Quantcast

jazz Padova Porsche Jazz Festival 2006
  ricerca avanzata
    Newsletter  
  bookmark - aggiornamento periodico contattaci - per i redattori  





SITE PARTNERS
All About Jazz: US
Francia: Citizen jazz


Invoke
Arto Lindsay (Righteous Babe Records - USA - 2002)

Maurizio Comandini

Il chitarrista americano cresciuto in Brasile Arto Lindsay continua nella suo opera di dolce destrutturazione di quella strana musica profumata di avanguardia, di scratching e di bossa nova sulla quale si č concentrato in questi ultimi anni.

Sono con lui il fido Melvin Gibbs al basso elettrico e una vasta selezione di musicisti americani e brasiliani che si alternano con ottimi risultati, impegnati a fornire una sorta di magico tappeto minimalista sulla cui trama pienamente esposta lo stralunato leader inserisce la sua voce fascinosamente sgraziata, vagamente stonata, ma deliziosa e accattivante.

E qua e lą arrivano le fasce sonore della sua chitarra improbabile, suonata senza alcun rispetto per le regole insite nello strumento, almeno quelle che ci sono note.

Come ben noto, sin dalla sua militanza nei Lounge Lizards degli inizi e nei corrosivi Dna, questo artista ha fatto delle proprie incapacitą tecniche la sua arma migliore e si č ben guardato dal modificare questo coraggioso assunto.

Le sue astute arti produttive gli fanno scegliere compagni di strada che hanno sempre un approccio fresco, innovativo, mai scontato e la miscela funziona ad ogni puntata, quasi come per magia. Per esempio č assolutamente irrituale l'uso che viene fatto, nel brano "Ultra Privileged", dei clarinetti di Bob Malach: con alcune sovraincisioni si crea una sorta di ostinato che, ben fondendosi con le sonoritą delle tastiere, fa da trama all'arrangiamento (opera di Stephen Barber) impegnato a spingere lo scenario verso improbabili soluzioni fiatistiche alla Glenn Miller. La cosa si ripete con "Delegada", anche se stavolta il riferimento sembra essere piuttosto Nino Rota.

Il suono profondo del basso di Gibbs č un po' il filo conduttore attorno al quale si stratificano i suoni degli altri musicisti, quasi fossero layers di Photoshop che impreziosiscono una bella illustrazione di base, molto raffinata, decisamente poco densa di segni e per questo ben portata ad essere impreziosita da altri labili segni.

Nei due ultimi brani compare anche lo stregone Vinicius Cantuįria, che collabora sia in sede compositiva, firmando il brano "Unseen" assieme al leader, sia in sede esecutiva, con la sua chitarra e altri effetti fatti in casa. Questo sodalizio si ripete spesso dal vivo, quando il chitarrista č ospite della band di Arto, come nel corso del tour italiano della scorsa estate e di numerosi concerti in giro per il mondo.

I brani sono tutti firmati da Arto Lindsay che si avvale della collaborazione di molti coautori, fra i quali spiccano Melvin Gibbs, la cantante Marisa Monte (per la quale Lindsay ha produtto tutti gli album, eccetto il primo), il tastierista Andres Levin e il chitarrista Davi Moraes. Fa eccezione il brano conclusivo, "Beija-Me", una delizioso composizione degli anni quaranta, tratta dal repertorio brasiliano, una chiusura profumata di tradizione vera, dopo che tutto il resto dell'album si era inventato una tradizione tutta sua.

Anche stavolta il lunare e lunatico Arto Lindsay ci regala un opera ammaliante, pericolosa nella sua apparente semplicitą (attenzione, dą assuefazione). Il suo canto sbilenco ma meravigliosamente espressivo č la dimostrazione di quanto la tecnica sia spesso solo una coperta dietro la quale si nascondono le lacune sulle cose da raccontare. Direttamente ai primi posti della hit parade dell'anno.

Valutazione: * * * * *

Sito di Arto Lindsay:
www.artolindsay.com
Sito della Righteous Babe Records:
www.righteousbabe.com

Elenco dei brani:
01. Illuminated (Gibbs/Levin/Lindsay) - 3:39
02. Predigo (Gibbs/Lindsay/Zumbi) - 3:47
03. Ultra Privileged (Levin/Lindsay) - 4:29
04. Over/Run (Levin/Lindsay) - 4:32
05. