Valerio Prigiotti
Che strano il rapporto di Louis Armstrong con il cinema, sempre presente nella sua
carriera, quasi mai a un livello adeguato alla sua straordinaria forza comica. Strano
anche perché Hollywood si gettò sempre avida sui talenti afro-americani
disponibili, basti pensare a Ethel Waters o a Bill Robinson, relegati in
ruoli di secondo piano, ma in film come «Via col vento» o al fianco di Shirley
Temple. Satchmo - che incontra la macchina da presa nel mitico film
perduto «ExFlame» del 1930 - sarà, nella maggior parte dei casi, sfruttato per
realizzare numeri musicali, da soli in grado di garantire il successo di un film. Fra le
poche eccezioni troviamo «Cabin in the Sky», uno dei primi a cast multietnico, con
Louis nella parte di un assistente del Diavolo. Curioso che sia anche l'unico film che
non lo presenta come musicista: il brano registrato per la colonna sonora, lo
spettacolare Ain't It the Truth, fu scartato al momento del montaggio. In generale
il rapporto con la Metro Goldwyn Mayer non fu molto rilevante dal punto di visto
cinematografico - con l'ovvia eccezione di «High Society» - ma diede notevoli
frutti musicali, ora godibili in un'ottima ristampa che permette di seguire Satchmo dal
1950 al 1965 e recupera il pezzo scartato per «Cabin in the Sky».
I primi brani provengono da «The Strip» il film che segnò il ritorno sullo schermo
di Mickey Rooney, dopo tre anni di riposo. È la storia di un veterano, aspirante
batterista, alle prese con la delinquenza comune e l'ambizione sfrenata della sua
compagna. Nulla di memorabile, non fosse per la musica, realizzata dalla prima formazione
degli All Stars, quella con Jack Teagarden, Barney Bigard, Earl
Hines e Cozy Cole. Il gruppo appare più volte nel film, con Rooney alla
batteria, doppiato da Cole e il bassista Arvell Shaw sostituito da un attore
bianco. L'assenza di Cole è logica, per motivi di copione, quella di Shaw resta, invece,
misteriosa: forse si sentiva ancora un certo disagio nel vedere un gruppo misto in
prevalenza afro-americano e si fece in modo di pareggiare il conto, eliminando il
musicista meno noto...
I brani incisi sono molti e tutti di altissimo livello: si passa da cavalli di battaglia
come Ain't Misbehavin' e Basin Street Blues a una travolgente versione di
One O'Clock Jump, esemplare nel rendere il rapporto di Armstrong con la tradizione
jazzistica, liberamente ricostruita fondendo stimoli provenienti dal jazz di New Orleans,
dalla Swing Era e dal pop, ben rappresentato da uno dei maggiori successi di Armstrong,
A Kiss to Build a Dream on. Non manca un'esilarante medley gospel, che unisce
Shadrack a When the Saints Go Marchin' In. In tutti i brani Teagarden e
Hines forniscono un valore aggiunto prezioso.
Nel 1951 Armstrong partecipa a «Glory Alley» - storia di pugili e ballerini
ambientata a New Orleans - con un ruolo vero e proprio, quello di Shadow Johnson,
allenatore di Socks Barabarosa (Ralph Meeker). Tanto è irrilevante il film
nella storia del cinema, quanto è ricca di sorprese la colonna sonora, quasi una summa
dell'estetica anni Cinquanta di Armstrong. La canzone d'apertura, That's What the Man
Said, è un tipico esempio del Satchmo preacher, arguto e ironico, intento a
trovare l'equilibrio ideale con il coro. L'ambientazione nella sua città natale consente
due escursioni nel jazz delle origini: Oh Didn't He Ramble - rievocazione di un
funerale a New Orleans con la classica contrapposizione fra una prima parte cupa, a tempo
di marcia, e una ripresa spedita, festosa - e South Rampart Street Parade. Sul
versante pop spiccano Glory Road (una ballad confidenziale e malinconica,
interpretata con la tutta la maturità del Satchmo crooner al vertice della forma
vocale ed espressiva) e It's a Most Unusual Day, un valzer innocuo, cantato con la
grazia straordinaria di un artista in grado di dominare qualsiasi brano, anche il più
banale, e di trasformarlo in un quadretto memorabile.
