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Alati-Ielasi-Radaele
Alati-Ielasi-Radaele (Sonoris - Francia - 2000)


Luca Pagani

copertina alatiSe i presupposti della musica concreta erano l'elaborazione e la manomissione di rumori esistenti precedentemente registrati su nastro magnetico (fatta eccezione in alcuni casi come Symphonie pour un homme seul di Henry Shaeffer) il lavoro del trio Alati - Ielasi - Radaele si muove nella direzione simmetricamente opposta, verso un'imitazione vera e propria di oggetti sonori, partendo questa volta dal suono di strumenti veri e propri. E' chiara infatti la manomissione stessa degli strumenti, delle chitarre "preparate" e delle percussioni, molto lontane per il modo in cui vengono suonati, da metodi tradizionali e conosciuti.

Il fine è la resa incondizionata delle tecniche stilistiche esistenti (qualsiasi tecnica, sia jazz che rock), senza che questo pregiudichi, come spesso accade, la sensibilità della musica suonata. Anzi, la musica vive proprio della personalizzazione dei suoni, veri e propri attori che dialogano, si offendono, salutano, muoiono. E' molto sorprendente che tutto esca dagli strumenti e non da elettroniche campionate ed è anche molto difficile distinguere gli strumenti l'uno dall'altro e capire in che momento esatto intervengano le chitarre di Ielasi e Alati e le percussioni di Radaele.

Non ci sono effetti di produzione marcati, per questo è incredibile anche che il disco sia stato registrato direttamente su due piste. Il panning è più che altro un effetto spontaneo, tanto lo spostamento dei suoni è naturale. Raro in questi ambiti ascoltare emozioni dirette come in "Inexpensive Vehicles For The Movement", lancinante nella sua immobile apatia nervosa, o in "Suspended Booth With Translucent Panels", una rabbia sonora mai risolta.
Dagli strumenti provengono imitazioni di tutti i suoni esistenti. Un' operazione dall'effetto sorprendente è la trasposizione e l'imitazione del suono di chitarra. Accade infatti che Alati e Ielasi tornino a cercare (a volte in maniera conscia, più spesso inconscia) il suono e le metodologie della chitarra vera e propria in una dimensione nuova, più in generale gli strumenti recitano passi, aerei in volo, sospiri, radio accese, motori di automobili, armadi che si chiudono, porte che sbattono, fino a ritornare talvolta alla dimensione nell'originaria funzione melodica o ritmica.

Spargendo brandelli della propria di una vera e propria vita i suoni-rumori lasciano dietro di sé una scia, un ricordo immediato. Grazie al processo di imitazione e al loro ruolo teatrale, si inseriscono nel nostro ambiente di fruizione con semplicità e sorprendente orecchiabilità, scomparendo lentamente.
Il brusio elettrico delle frequenze medie è lo sfondo di molte parti delle tracce. Lo sfondo scenografico della prima parte di "C'è troppo sole", termine ultimo del cd, è un tappeto di rumori nascosti che improvvisamente si trasforma in un feedback regolare e costante come un encefalogramma piatto. Questo non significa però la morte artistica dell'avvenimento sonoro, ma dimostra con chiarezza che Alati-Ielasi-Radaele non finisce con la comparsa dello 0:00 sul display, ed è solamente o incredibilmente, dipende dai punti di vista, un prodotto artistico che non ha confini ben precisi tra la realtà delle tracce registrate e l'immaginario sonoro di tutti i giorni.

Valutazione: * * * * *

Sito dell'etichetta Sonoris: www.azfm.net
Sito della Fringes Recordings [distributore del disco]: www.fringesrecordings.com

Elenco dei brani:
01. What Do You Mean By "Direct"? (Alati-Ielasi-Radaele) - 7:54
02. Inexpensive Vehicles For The Movement (Alati-Ielasi-Radaele) - 7:33
03. Text Piece (Alati-Ielasi-Radaele) - 6:57
04. With A Smile From Ear To Ear (Alati-Ielasi-Radaele) - 3:50
05. Illustrated, When Possible (Alati-Ielasi-Radaele) - 4:51
06. A Suspended Booth With Translucent Panels (Alati-Ielasi-Radaele) - 4:05
07. C'è troppo sole (Alati-Ielasi-Radaele) 6:51

Musicisti:
Christian Alati (chitarra)
Giuseppe Ielasi (chitarra)
Ruggero Radaele (percussioni)

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