Enrico Bettinello
Si sta discutendo molto su questo doppio disco d'esordio del cantautore nero Cody
ChesnuTT: c'è chi ha gridato al capolavoro e chi invece ha piuttosto puntato il dito
su una certa enfatica presunzione artistica e sul fatto che i dischi contengono materiale
di valore alquanto diseguale.
Cerchiamo di fare un po' d'ordine su questo The Headphone Masterpiece, uscito negli
States qualche tempo fa, ma ora alla ribalta anche nel nostro paese grazie alla avvenuta
distribuzione e al grande successo che sta avendo il singolo "The Seed 2.0" dei
Roots, brano di e con il nostro Cody [lo si trova anche qui, nella sua versione
originale].
In realtà i detrattori del lavoro in questione sembrano avere diverse fette di ragione:
se si concentravano i pezzi migliori in un solo CD la cosa avrebbe girato egregiamente,
la misoginia di alcuni testi è abbastanza grossolana [nonostante le "giustificazioni"
socio-personali che sono emerse da alcune interviste], la produzione "casalinga" non
sempre funziona al meglio...
Eppure...
Eppure il primo giorno che ho infilato nel lettore i due dischi di The Headphone
Masterpiece, ho ripetuto il gesto diverse volte: questo strano mix di rock,
cantautorato, elettronica domestica, Prince, Ben Harper, Marvin
Gaye, soul, funk, Beck, sbruffonerie e intimità a bassa fedeltà,
questo strano mix ha un fascino strano e indescrivibile.
È come affacciarsi alla finestra di un'officina e cogliere la poesia - artigianale se si
vuole, a tratti leggermente autocompiaciuta - di questi "lavori in corso", di questa
urgenza di essere dentro la musica, di questo ragazzo che parla con enfasi di famiglia,
di sesso [consiglio di riflettere bene sul testo di "The Seed" prima di canticchiarla
allegramente a qualche bigotta parente di lingua inglese!] con una voce che è nulla in
confronto alle grandi voci nere, eppure... funziona.
Tra i brani più coinvolgenti, oltre a "The Seed" troviamo il bel singolo "Look Good in
Leather", due perle assolute come "Michelle" e "My Women, My Guitars", il soul
di "When I Find Time", ma in realtà è l'ascolto complessivo di tutto il lavoro - anche e
soprattutto con i suoi episodi meno convincenti - che sa rendere perfettamente un
percorso di rara intensità.
Non so che Cody Chesnutt troveremo quando si tratterà di sfornare un secondo disco, un
Cody che gira il Festivalbar con i Roots [beh, per essere una kermesse
da "sole/cuore/amore", niente male...], che non potrà forse più permettersi di aprirci la
sua casa, il suo cuore, le sue piccole, grandi manie musicali, il suo animo da Lenny
Kravitz con molto più talento e molti meno soldi, la sua musica spesso meravigliosa...
Per questo accontentiamoci di un disco speciale come The Headphone Masterpiece, con
tutti i suoi piccoli difetti e i suoi a tratti inspiegabili, ipnotici, pregi.
Valutazione: * * * *
Sito di Cody ChesnuTT:
www.codychesnutt.com
Elenco dei brani:
CD 1
01. Magic In A Mortal Minute
02. With Me In Mind
03. Upstarts In A Blowout
04. Boylife In America
05. Bitch, I'm Broke
06. Serve This Royalty
07. The Seed
08. Enough Of Nothing
09. Setting The System
10. The Most Beautiful Shame
11. Smoke & Love
12. Michelle
13. No One Will
14. Batman vs. Blackman
15. Up The Treehouse
16. Can't Get No Betta'
17. She's Still Here
18. Can We Teach
19. The World Is Comin'
20. Brother With An Ego
21. War Between The Sexes
22. The Make Up
23. Out Of Nowhere
CD 2
01. Family On Blast
02. My Woman, My Guitars
03. Somebody's Parents
04. When I Find Time
05. Eric Burdon
06. Juicin' The Dark
07. Five On A Joyride
08. Daylight
09. So Much Beauty In The Subconcious
10. Daddy's Baby
11. If We Don't Disagree
12. Look Good In Leather
13. Six Seconds