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I Love You So Much It Hurts
Franco D'Andrea - Ernst Reijseger (Winter & Winter - Germania - 2002 - distr. Edel Italia)

Angelo Leonardi

Chi ha assistito alle (purtroppo rare) esibizioni di Ernst Reijseger e Franco D'Andrea sa che da loro può aspettarsi tutto, eccetto l'ovvietà.
A due anni dalla magnifica esibizione al festival di Vicenza [per leggerne la recensione clicca qui], esce finalmente il primo lavoro discografico del duo, realizzato in studio e prodotto da Stefan Winter.

I due musicisti non hanno bisogno d'essere introdotti: rappresentano quanto di meglio offre la musica improvvisata europea legata al jazz ed hanno svolto ampie e approfondite esperienze artistiche, dentro e fuori la cosiddetta avanguardia.

Qualcuno può essere tentato di mettere Reijseger in una collocazione più eterodossa rispetto a D'Andrea ma è una distinzione priva di valore, soprattutto in relazione a questo connubio. I due dialogano senza ruoli precostituiti, in perfetto equilibrio tra innovazione e tradizione, facendo dimenticare differenze di età (poco più di dieci anni) e di formazione.

Chi pensa di collocare D'Andrea in un ruolo maggiormente "tradizionale" quindi, sbaglia di grosso e il disco lo chiarisce ampiamente: molti brani manifestano una ricca dimensione lirica e cantabile ed è forse il violoncello di Reijseger a esprimerla in modo più evidente. È questa la dimensione più inconsueta del disco ed anche la sua massima attrattiva.

Il percorso musicale si snoda attraverso undici brani, con un'abbondante presenza di ballad e famosi standard: fanno eccezione due composizioni di D'Andrea ("Two Colors" e "Afro Abstraction"), una di Sean Bergin ("Hi There") ed una di Misha Mengelberg ("Complex Eight").
Su questo filo conduttore pianoforte e violoncello dialogano con magistrale senso della misura: un confronto dove la grande libertà personale è bilanciata da precisi limiti, formali ed estetici; dalla volontà di trovare un comune denominatore nella diversità e dal rispetto per l'identità melodica dei temi. Quando uno dei due azzarda soluzioni inconsuete trova spesso nel partner un supporto "tradizionale" e la fantasia con cui ciò avviene apre ampi orizzonti, senza condurre a dimensioni aleatorie.

La riuscita del disco e le grandi emozioni che suscita nascono proprio da questa tensione tra il noto e l'ignoto, sempre felicemente risolta. Un procedimento che consente, integrandoli in un originale camerismo, anche i toccanti abbandoni romantici che troviamo un po' in tutto il disco e particolamente in "Amore baciami", "Ma l'amore no", "I Love You So Much It Hurts".

Un connubio tra due artisti tanto liberi e personali che possono permettersi tutto, dialogando in un sorprendente gioco di relazioni, costruendo quadri musicali ogni volta diversi, senza concedere nulla al superfluo e capaci di toccare le corde del sentimento.

Impossibile una scelta dei brani migliori. È grande musica e saprà catturarvi al di là dei vostri gusti personali.

Valutazione: * * * * ½


Intervista a Ernst Reijseger

Elenco dei brani:
01. In a Sentimental Mood (Ellington) - 2:56
02. Nigh and Day (Porter) - 4:53
03. Two Colors (D'Andrea) - 5:35
04. Ma l'amore no (D'Anzi) - 8:58
05. Afro abstraction (D'Andrea) - 9:13
06. Hi There (Bergin) - 3:02
07. Amore baciami (Rossi) - 4:11
08. You Do Something to Me (Porter) - 6:50
09. Complex Eigh (Mengelberg) - 6:16
10. Reflections ( Monk) - 1:51
11. I Love You So Much It Hurts (Tillman) - 1:38

Musicisti:
Franco D'Andrea (pianoforte)
Ernst Reijseger (violoncello)




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