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Recensione: Travelling Somewhere





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Travelling Somewhere
Chris McGregor's Brotherhood of Breath (Cuneiform Records - USA - 2001)


Maurizio Comandini

Travelling

Il pianista bianco Chris McGregor, nato a Umtata, in Sud Africa, il 24 dicembre del 1936, sfidando la complicata situazione razziale sudafricana, cercò di formare, sin dalla fine degli anni cinquanta, formazioni multirazziali nella terra natia.
Praticamente impossibilitato a trovare ingaggi, se non nei posti più malfamati e improbabili, decise di trasferirsi prima in Francia e poi in Inghilterra, portandosi dietro un manipolo di ottimi musicisti, in maggior parte di colore, coi quali aveva formato la band The Blue Notes. Avendo avuto l'incarico di realizzare la musica per un film, tratto da una commedia scritta da un autore nigeriano, decise di aggiungere musicisti inglesi, coi quali nel frattempo aveva fatto amicizia, e in questo modo fondò la Brotherhood of Breath, una delle band più importanti nel jazz più creativo e iconoclasta degli anni settanta.

Gli anni di maggiore fulgore, per questa formazione, furono quelli fra il 1970 e il 1974. In questo periodo la big band poté contare sulla partecipazione del nucleo storico dei musicisti sudafricani trapiantati in Inghilterra e sui migliori musicisti inglesi interessati al jazz creativo e allo stesso tempo contaminato da profumati ritmi esotici.
Due album in studio furono prodotti per l'etichetta Neon, una sub label della RCA. Avendo titoli molto simili (il primo, uscito nel 1971 si chiama semplicemente come il gruppo, il secondo si intitola, ancora più semplicemente, soltanto Brotherhood ed è uscito nel 1972), sono stati spesso confusi uno per l'altro e molti appassionati sono ancora convinti che la big band di McGregor abbia inciso, in quegli anni, un solo album in studio.

A fine gennaio del 1973, la band venne registrata dal vivo in Svizzera. L'etichetta autogestita Ogun, fondata dal bassista sudafricano Henry Miller assieme alla moglie Hazel, pubblicò questa registrazione nel 1974, con il titolo Live at Willisau; la stessa etichetta pubblicò un ulteriore album, Procession, nel 1978, ma lo spirito libero della Brotherhood of Breath dei primi anni settanta non fu più replicato.

L'etichetta statunitense Cuneiform, nel contesto dell'ottimo lavoro di recupero di inediti provenienti dal jazz inglese di quel periodo, è riuscita ad ottenere i diritti per pubblicare un concerto registrato il 19 gennaio del 1973, circa una settimana prima di quello di Willisau, questa volta sotto l'egida di Radio Bremen, una delle radio più alternative e attente alla nuova musica che fiorirono in Europa, in quegli anni così ricchi di fermenti culturali giovanili.
La big band si esibiva al Lila Uele, un noto jazz club di Brema, e presentava la formazione storica praticamente ricalcata su quella dei primi due album in studio.

Dodici musicisti in grandissima forma, pieni di voglia di sperimentazione e allo stesso tempo gioiosamente pronti a danzare sui ritmi circolari di chiara derivazione sud-africana. La registrazione è di ottima qualità sia dal punto di vista tecnico che da quello artistico. La band pare più a suo agio che non nel successivo concerto svizzero, che pure era di ottimo livello. Qui si respira di più quel clima festoso che caratterizzava il primo album in studio e molti temi si sviluppano con quella sorta di sovrapposizione di riff dondolanti che scatenano la verve più divertente ed estroversa dei musicisti, con sommo godimento da parte del pubblico e ora, finalmente, degli ascoltatori di questo ottimo CD.


Valutazione: * * * * ½

Una curiosa discografia (parte in russo, parte in inglese):
www.artrock.msk.ru/enc/b/brotherhood.htm
Sito della Cuneiform Records:
www.cuneiformrecords.com

Elenco dei brani:
01. Mra (Pukwana) - 12:14
02. Restless (McGregor) - 9:48
03. Ismite Is Might (McGregor) - 3:58
04. Kongi's Theme (Soyinka) - 6:44
05. Wood Fire (McGregor) - 13:41
06. The Bride (Pukwana) - 6:26
07. Travelling Somewhere (McGregor) - 7:21
08. Think of Something (Osborne) - 9:54
09. Do It (McGregor) - 9:19

Musicisti:
Mongezi Feza, Harry Beckett, Mark Charig (trombe)
Malcom Griffiths, Nick Evans (trombone)
Dudu Pukwana, Mike Osborne (sax alto)
Gary Windo, Evan Parker (sax tenore)
Chris McGregor (piano)
Harry Miller (contrabbasso)
Louis Moholo (batteria)

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