Novembre 2005
|
Tempo di Brazil
Novita' e suoni dal paese in cui la musica non riposa mai
Enrico Bettinello
Dopo l'ampio consenso seguito alla pubblicazione del disco di debutto Lovely
Arthur, Bruno E si presenta ora ad una nuova prova con il consueto
melange di elettronica, jazz e sonorita' brasiliane. Il nuovo disco, Alma
Sessions [Ether Records - GB - 2005 - distr. Audioglobe] conferma una
notevole sensibilita' nell'accostare gli elementi, nell'utilizzare la naturale musicalita'
della lingua brasiliana per dare alla freddezza del ritmo digitale una flessibilita'
espressiva maggiore, nell'immettere chiari influssi r'n'b all'interno di
composizioni semplici e sensuali.
Si potra' obiettare - senza peraltro rischiare di essere smentiti - che la formula e'
ormai ampiamente collaudata e non contiene particolari elementi di novita', ma va
sottolineata l'alta qualita' della produzione e la piacevole varieta' degli ospiti, che
vanno da nomi storici della musica brasiliana come Cesar Camargo Mariano e
Tom Ze' [che aggiunge il suo inconfondibile tocco a "Mister Modernismo"] alle voci
della compagna Patricia Marx [lato Brasile] o Xantone' Blacq [lato Londra].
L'anima e' sicuramente in salvo!
Chi volesse seguire - in modo chiaramente generico e esemplificativo - l'evoluzione
delle sonorita' brasiliane negli ultimi trent'anni si divertira' probabilmente con la
raccolta Selecao do Brasil [Wagram - Francia - 2005 - distr. Audioglobe] che si
suddivide idealmente in una parte acustica e in una elettronica.
La dolce "Carolina Carol Bela" di Jorge Ben e Toquinho e' il punto di
partenza per una catena di ottime canzoni, che si sviluppa con "Aquele Abraco" di
Gilberto Gil, la sorniona "Samba Do Veloso" di Baden Powell, ma anche
Joyce, Marcos Valle, Paula Lima e i Bossacucanova che
ospitano Roberto Menescal.
Nella seconda parte, spazio a Truby Trio, al connubio [riuscito] tra Towa
Tei e Bebel Gilberto, a Marcelo Da Lua con Seu Jorge e
agli Zuco 103, fino ad arrivare ai Quantic... quanta strada eh?
Fondamentalmente piu' che lo sviluppo cronologico, dell'evoluzione di questa scena sono
piu' interessanti le anomalie e le trasversalita', ma date le canzoni il disco non rischia
certo di rimanere a impolverarsi sul vostro scaffale. A botta sicura!
Interessanti novita' anche sul fronte delle grandi voci femminili: e' il caso di
Joyce, che torna in coppia con Dori Caymmi nell'intenso Rio Bahia
[Far Out - GB - 2005 - distr. Family Affair]: entrambi gli artisti sono di
Rio de Janeiro, ma il rapporto con la citta' di Bahia che viene esplicitamente
sottolineato in questo lavoro e' l'occasione per arricchire dal punto di vista espressivo
una musica in cui sono saldi i riferimenti alla tradizione.
Per Joyce si tratta del venticinquesimo album in carriera, Dori - valente chitarrista -
e' figlio del piu' celebre compositore Dorival Caymmi, alcune delle quattordici
canzoni portano le loro firme, accanto a quelle di artisti come Chico Buarque,
Rodolfo Stroeter o Carlos Lyra, ma c'e' anche una bella "Pra Que Chorar"
della coppia Baden Powell/Vinicius De Moraes.
Sono canzoni che si inseriscono in una linea "classica", che attinge alla grande
tavolozza della bossa, del samba, della trasversalita' autoriale che ha reso immortali
alcune figure della musica brasiliana del secondo dopoguerra, ma anche
alla "internazionalizzazione" - che talvolta rende un po' prevedibili arrangiamenti e
strutture - della commistione con il jazz e la musica leggera. Anche le esecuzioni - si
distingue anche il pianoforte di Kenny Werner - sono semplici e efficaci, in
grado di esaltare il contrasto tra il timbro femminile di Joyce e quello scuro di
Caymmi, per un disco che avrebbe potuto essere piu' coraggioso, ma che non delude gli
appassionati delle sonorita' brasiliane piu' codificate.
Decisamente piu' attento a sonorita' contemporanee e' invece Hoje [Trama - Brasile -
2005 - distr. Audioglobe], nuovissimo lavoro di un'altra "leggenda" della vocalita'
femminile brasiliana, Gal Costa.
Sessant'anni appena compiuti, artista dotatissima, a volte scostante, protagonista del
ciclone tropicalista con Caetano Veloso, Gilberto Gil e Maria
Bethania, Gal e' sempre stata figura in grado di operare riuscite sintesi tra stili e
elementi sonori, coraggiosamente legando con l'inconfondibile timbro sensuale e
vagamente fanciullesco le inquietudini che emergono dalle ibridazioni della
contemporaneita'.
