partire dagli episodi più conosciuti come "Powerhouse" o una "The Penguin" [già
affrontati anche da Don Byron in quel "Bug Music" che era in parte dedicato alle
musiche del compositore] assolutamente irresistibile nella sua capacità di farvi
saltellare come l'animale del titolo.
C'è una bellissima versione di "Tobacco Auctioneer" - anche questo brano era stato
ripreso da Byron - e brani meno conosciuti come "Coming Down to Earth" o la
suadente "Naked City" e si va a rielaborare in chiave acustica anche una pagina
elettronica come "Little Miss Echo" che compariva nella incredibile serie "Soothing
Sounds for Baby".
Il quinto motivo è che ci si diverte, e anche tanto! C'è swing, c'è inventiva, ci sono
riff che si insinuano nelle vostre orecchie e non ne vanno più via, c'è un sottile velo
di nostalgia che non diventa mai tale grazie alla freschezza dell'approccio strumentale,
insomma c'è tutto quello che deve esserci e anche di più!
Senza fare della filologia, la Raymond Scott Orchestrette fa rivivere con coraggio e
creatività uniche lo spirito dei bellissimi lavori di Scott e vale davvero la pena - dal
momento che attualmente non so se il disco abbia una distribuzione italiana - che ve lo
procuriate via internet o tramite qualche "zio d'America". Non ve ne pentirete.
Valutazione: * * * * ½
Per saperne di più su Raymond Scott:
raymondscott.com
Elenco dei brani:
01. Twilight In Turkey
02. Tobacco Auctioneer
03. Peter Tambourine
04. Street Corner In Paris
05. Naked City
06. The Penguin
07. Little Miss Echo
08. Mountain High
09. Coming Down To Earth
10. Oil Gusher
11. Sleepwalker
12. Powerhouse
Musicisti:
Wayne Barker (piano, melodica, arrangiamenti)
Brian Dewan (piano, cetra, koto, fisarmonica)
Micheal Hashim (sassofoni)
Will Holshouser (fisarmonica, arrangiamenti)
George Rush (contrabbasso)
Rob Thomas (violino)
Clem Waldmann (batteria)