Enrico Bettinello
Gerry Hemingway sembra avere trovato nel quartetto una formula particolarmente adatta alla piena maturita' musicale,
una combinazione che nella sua "classicita'" offre sia la solidita' che la flessibilita' di cui ha bisogno.
Ovviamente molto dipende dai compagni d'avventura ma il batterista si e' sempre trattato in modo lussuoso: se
nel precedente, bellissimo, Devils' Paradise, accanto al leader e al sax tenore di Ellery Eskelin c'erano
il trombone di Ray Anderson e il contrabbasso di Mark Dresser, in questo nuovo The Whimbler troviamo la
tromba di Herb Robertson e il basso di Mark Helias, vecchio sodale nei BassDrumBone.
Al centro della musica del quartetto c'e' una forte mobilita' espressiva e - con strategie differenti - tutti e
quattro i protagonisti si rivelano essenziali in questa dinamica che attraversa il dualismo tema/improvvisazione per smontarla
da dentro e mostrarne i meccanismi lucenti. Rapidita', intuizione, cambi repentini di atmosfera, pur nella profonda coerenza
della narrazione sonora: sin dall'iniziale "Waitin" i movimenti attorno allo spunto di basso e batteria si sciolgono
in fantasiose traiettorie.
Piu' astratto e' l'incipit di "Rallier", che vira poi improvvisamente in un tema pulsante su cui Eskelin costruisce uno dei
suoi tipici assoli in cui lo spunto tematico si slabbra progressivamente; Helias sceglie il basso elettrico per
la linea funky e vagamente "quartomondista" di "The Current Underneath", mentre la gia' nota "Pumbum" perde qui
il proprio rigore blues per volare sotto le fronde di una interazione quasi telepatica tra gli strumenti.
E' una musica di assoluta intelligibilita', quella di Hemingway, ma che non suona mai prevedibile ne' ammiccante, nemmeno nelle
linee piu' accattivanti come quella della title-track che prelude a un assolto luminoso della tromba. Nella stessa
maniera la bruciante irrequietezza di "Spektiv" - anche qui i due fiati si superano - assume una chiarezza quasi necessaria.
"Curlycue" e' l'episodio piu' lungo del disco e permette alla musica di svilupparsi secondo linee complete e ricche di
intersezioni, sgorgando dal delicato punteggiare del tema per avvitarsi morbidamente attorno a spire solistiche: superba e' la
malinconia con cui Robertson intaglia le proprie frasi, fino alla sovrapposizione con il sax tenore e all'improvviso richiamo
di contrabbasso e batteria che innesca una diversa pulsazione. Splendido!
La rarefatta "In the Distance" spruzza nell'aria goccioline di suono, prima della conclusiva "Kimkwella", danza solare
appena velata dall'incresparsi dell'armonia, a suggello di un lavoro in cui le potenzialita' dei musicisti si fondono con
esemplare equilibrio.
Assai consigliato!
Valutazione: * * * *
Sito di Gerry Hemingway:
www.gerryhemingway.com
Sito della Clean Feed:
www.cleanfeed-records.com
Elenco dei brani:
01. Waitin
02. Rallier
03. The Current Underneath
04. Pumbum
05. The Whimbler
06. Spektiv
07. Curlycue
08. In The Distance
09. Kimkwella
Musicisti:
Gerry Hemingway (batteria)
Herb Robertson (tromba)
Ellery Eskelin (sax tenore)
Mark Helias (contrabbasso, basso elettrico)