Non fa eccezione "Hoje", disco in cui - con la sapiente mano di Cesar Camargo
Mariano - lo spazio compositivo e' affidato a nomi come Nuno Ramos, Lokua
Kanza, Junio Barreto, oltre a due generazioni di Veloso, Moreno
e un enorme Caetano, che firma "Luto", canzone inequivocabilmente caetanesca
eppure anche sta volta sorprendente!
Tra dolcissimi momenti - "Te Adorar" o la splendida title-track - e la fragranza
percussiva di canzoni come l'iniziale "Mar e Sol", accenti tribalisti e squisite
nostalgie funk-samba, il disco attraversa con curiosa partecipazione una serie di
intensi stati d'animo, resi da Gal con la consueta personalita'. Consigliato.
Agli appassionati dei suoni piu' nuovi non puo' sfuggire anche Sabotador De
Satelite [Trama - Brasile - 2005 - distr. Audioglobe], nuovo lavoro di
quella figura trasversale e attivissima che corrisponde al nome di Totonho e Os
Cabra.
Tra intuizione cosmiche e calorose riflessioni politiche e civili, questo lavoro -
prodotto tra gli altri dal talentuoso Kassin - e' una fantasiosa
traversata "spaziale" tra le piu' attuali suggestioni sonore che animano un Brasile che
giustamente non vuole stare fermo nelle proprie problematiche: ci sono soffi hip-
hop, un'elettronica essenziale e vagamente psichedelica, un canto che si muove
attorno alla parola in modo tagliente.
E' un disco che al primo impatto puo' disorientare, come se scesi all'aeroporto con in
mente le spiagge dorate, ci trovassimo nel pieno delle contraddizioni urbane di una
periferia vivacissima, ma il leggero sforzo di adattamento percettivo e' premiato da una
musica ricca di sfumature, che narra con rutilante accensione la condizione di umanita'
alle soglie di un futuro dallo "spazio" incerto. Da provare!
Se le trame di Totonho vi hanno incuriosito, il discorso si puo' ampliare con una
interessante raccolta, The New Brazialian Music - Pernambuco [Trama -
Brasile - 2005 - distr. Audioglobe], che offre uno spaccato delle migliori tendenze
sonore in quella regione del Nordeste brasiliano.
Accanto a nomi gia' conosciuti come Otto, l'ottimo Lenine o la Naa'§a'£o
Zumbi, troviamo qui una miscela continua e festosamente schizofrenica di generi e
approcci, tra acustico e elettronico, tradizionale e ibridato, in una sorta di folklore
postmoderno e intensamente comunicativo che fa spesso centro: a voi se prediligere i
beats di Dj Dolores o la rabbiosa "Alice Williams" di Mundo Livre SA, le
corde del Quinteto Violado o i flautini spiritati di Cascabulho, fino alla
ipnotica "Fuloresta Do Samba" di Siba. Il suono del modem che apre il brano
conclusivo di Lenine ci conferma che anche in quest'angolo di Brasile si creano i suoni
del domani.
Festa ritmica anche con "O Tempo Do Samba" [Far Out- Inghilterra - 2005 -
distr. Family Affair], quinto lavoro per il collettivo di percussioni Grupo
Batuque, che vede tra le sue fila Ivan Conti e Alex Malheiros dei
mitici Azymuth [quelli brasiliani, ovviamente!] e lo scatenato Cidinho
Moreira, ma anche gli altri componenti hanno un curriculum di tutto rispetto.
Diciotto tracce, sia strumentali che vocali - con il confronto generazionale tra i
timbri di Fabiola e Claudemir de Silva - tra samba festosi e l'eredita'
africana che esplode in ogni suo rivolo, dalla sensualita' di "Nacao Tupi" al contagioso
rotolare di "Afro Black", fino alla conclusiva "O Tempo", scivolando via su onde
leggere. Coinvolgente!
Chiudiamo questa nostra scorribanda brazileira con l'incontro fra San Paolo e
Parigi che origina "Movimento" [F-Communciationes - Francia - 2005 - distr. Family
Affair], disco a nome Sao Paris! Elettronica, voce e inflessione sonora
brasiliana, il lavoro a quattro mani della giornalista e poetessa Leticia Maura e
del musicista digitale francese Thomas Ferrie're e' un fragrante depistaggio, che
qualche anno fa avrebbe probabilmente spopolato, ma che non sfigura nemmeno oggi che i
suoni brazil-downtempo sono cosa'¬ inflazionati.
Dodici brani a confermare l'ibridazione di linguaggi e geografie. Ricco di dettagli da
scoprire e di imprevedibili tunnel sotto il mondo che brillano di piccole luci colorate.
Per raggiungere il Brasile con un battito di ciglia!
Sito della Ether:
www.ethermusic.net
Sito della Far Out:
www.faroutrecordings.com
Sito della Trama:
www.trama.com.br
Sito dei Sao Paris:
www.saoparis.com
Sito della F-Communications:
www.fcom.fr
|