Molti capolavori del cinema musicale nascono su trame alquanto esili e «High
Society» non sfugge alla regola: durante il festival di Newport, una giovane
donna divorziata (Grace Kelly, radiosa e alla fine della sua carriera d'attrice)
deve decidere se sposare il fidanzato John Lund, l'ex marito Bing Crosby o
mollare entrambi per Frank Sinatra. Su questo debole soggetto s'impostano numeri
musicali strepitosi, scritti da Cole Porter sfruttando al meglio la presenza sullo
stesso set dei tre più grandi cantanti pop del secolo. Gli All Stars, ospiti dei
protagonisti in una villa di Rhode Island, s'impongono spesso, da High Society
Calypso - che Armstrong e suoi cantano accompagnati da chitarra e percussioni - fino
allo straordinario Now You Has Jazz - eseguito assieme a Crosby - che fonde il
meglio dell'arte compositiva di Porter con un'atmosfera esaltante da jam session.
Negli anni successivi Satchmo registrò alcuni dei suoi dischi più belli (gli omaggi a
Fats Waller e W.C. Handy, gli incontri con Ella Fitzgerald e
Oscar Peterson, il disco gospel «Louis and the Good Book») e ottenne uno
straordinario successo cinematografico apparendo in «Hello, Dolly!» con Barbra
Streisand. Solo nel 1965 tornò a lavorare per la M-G-M, in «When the Boys Meets
the Girls», tentativo di combinare il film giovanile anni Sessanta con il musical dei
decenni precedenti. Armstrong appare due volte, come trombettista non ha più la potenza
degli anni Cinquanta, ma la voce (meno provata dall'età e dall'infarto) possiede tutto il
fascino degli ultimi anni. Dopo Throw It Out of Your Mind, una bella canzone a
tempo medio, piena di swing e ironia, Satchmo esegue un classico dei fratelli
Gershwin, I Got Rhythm, che aveva registrato in studio solo nel 1930,
determinandone il successo.
«Now You Has Jazz» è una ristampa importante, illuminata da un Louis Armstrong in
forma smagliante, molto curata dal punto di vista grafico e informativo: il classico
disco da isola deserta!
Valutazione: * * * * *
Qualità audio: buona
La casa di Armstrong è ora un museo, con un importante archivio:
www.satchmo.net
Sito della Rhino:
www.rhino.com
Sito della MGM:
www.mgm.com
La tournée italiana del 1955 nei ricordi di chi ha conosciuto Satchmo:
[Louis Armstrong a Bari. Un ricordo personale]
Elenco dei brani:
01. Ain't Misbehavin' (Waller; Brooks; Razaf) - 3:12
02. One O'Clock Jump (Count Basie) - 2:52
03. Ole Miss Blues (W.C. Handy) - 2:25
04. Basin Street Blues (Spencer Williams) - 2:08
05. I'm Coming, Virginia (Donald Heywood) - 1:45
06. A Kiss To Build a Dream on (Kalmar; Ruby; Hammerstein II) - 2:54
07. Shadrack / When the Saints Go Marchin' in (Robert McGimsey) - 4:33
08. That's a Plenty (Lew Pollack (2:15
09. Ain't It the Truth (Arlen; Harburg) -5:23
10. Hines' Retreat (Earl Hines) - 1:51
11. Fatha's Time (EH) - 2:18
12. J.T. Jive (Louis Armstrong) - 2:16
13. That's What the Man Said (Willard Robinson) - 3:25
14. Glory Alley (Livingston; David) - 3:13
15. Oh Didn't He Ramble (W.C. Handy) - 1:15
16. South Rampart Street Parade (Bauduc; Haggart) - 1:20
17. Flee As a Bird (W.C. Handy) - 2:14
18. It's a Most Unusual Day (McHugh; Adamson) - 1:48
19. High Society Calypso (Cole Porter) - 2:08
20. Little One (CP) - 2:28
21. I Love You, Samantha (CP) - 0:43
22. Now You Has Jazz (CP) - 4:12
23. Throw It Out of Your Mind (Kyle; Armstrong) - 2:11
24. I Got Rhythm (George & Ira Gershwin) - 1:22
Musicisti:
Formazioni varie comprendenti:
Louis Armstrong (tromba; voce)
Bing Crosby
Jack Teagarden (trombone;voce)
Trummy Young (trombone)
Barney Bigard; Edmond Hall (clarinetto)
Earl Hines; Billy Kyle (pianoforte)
Arvell Shaw (contrabbasso)
Cozy Cole; Barrett Deems (batteria)