Luca Pagani
Se i presupposti della musica concreta erano l'elaborazione e la manomissione
di rumori esistenti precedentemente registrati su nastro magnetico (fatta eccezione in alcuni casi
come Symphonie pour un homme seul di Henry Shaeffer) il lavoro del trio Alati -
Ielasi - Radaele si muove nella direzione simmetricamente opposta, verso un'imitazione vera e
propria di oggetti sonori, partendo questa volta dal suono di strumenti veri e propri. E' chiara
infatti la manomissione stessa degli strumenti, delle chitarre "preparate" e delle percussioni, molto
lontane per il modo in cui vengono suonati, da metodi tradizionali e conosciuti.
Il fine è la resa incondizionata delle tecniche stilistiche esistenti (qualsiasi tecnica, sia
jazz che rock), senza che questo pregiudichi, come spesso accade, la sensibilità della musica
suonata. Anzi, la musica vive proprio della personalizzazione dei suoni, veri e propri attori che
dialogano, si offendono, salutano, muoiono. E' molto sorprendente che tutto esca dagli strumenti
e non da elettroniche campionate ed è anche molto difficile distinguere gli strumenti l'uno dall'altro
e capire in che momento esatto intervengano le chitarre di Ielasi e Alati e le percussioni di
Radaele.
Non ci sono effetti di produzione marcati, per questo è incredibile anche che il disco
sia stato registrato direttamente su due piste. Il panning è più che altro un effetto
spontaneo, tanto lo spostamento dei suoni è naturale. Raro in questi ambiti ascoltare emozioni
dirette come in "Inexpensive Vehicles For The Movement", lancinante nella sua immobile apatia
nervosa, o in "Suspended Booth With Translucent Panels", una rabbia sonora mai risolta.
Dagli strumenti provengono imitazioni di tutti i suoni esistenti. Un' operazione
dall'effetto sorprendente è la trasposizione e l'imitazione del suono di chitarra. Accade infatti
che Alati e Ielasi tornino a cercare (a volte in maniera conscia, più spesso inconscia) il suono e
le metodologie della chitarra vera e propria in una dimensione nuova, più in generale gli
strumenti recitano passi, aerei in volo, sospiri, radio accese, motori di automobili, armadi
che si chiudono, porte che sbattono, fino a ritornare talvolta alla dimensione nell'originaria
funzione melodica o ritmica.
Spargendo brandelli della propria di una vera e propria vita i suoni-rumori lasciano dietro di
sé una scia, un ricordo immediato. Grazie al processo di imitazione e al loro ruolo teatrale, si
inseriscono nel nostro ambiente di fruizione con semplicità e sorprendente orecchiabilità,
scomparendo lentamente.
Il brusio elettrico delle frequenze medie è lo sfondo di molte parti
delle tracce. Lo sfondo scenografico della prima parte di "C'è troppo sole", termine ultimo del
cd, è un tappeto di rumori nascosti che improvvisamente si trasforma in un feedback regolare
e costante come un encefalogramma piatto. Questo non significa però la morte artistica
dell'avvenimento sonoro, ma dimostra con chiarezza che Alati-Ielasi-Radaele non finisce con
la comparsa dello 0:00 sul display, ed è solamente o incredibilmente, dipende dai punti di vista, un
prodotto artistico che non ha confini ben precisi tra la realtà delle tracce registrate e
l'immaginario sonoro di tutti i giorni.
Valutazione: * * * * *
Sito dell'etichetta Sonoris: www.azfm.net
Sito della Fringes Recordings [distributore del disco]: www.fringesrecordings.com
Elenco dei brani:
01. What Do You Mean By "Direct"? (Alati-Ielasi-Radaele) - 7:54
02. Inexpensive Vehicles For The Movement (Alati-Ielasi-Radaele) - 7:33
03. Text Piece (Alati-Ielasi-Radaele) - 6:57
04. With A Smile From Ear To Ear (Alati-Ielasi-Radaele) - 3:50
05. Illustrated, When Possible (Alati-Ielasi-Radaele) - 4:51
06. A Suspended Booth With Translucent Panels (Alati-Ielasi-Radaele) - 4:05
07. C'è troppo sole (Alati-Ielasi-Radaele) 6:51
Musicisti:
Christian Alati (chitarra)
Giuseppe Ielasi (chitarra)
Ruggero Radaele (percussioni)