Valerio Prigiotti
Etude, un termine che abbiamo collegato, dal primo ascolto, a «Sound Pictures
for Solo Trumpet» di Hugh Ragin.
Gli studi erano brani scritti al fine di esplorare specifiche problematiche
strumentali, ma, nelle mani di compositori come Liszt e Chopin, divenivano
strumenti preziosi di creatività, confermando la concezione di Boulez secondo la
quale porre vincoli alla fantasia è il miglior modo per stimolare risposte inedite e
avvincenti.
È quanto fa Ragin proponendo quindici brani che lo vedono alle prese con tutte le
tematiche contemporanee della tromba. Il linguaggio è in prevalenza di matrice europea,
ma non mancano riferimenti al jazz, spesso non apparenti: per Ragin esiste un margine di
estemporaneità - che possiamo solo immaginare, in mancanza degli spartiti - ma riteniamo
di sentire nella disponibilità all'imprevisto, palese anche nei brani più strutturati.
In questo lavoro Ragin affronta la sfida a uno strumento che fatica a imporsi nella
dimensione solitaria, senza ricorrere in modo esteso all'elettronica. Lo fa nell'iniziale
For the Joy of Sound Space and Music, dove veloci segmenti melodici si
sovrappongono, con un impiego di eco e riverbero che porta nel Duemila l'antica tecnica
dell'hoquetus (voci sovrapposte con un effetto a singhiozzo tipico della polifonia
medioevale parigina).
Segue una ballad semplice, Parisian Sunrise tutta giocata sul timbro naturale
dello strumento, esplorato nel registro grave e medio, con un leggero vibrato e un
ripetersi cullante della melodia.
La tematica dell'etude si pone in particolare evidenza con le Rhythm Units #1
to #9, nove composizioni di Wadada Leo Smith, ciascuna delle quali sviluppa
sintetiche cellule, caratterizzate nel ritmo, nella scelta degli intervalli (spesso assai
ampi e impegnativi) o nell'inserimento di giochi timbrici, come il growl della
#5.
La parte finale è costituita da tre brani, dedicati a Miles Davis, Niccolò
Paganini e Anthony Braxton. Da ciascuno Ragin trae una caratteristica
saliente, che diviene il nucleo della composizione: Ballad for Miles sfrutta il
timbro della sordina harmon e lascia che ogni frase, di sapore blues, si franga
nel gioco di specchi dell'eco; Perpetual Motion è uno scherzo veloce sul famoso
tema paganiniano, con alternanza di un veloce staccato barocco a interludi che rivedono
in modo giocoso l'arte della variazione, così legata a Paganini, ma anche al primo
virtuosismo per cornetta ottocentesco. Braxton Dues si muove lenta e sospesa, fra
acuti straniati, gravi staccati in modo brusco, veloci esplorazioni di tutta l'estensione
dello strumento: un'evidente richiamo a lavori come «For Alto».
Infine Emergency Exit, con i suoi loop minimalisti a sostenere una bruciante
improvvisazione free che conferma l'inventiva e la padronanza tecnica di Ragin.
«Sound Pictures for Solo Trumpet» può apparire un disco difficile e in parte lo è.
Meno di quanto si pensi, però: la ricerca di Ragin non si priva mai della volontà di
comunicare emozioni all'ascoltatore.
Valutazione: * * * * *
Sito della Hopscotch Records:
www.hopscotchrecords.com
Elenco dei brani:
01. For the Joy of Sound Space & Music (Hugh Ragin) - 10:33
02. Parisian Sunrise (HR) - 4:55
Rhythm Units #1 to #9 (Wadada Leo Smith):
03. #1 - 2:17
04. #2 - 2:08
05. #3 - 4:16
06. #4 - 2:35
07. #5 - 4:38
08. #6 - 5:26
09. #7 - 3:47
10. #8 - 3:32
11. #9 - 3:10
12. Ballad for Miles (HR) - 4:27
13. Perpetual Motion (Niccolò Paganini) - 2:03
14. Braxton Dues (HR) - 4 :31
15. Emergency Exit (HR) - 2:04
Musicisti:
Hugh Ragin (tromba; elettronica)