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Monkey Mind Control
Jay Roulston (Conduit Records - USA - 2003)

Andrea Bruno

Negli ultimi anni alcune tra le menti migliori del panorama jazzistico statunitense stanno mettendo al centro del loro lavoro, pių o meno programmaticamente, il rapporto tra jazz e le tendenze pių avanzate del rock e della musica elettronica. Ovviamente č una qeustione assai complessa, affrontato, da artisti differenti come Matthew Shipp, Dave Douglas, David Binney, Uri Caine, Jim Black, con premesse e fini estetici diversi, ma tuttavia con la volontā di aggiornare i termini di un rapporto che non puō e non puō fermarsi alle ardite e profetiche escursioni davisiane tra i '60 e i '70, ma che deve evolversi seguendo le linee di sviluppo che musica afro-americana e rock (inteso nell'accezione pių ampia possibile) stanno seguendo oggi.

Questa lunga premessa ha lo scopo d'introdurre l'esordio discografico di Jay Roulston, pubblicato dalla neonata Conduit Records, un'opera nella quale si percepiscono vivi e palpitanti gli stimoli provenienti da un appetito musicale onnivoro, saziato dal noise rock come dalle produzioni ECM, da Richard James (aka Aphex Twin) come dal voodoo di Miles, dai Radiohead come da certa avanguardia radicale. Questo eclettico, ma ben dosato, mix č il punto di partenza per un progetto in cui l'intesa fra i musicisti contribuisce alla definizione di una poetica personale e fresca, ed in cui la prassi improvvisativa e jazzistica rimane comunque centrale.

La tromba del leader colpisce per il suo lirismo: a tratti apollineo e rarefatto, quasi dixoniano, soprattutto quando fa ricorso a manipolazioni del suono, spesso incline ad un canto aperto e malinconico, che ci ricorda l'Enrico Rava pių creativo, quello della metā anni '70 per intenderci. Come il trombettista triestino, anche Roulston sceglie di lavorare con un chitarrista come partner privilegiato, nello specifico Beck Henderer-Peņa (fondatore dell'etichetta di Seattle), un vero "sabotatore" sonoro, che fa largo uso di effetti, delay e riverberi, che servono ad espandere la palette sonora, assicurando nel contempo una cangiante e caleidoscopica base armonica. Il basso elettrico di Geoff Harper e la batteria di Byron Vannoy forniscono una base ritmica ora pulsante ed ipnotica, ora mossa e frastagliata, sempre pronti ad assecondare le virate dei due solisti.

L'intero album č piuttosto omogeneo a livello di atmosfere, pervase da un impalpabile spleen (forse influenzato dal clima piovoso di Seattle, la cittā in cui opera il quartetto), anche se le strategie compositive ed improvvisative sono quanto mai variegate. Si passa infatti da un brano come l'iniziale "Cobra Command", nel quale su di uno scuro, magnetico, riff di basso e sulle spezzate scansioni breakbeat della batteria si spandono gli abbaglianti grumi cromatici di tromba e chitarra, ad una vera e propria "canzone" in forma di ballad come "Drift", dominata dal sicuro approccio melodico di Roulston.

Alcuni brevi intermezzi, scoppiettanti o spacey, incorniciano i brani pių lunghi, in cui i quattro hanno modo di esplorare a fondo strutture e colori: "For Tom", in cui un'estatica e struggente intro lascia presto spazio ad un incalzante ritmo funk rock; "Trilogy", che colpisce per la varietā di climi esplorati, ora corroborati dalla "grattugia" di Henderer-Peņa, ora sublimati dalla trasognata, acida poesia del leader; "Four Point Landing", pių diretta ed estroversa, in cui il quartetto fa brillare le proprie doti di interplay; ed infine la meditativa "Cycles of Life", nella quale, sulle schegge elettriche del chitarrista, si posano le stranianti, lontane note della tromba.

Vorremmo sbagliarci, ma difficilmente Monkey Mind Control attirerā l'attenzione della maggior parte degli addetti ai lavori. La sua natura ibrida e la produzione indipendente rischiano di farlo passare inascoltato. Concedetegli una chance, perché rappresenta uno degli esordi pių interessanti degli ultimi tempi.

Valutazione: * * * *

Sito della Conduit Records:
www.conduitrecords.com

Elenco dei brani:
01. Cobra Command (Harper/Henderer-Peņa/Roulston/Vannoy) - 5:36
02. Four Point Landing (Roulston) - 8:15
03. Cycles of Life (Roulston) - 7:48
04. Drift (Roulston) - 6:01
05. Moth(u)S (Harper/Henderer-Peņa/Roulston/Vannoy) - 1:19
06. I'm Gonna Get My Keys (Harper/Henderer-Peņa/Roulston/Vannoy) - 0:58
07. For Tom (Roulston) - 10:28
08. Big Spaceship, Sharpening Coins (Harper/Henderer-Peņa/Roulston/Vannoy) - 3:24
09. Apparition (Harper/Henderer-Peņa/Roulston/Vannoy) - 2:52
10. Trilogy (Roulston) - 5:36
11. Trilogy, Pts. 2-3 (Roulston) - 8:52

Musicisti:
Jay Roulston (tromba)
Beck Henderer-Peņa (chitarra)
Geoff Harper (basso elettrico)
Byron Vannoy (batteria)




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