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Now You Has Jazz - Louis Armstrong at M-G-M
Louis Armstrong (Rhino Records - USA - 1997 - distr. Warner Italia)

Valerio Prigiotti

Che strano il rapporto di Louis Armstrong con il cinema, sempre presente nella sua carriera, quasi mai a un livello adeguato alla sua straordinaria forza comica. Strano anche perché Hollywood si gettò sempre avida sui talenti afro-americani disponibili, basti pensare a Ethel Waters o a Bill Robinson, relegati in ruoli di secondo piano, ma in film come «Via col vento» o al fianco di Shirley Temple. Satchmo - che incontra la macchina da presa nel mitico film perduto «ExFlame» del 1930 - sarà, nella maggior parte dei casi, sfruttato per realizzare numeri musicali, da soli in grado di garantire il successo di un film. Fra le poche eccezioni troviamo «Cabin in the Sky», uno dei primi a cast multietnico, con Louis nella parte di un assistente del Diavolo. Curioso che sia anche l'unico film che non lo presenta come musicista: il brano registrato per la colonna sonora, lo spettacolare Ain't It the Truth, fu scartato al momento del montaggio. In generale il rapporto con la Metro Goldwyn Mayer non fu molto rilevante dal punto di visto cinematografico - con l'ovvia eccezione di «High Society» - ma diede notevoli frutti musicali, ora godibili in un'ottima ristampa che permette di seguire Satchmo dal 1950 al 1965 e recupera il pezzo scartato per «Cabin in the Sky».

I primi brani provengono da «The Strip» il film che segnò il ritorno sullo schermo di Mickey Rooney, dopo tre anni di riposo. È la storia di un veterano, aspirante batterista, alle prese con la delinquenza comune e l'ambizione sfrenata della sua compagna. Nulla di memorabile, non fosse per la musica, realizzata dalla prima formazione degli All Stars, quella con Jack Teagarden, Barney Bigard, Earl Hines e Cozy Cole. Il gruppo appare più volte nel film, con Rooney alla batteria, doppiato da Cole e il bassista Arvell Shaw sostituito da un attore bianco. L'assenza di Cole è logica, per motivi di copione, quella di Shaw resta, invece, misteriosa: forse si sentiva ancora un certo disagio nel vedere un gruppo misto in prevalenza afro-americano e si fece in modo di pareggiare il conto, eliminando il musicista meno noto...

I brani incisi sono molti e tutti di altissimo livello: si passa da cavalli di battaglia come Ain't Misbehavin' e Basin Street Blues a una travolgente versione di One O'Clock Jump, esemplare nel rendere il rapporto di Armstrong con la tradizione jazzistica, liberamente ricostruita fondendo stimoli provenienti dal jazz di New Orleans, dalla Swing Era e dal pop, ben rappresentato da uno dei maggiori successi di Armstrong, A Kiss to Build a Dream on. Non manca un'esilarante medley gospel, che unisce Shadrack a When the Saints Go Marchin' In. In tutti i brani Teagarden e Hines forniscono un valore aggiunto prezioso.

Nel 1951 Armstrong partecipa a «Glory Alley» - storia di pugili e ballerini ambientata a New Orleans - con un ruolo vero e proprio, quello di Shadow Johnson, allenatore di Socks Barabarosa (Ralph Meeker). Tanto è irrilevante il film nella storia del cinema, quanto è ricca di sorprese la colonna sonora, quasi una summa dell'estetica anni Cinquanta di Armstrong. La canzone d'apertura, That's What the Man Said, è un tipico esempio del Satchmo preacher, arguto e ironico, intento a trovare l'equilibrio ideale con il coro. L'ambientazione nella sua città natale consente due escursioni nel jazz delle origini: Oh Didn't He Ramble - rievocazione di un funerale a New Orleans con la classica contrapposizione fra una prima parte cupa, a tempo di marcia, e una ripresa spedita, festosa - e South Rampart Street Parade. Sul versante pop spiccano Glory Road (una ballad confidenziale e malinconica, interpretata con la tutta la maturità del Satchmo crooner al vertice della forma vocale ed espressiva) e It's a Most Unusual Day, un valzer innocuo, cantato con la grazia straordinaria di un artista in grado di dominare qualsiasi brano, anche il più banale, e di trasformarlo in un quadretto memorabile.

