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Channel Three
Greg Osby (Blue Note - USA - 2005 - distr. Emi Italia)

Giuseppe Segala

La decisione che spinge un sassofonista a registrare un disco in trio, con contrabbasso e batteria, e' senz'altro dettata dall'esigenza di esplorare con la massima liberta' possibile il proprio mondo espressivo. Rollins aveva reso esplicita questa intenzione, intitolando il suo album in trio Freedom Suite. Ma allora, gli anni Cinquanta, era ancora un tempo in cui una formazione strumentale di quel tipo, senza il pianoforte, appariva ardita. Oggi nessuno piu' strabuzza gli occhi davanti a tale scelta. Eppure nel caso di Greg Osby la cosa balza all'attenzione, perche' mai in precedenza il sassofonista aveva optato per questo organico essenziale.

E nel disco Osby incornicia questo suo concetto di liberta' tra due pilastri come Ornette e Dolphy, aprendo Channel Three con Mob Job, registrato da Coleman nell'86 in Song X, poi successivamente nei due capitoli di Sound Museum, e chiudendolo con Miss Ann, cavallo di battaglia di Eric Dolphy. Si tratta allo stesso tempo di un omaggio e di una dichiarazione di intenti, ma piu' sotto il profilo dell'ispirazione in senso lato che per quanto riguarda l'approccio stilistico. Infatti da punto di vista Osby resta fedele a se stesso, alla ricerca che lo ha visto salpare dai lidi dell'associazione M-Base, in cui rappresentava una polarita' differente ma non contrapposta a Steve Coleman, e che lo ha fatto approdare nel corso degli ultimi dieci anni a una serie di album decisamente notevoli.

A proposito di Steve Coleman, si potrebbe ricordare il disco Triplicate, registrato dal sassofonista nell'88 in trio con Jack DeJohnette e Dave Holland. I punti di contatto con questo Channel Three ci sono, anche se non proprio appariscenti, perche' la titolarita' di quell'album era del contrabbassista, profondamente stimolato dalla collaborazione con Coleman, ma naturalmente legato al proprio percorso artistico. Certe attenzioni a metriche aperte e sovrapposte, a temi che si sviluppano in modo asimmetrico sono comunque tuttora comuni al lavoro di Holland e a quello di Osby, come a quello di Coleman, con direzioni e risultati differenti, ma tutto sommato complementari.

Nella produzione di Osby, questo album si configura senza dubbio come un momento centrale del suo lavoro, una focalizzazione che, proprio attraverso la riduzione dell'organico all'essenziale, arricchisce la pregnanza dei risultati. Fondamentale e' la scelta dei comprimari: il batterista Jeff "Tain" Watts, che con Osby ha condiviso gli anni di formazione alla Berklee School of Music di Boston e con lui ha registrato Art Forum nel '96, e il bassista Matt Brewer, poco piu' che ventenne ma gia' collaboratore di Osby in varie occasioni concertistiche.

E fin dalle prime note di Mob Job, il trio dimostra una compattezza, un'elasticita' e un'unita' di intenti di livello elevato. Mentre il sax alto di Osby stira le note in modo colemaniano, la batteria interagisce giocando attorno al tempo e il contrabbasso tiene la pulsazione con regolarita' implacabile. Prevale, da parte dei due ritmi, una sonorita' scura, profonda, ricca di sfumature, che restera' una delle caratteristiche di tutto l'album. Osby risolve l'interpretazione portandola dalla sua parte, spostando il canto di Ornette sul piano dello scandaglio a spigoli vivi di accordi e scale. Il secondo brano, Vertical Hold gia' conduce nella sfera piu' avventurosamente geometrica del sassofonista, con un tema frammentato e distribuito in uno spazio attraversato da pause e accenti. Qui si tocca con mano la capacita' di reazione, integrazione e dialogo del trio, che lavora su tre piani intersecati, creando una dinamica spazialita' densa di stimoli.

Viewer Discretion si sposta su un funky scandito con grande respiro, in cui si padroneggiano gli equilibri, le traiettorie, i pieni e i vuoti di metri differenti che si stratificano. Diode Emission e' una ballad sospesa nel vuoto, dove il soprano del leader si addentra in alcune cadenze solitarie dal lirismo pregnante. E ancora di grande interesse sono gli altri brani, tra cui Channel Three, che vede Brewer molto efficace anche al basso elettrico, e Please Stand By, in duetto tra sax e batteria, dove il solido tempo ternario e' preso e variato in modo magistrale da Watts. Il bel disco si chiude con il soprano sulle note di Miss Ann, che omaggia Dolphy catturando e liberando il suo senso dell'avventura e della spinta dinamica.

Valutazione: * * * * *

Sito di Greg Osby:
www.gregosby.com
Sito della Blue Note Records:
www.bluenote.com

Elenco dei brani:
01. Mob Job (Ornette Coleman) - 5:02
02. Vertical Hold - 4:49
03. Viewer Discretion - 5:47
04. Diode Emission - 5:41
05. Fine Tuning -4:13
06. Please Stand By - 5:08
07. Channel Three - 7:21
08. Test Pattern - 4:52
09. Miss Ann (Eric Dolphy) - 3:57
Tutti brani sono di Osby, tranne quelli indicati.

Musicisti:
Greg Osby (sax alto, sax soprano, voce)
Matt Brewer (contrabbasso, voce)
Jeff "Tain" Watts (batteria, percussioni, voce)



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