Enrico Bettinello
Si potrebbe e si dovrebbe parlare molto più a lungo e approfonditamente dei Nexus
[e lo faremo prossimamente], il gruppo - ma anche, perché no, l'idea, l'energia - di
Tiziano Tononi e Daniele Cavallanti che si trova quest'anno a festeggiare
una ricorrenza non troppo facile da raggiungere né scontata nel mondo del jazz, quella
del ventennale.
In realtà le prime prove del quartetto originale risalgono al dicembre del 1980 - con
Tononi e Cavallanti ci sono Luca Bonvini al trombone e Paolino Dalla Porta
al contrabbasso - e il primo concerto al marzo del 1981, mentre è del 1983 il primo
disco, quell'Open Mouth Blues che insieme al successivo Night Riding non ha ancora
visto la doverosa ristampa in CD dell'originale vinile Red Records.
Da allora sono passati - più o meno - vent'anni di musica, vent'anni di jazz a
Milano in cui il nome Nexus ha accolto tanti jazzisti italiani, da Pino
Minafra a Gianluigi Trovesi a Enrico Rava e altrettanti ospiti
stranieri, tra cui Glenn Ferris, Mark Dresser, Herb Robertson, per
non allargarsi a vedere le tante diramazioni dei progetti solisti di Tononi e Cavallanti -
che non possono comunque essere concettualmente scissi in modo netto dall'esperienza
Nexus.
Lasciando al futuro approfondimento il racconto di tutte queste vicende, ci concentriamo
qui sulla musica, in particolar modo la musica di questo doppio Seize the Time!,
doveroso omaggio ai vent'anni del gruppo [allargato a dismisura a ricomprendere vecchi e
nuovi componenti] e a uno dei musicisti cui il gruppo si è sempre ispirato, il
trombonista Roswell Rudd, qui più che ospite.
Il primo dei due dischi vede due composizioni di Cavallani, "The Nexus" e "Minutes" e una
lunga suite firmata da Tononi che rielabora materiali nuovi e meno nuovi in un ribollente
susseguirsi di situazioni musicali che consentono ai vari solisti svariati spazi per
improvvisare, da soli o in combinazioni strumentali sempre funzionali all'energia.
Ognuno troverà nei brani le influenze e gli omaggi che vorrà - sono tanti, spesso
evidenti e sentiti, ampiamente elencati nel ricco booklet che raccoglie i testi di
Tononi, Cavallanti, ma anche di Steve Lake, di ottimi critici italiani
quali Luigi Onori e Claudio Sessa, ma anche di Amiri Baraka, proprio
quel Leroi Jones che con il suo "Popolo del Blues" [in Italia disponibile
nell'edizione "Shake"] ha costituito un punto di riferimento essenziale per l'ispirazione
del gruppo.
La sensazione che si ha è comunque quella di una continua fluttuazione temporale, di un
tentativo - riuscito - di mostrare come in grande affresco le diverse anime di una musica
che, partendo dalla lezione di Albert Ayler e di Don Cherry, pone al centro
del proprio svolgersi la "trasmissione" di un messaggio, di una volontà di mantenere e
ribadire alcuni valori [We did it! We did it!]. Diversamente dai celebrati omaggi allo
stesso Cherry e a Rahsaan Roland Kirk [per leggerne la recensione
clicca qui] - che pure beneficiavano
anch'essi del largo
respiro concesso da due o tre dischi - si avverte una continua tensione a guardare oltre,
ma anche indietro, come quando si entra ad una mostra con tanti bei quadri e la curiosità
spinge di qua e di là, con il rischio di perdere qualche particolare, ma l'emozione della
visione d'insieme.
Il secondo CD permette a Roswell Rudd di riprendere le redini del progetto Numatik
Swing Band che risale al periodo con la Jazz Composer's Orchestra, ma che
anche oggi, a trent'anni di distanza, suona particolarmente fresca e impreziosita dai
tanti begli assoli - ad esempio il susseguirsi dei tromboni nella
irresistibile "Circulation" - in un immaginario ponte tra le generazioni che consente di
donare profondità alla bella scrittura di Rudd.
Concludono il disco due brevi improvvisazioni per orchestra firmate da Cavallanti e da
Giancarlo Schiaffini [che tira fuori l'anima più sperimentale e astratta
dell'universo Nexus] e l'arrangiamento di un brano di Thomas Mapfumo, il musicista
dello Zimbabwe la cui musica e i testi si sono sempre prestati a una lettura molteplice:
così le originarie dediche di "Vahnu Vatema" a Patrice Lumumba e Steve
Biko si attualizzano in quella a Carlo Giuliani, per non dimenticare allora,
per non dimenticare adesso, ma d'altronde tutta la musica dei Nexus è musica per non
dimenticare, nel senso più vasto del concetto. E questo è un valore aggiunto che rende
ancora più speciali questi vent'anni.
E questo disco.
Valutazione: * * * *
Sito della Splasc(h) Records:
www.ijm.it/splasc(H)
Sito di Tiziano Tononi:
www.tizianotononi.com (in fase di allestimento)
questo disco su Jazzos.com
Elenco dei brani:
CD 1 - The Nexus Originals
01. The Nexus (D. Cavallanti) - 12:38
The Blooddrumspirit Suite [02 - 05] (T. Tononi)
02. Continuous Performance - 7:27
03. Transitional Mood/Meter - 6:56
04. New Shades Of Babalù (Ayè) - 20:02
05. Nu Dance For Old Saints - 18:00
06. Minutes (Cavallanti) - 12:29
CD 2 - (New)Matik Swing Band, Free Conductions & Finale
Numatik Swing Band [01 - 05](R.Rudd)
01. Vent - 8:09
02. Breath'A Howard - 6:03
03. Circulation - 9:34
04. Lullaby For Greg - 10:57
05. Aerosphere - 21:22
06. Improvisation For Orchestra #2 (D. Cavallanti) - 3:23
07. Improvisation For Orchestra #3 (G. Schiaffini) - 5:58
08. Vanhu Vatema (T.. Mapfumo, arr. T. Tononi) - 7:46
Musicisti:
Daniele Cavallanti (sax tenore e baritono)
Renato Geremia (flauto, sax alto e soprano)
Riccardo Luppi (sax soprano, alto, tenore, flauto)
Roberto Ottaviano (sax soprano)
Sandro Satta (sax alto)
Achille Succi (sax alto, clarinetto basso)
Piero Ponzo (clarinetto)
Herb Robertson, Luca Calabrese, Riccardo Pittau, Mario Cavallaro (tromba, pocket trumpet)
Luca Bonvini (trombone, slide trumpet)
Roswell Rudd (trombone, euphonium, direzione)
Beppe Caruso, Gianluigi Paganelli (trombone, tuba, conchiglie)
Lauro Rossi, Giancarlo Schiaffini, Michele Benvenuti (trombone)
Brunello Gorla, Cristina Pini, Claudia Lissoni (corno)
Alberto Tacchini (piano)
Roberto Cecchetto (chitarra)
Piero Leveratto, Tito Mangialajo, Giovanni Maier, Paolino Dalla Porta (contrabbasso)
Tiziano Tononi, Jonathan Scully (batteria, percussioni)
Roberta Parsi (voce)