Molti capolavori del cinema musicale nascono su trame alquanto esili e «High Society» non sfugge alla regola: durante il festival di Newport, una giovane donna divorziata (Grace Kelly, radiosa e alla fine della sua carriera d'attrice) deve decidere se sposare il fidanzato John Lund, l'ex marito Bing Crosby o mollare entrambi per Frank Sinatra. Su questo debole soggetto s'impostano numeri musicali strepitosi, scritti da Cole Porter sfruttando al meglio la presenza sullo stesso set dei tre più grandi cantanti pop del secolo. Gli All Stars, ospiti dei protagonisti in una villa di Rhode Island, s'impongono spesso, da High Society Calypso - che Armstrong e suoi cantano accompagnati da chitarra e percussioni - fino allo straordinario Now You Has Jazz - eseguito assieme a Crosby - che fonde il meglio dell'arte compositiva di Porter con un'atmosfera esaltante da jam session.

Negli anni successivi Satchmo registrò alcuni dei suoi dischi più belli (gli omaggi a Fats Waller e W.C. Handy, gli incontri con Ella Fitzgerald e Oscar Peterson, il disco gospel «Louis and the Good Book») e ottenne uno straordinario successo cinematografico apparendo in «Hello, Dolly!» con Barbra Streisand. Solo nel 1965 tornò a lavorare per la M-G-M, in «When the Boys Meets the Girls», tentativo di combinare il film giovanile anni Sessanta con il musical dei decenni precedenti. Armstrong appare due volte, come trombettista non ha più la potenza degli anni Cinquanta, ma la voce (meno provata dall'età e dall'infarto) possiede tutto il fascino degli ultimi anni. Dopo Throw It Out of Your Mind, una bella canzone a tempo medio, piena di swing e ironia, Satchmo esegue un classico dei fratelli Gershwin, I Got Rhythm, che aveva registrato in studio solo nel 1930, determinandone il successo.

«Now You Has Jazz» è una ristampa importante, illuminata da un Louis Armstrong in forma smagliante, molto curata dal punto di vista grafico e informativo: il classico disco da isola deserta!

Valutazione: * * * * *
Qualità audio: buona

La casa di Armstrong è ora un museo, con un importante archivio:
www.satchmo.net
Sito della Rhino:
www.rhino.com
Sito della MGM:
www.mgm.com
La tournée italiana del 1955 nei ricordi di chi ha conosciuto Satchmo:
[Louis Armstrong a Bari. Un ricordo personale]

Elenco dei brani:
01. Ain't Misbehavin' (Waller; Brooks; Razaf) - 3:12
02. One O'Clock Jump (Count Basie) - 2:52
03. Ole Miss Blues (W.C. Handy) - 2:25
04. Basin Street Blues (Spencer Williams) - 2:08
05. I'm Coming, Virginia (Donald Heywood) - 1:45
06. A Kiss To Build a Dream on (Kalmar; Ruby; Hammerstein II) - 2:54
07. Shadrack / When the Saints Go Marchin' in (Robert McGimsey) - 4:33
08. That's a Plenty (Lew Pollack (2:15
09. Ain't It the Truth (Arlen; Harburg) -5:23
10. Hines' Retreat (Earl Hines) - 1:51
11. Fatha's Time (EH) - 2:18
12. J.T. Jive (Louis Armstrong) - 2:16
13. That's What the Man Said (Willard Robinson) - 3:25
14. Glory Alley (Livingston; David) - 3:13
15. Oh Didn't He Ramble (W.C. Handy) - 1:15
16. South Rampart Street Parade (Bauduc; Haggart) - 1:20
17. Flee As a Bird (W.C. Handy) - 2:14
18. It's a Most Unusual Day (McHugh; Adamson) - 1:48
19. High Society Calypso (Cole Porter) - 2:08
20. Little One (CP) - 2:28
21. I Love You, Samantha (CP) - 0:43
22. Now You Has Jazz (CP) - 4:12
23. Throw It Out of Your Mind (Kyle; Armstrong) - 2:11
24. I Got Rhythm (George & Ira Gershwin) - 1:22

Musicisti:
Formazioni varie comprendenti:
Louis Armstrong (tromba; voce)
Bing Crosby
Jack Teagarden (trombone;voce)
Trummy Young (trombone)
Barney Bigard; Edmond Hall (clarinetto)
Earl Hines; Billy Kyle (pianoforte)
Arvell Shaw (contrabbasso)
Cozy Cole; Barrett Deems (batteria)



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