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Sound Pictures for Solo Trumpet
Hugh Ragin (Hopscotch - USA - 2003)

Valerio Prigiotti

Etude, un termine che abbiamo collegato, dal primo ascolto, a «Sound Pictures for Solo Trumpet» di Hugh Ragin.
Gli studi erano brani scritti al fine di esplorare specifiche problematiche strumentali, ma, nelle mani di compositori come Liszt e Chopin, divenivano strumenti preziosi di creatività, confermando la concezione di Boulez secondo la quale porre vincoli alla fantasia è il miglior modo per stimolare risposte inedite e avvincenti.

È quanto fa Ragin proponendo quindici brani che lo vedono alle prese con tutte le tematiche contemporanee della tromba. Il linguaggio è in prevalenza di matrice europea, ma non mancano riferimenti al jazz, spesso non apparenti: per Ragin esiste un margine di estemporaneità - che possiamo solo immaginare, in mancanza degli spartiti - ma riteniamo di sentire nella disponibilità all'imprevisto, palese anche nei brani più strutturati.

In questo lavoro Ragin affronta la sfida a uno strumento che fatica a imporsi nella dimensione solitaria, senza ricorrere in modo esteso all'elettronica. Lo fa nell'iniziale For the Joy of Sound Space and Music, dove veloci segmenti melodici si sovrappongono, con un impiego di eco e riverbero che porta nel Duemila l'antica tecnica dell'hoquetus (voci sovrapposte con un effetto a singhiozzo tipico della polifonia medioevale parigina).

Segue una ballad semplice, Parisian Sunrise tutta giocata sul timbro naturale dello strumento, esplorato nel registro grave e medio, con un leggero vibrato e un ripetersi cullante della melodia.

La tematica dell'etude si pone in particolare evidenza con le Rhythm Units #1 to #9, nove composizioni di Wadada Leo Smith, ciascuna delle quali sviluppa sintetiche cellule, caratterizzate nel ritmo, nella scelta degli intervalli (spesso assai ampi e impegnativi) o nell'inserimento di giochi timbrici, come il growl della #5.

La parte finale è costituita da tre brani, dedicati a Miles Davis, Niccolò Paganini e Anthony Braxton. Da ciascuno Ragin trae una caratteristica saliente, che diviene il nucleo della composizione: Ballad for Miles sfrutta il timbro della sordina harmon e lascia che ogni frase, di sapore blues, si franga nel gioco di specchi dell'eco; Perpetual Motion è uno scherzo veloce sul famoso tema paganiniano, con alternanza di un veloce staccato barocco a interludi che rivedono in modo giocoso l'arte della variazione, così legata a Paganini, ma anche al primo virtuosismo per cornetta ottocentesco. Braxton Dues si muove lenta e sospesa, fra acuti straniati, gravi staccati in modo brusco, veloci esplorazioni di tutta l'estensione dello strumento: un'evidente richiamo a lavori come «For Alto».

Infine Emergency Exit, con i suoi loop minimalisti a sostenere una bruciante improvvisazione free che conferma l'inventiva e la padronanza tecnica di Ragin.

«Sound Pictures for Solo Trumpet» può apparire un disco difficile e in parte lo è.
Meno di quanto si pensi, però: la ricerca di Ragin non si priva mai della volontà di comunicare emozioni all'ascoltatore.

Valutazione: * * * * *

Sito della Hopscotch Records:
www.hopscotchrecords.com

Elenco dei brani:
01. For the Joy of Sound Space & Music (Hugh Ragin) - 10:33
02. Parisian Sunrise (HR) - 4:55
Rhythm Units #1 to #9 (Wadada Leo Smith):
03. #1 - 2:17
04. #2 - 2:08
05. #3 - 4:16
06. #4 - 2:35
07. #5 - 4:38
08. #6 - 5:26
09. #7 - 3:47
10. #8 - 3:32
11. #9 - 3:10
12. Ballad for Miles (HR) - 4:27
13. Perpetual Motion (Niccolò Paganini) - 2:03
14. Braxton Dues (HR) - 4 :31
15. Emergency Exit (HR) - 2:04

Musicisti:
Hugh Ragin (tromba; elettronica)



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