Giuseppe Segala
La decisione che spinge un sassofonista a registrare un disco in trio, con contrabbasso e
batteria, e' senz'altro dettata dall'esigenza di esplorare con la massima liberta'
possibile il proprio mondo espressivo. Rollins aveva reso esplicita questa
intenzione, intitolando il suo album in trio Freedom Suite. Ma allora, gli anni
Cinquanta, era ancora un tempo in cui una formazione strumentale di quel tipo, senza il
pianoforte, appariva ardita. Oggi nessuno piu' strabuzza gli occhi davanti a tale scelta.
Eppure nel caso di Greg Osby la cosa balza all'attenzione, perche' mai in
precedenza il sassofonista aveva optato per questo organico essenziale.
E nel disco Osby incornicia questo suo concetto di liberta' tra due pilastri come
Ornette e Dolphy, aprendo Channel Three con Mob Job,
registrato da Coleman nell'86 in Song X, poi successivamente nei due capitoli di
Sound Museum, e chiudendolo con Miss Ann, cavallo di battaglia di Eric
Dolphy. Si tratta allo stesso tempo di un omaggio e di una dichiarazione di intenti, ma
piu' sotto il profilo dell'ispirazione in senso lato che per quanto riguarda l'approccio
stilistico. Infatti da punto di vista Osby resta fedele a se stesso, alla
ricerca che lo ha visto salpare dai lidi dell'associazione M-Base, in cui
rappresentava una polarita' differente ma non contrapposta a Steve Coleman, e che
lo ha fatto approdare nel corso degli ultimi dieci anni a una serie di album decisamente
notevoli.
A proposito di Steve Coleman, si potrebbe ricordare il disco Triplicate,
registrato dal sassofonista nell'88 in trio con Jack DeJohnette e Dave
Holland. I punti di contatto con questo Channel Three ci sono, anche se non
proprio appariscenti, perche' la titolarita' di quell'album era del contrabbassista,
profondamente stimolato dalla collaborazione con Coleman, ma naturalmente legato al
proprio percorso artistico. Certe attenzioni a metriche aperte e sovrapposte, a temi che
si sviluppano in modo asimmetrico sono comunque tuttora comuni al lavoro di Holland e a
quello di Osby, come a quello di Coleman, con direzioni e risultati differenti, ma tutto
sommato complementari.
Nella produzione di Osby, questo album si configura senza dubbio come un momento centrale
del suo lavoro, una focalizzazione che, proprio attraverso la riduzione dell'organico
all'essenziale, arricchisce la pregnanza dei risultati. Fondamentale e' la scelta dei
comprimari: il batterista Jeff "Tain" Watts, che con Osby ha condiviso gli anni di
formazione alla Berklee School of Music di Boston e con lui ha registrato
Art Forum nel '96, e il bassista Matt Brewer, poco piu' che ventenne ma gia'
collaboratore di Osby in varie occasioni concertistiche.
E fin dalle prime note di Mob Job, il trio dimostra una compattezza, un'elasticita'
e un'unita' di intenti di livello elevato. Mentre il sax alto di Osby stira le note in
modo colemaniano, la batteria interagisce giocando attorno al tempo e il contrabbasso
tiene la pulsazione con regolarita' implacabile. Prevale, da parte dei due ritmi, una
sonorita' scura, profonda, ricca di sfumature, che restera' una delle caratteristiche di
tutto l'album. Osby risolve l'interpretazione portandola dalla sua parte, spostando il
canto di Ornette sul piano dello scandaglio a spigoli vivi di accordi e scale. Il secondo
brano, Vertical Hold gia' conduce nella sfera piu' avventurosamente geometrica del
sassofonista, con un tema frammentato e distribuito in uno spazio attraversato da pause e
accenti. Qui si tocca con mano la capacita' di reazione, integrazione e dialogo del trio,
che lavora su tre piani intersecati, creando una dinamica spazialita' densa di stimoli.
Viewer Discretion si sposta su un funky scandito con grande respiro, in cui si
padroneggiano gli equilibri, le traiettorie, i pieni e i vuoti di metri differenti che si
stratificano. Diode Emission e' una ballad sospesa nel vuoto, dove il soprano del
leader si addentra in alcune cadenze solitarie dal lirismo pregnante. E ancora di grande
interesse sono gli altri brani, tra cui Channel Three, che vede Brewer molto
efficace anche al basso elettrico, e Please Stand By, in duetto tra sax e
batteria, dove il solido tempo ternario e' preso e variato in modo magistrale da Watts. Il
bel disco si chiude con il soprano sulle note di Miss Ann, che omaggia Dolphy
catturando e liberando il suo senso dell'avventura e della spinta dinamica.
Valutazione: * * * * *
Sito di Greg Osby:
www.gregosby.com
Sito della Blue Note Records:
www.bluenote.com
Elenco dei brani:
01. Mob Job (Ornette Coleman) - 5:02
02. Vertical Hold - 4:49
03. Viewer Discretion - 5:47
04. Diode Emission - 5:41
05. Fine Tuning -4:13
06. Please Stand By - 5:08
07. Channel Three - 7:21
08. Test Pattern - 4:52
09. Miss Ann (Eric Dolphy) - 3:57
Tutti brani sono di Osby, tranne quelli indicati.
Musicisti:
Greg Osby (sax alto, sax soprano, voce)
Matt Brewer (contrabbasso, voce)
Jeff "Tain" Watts (batteria, percussioni, voce)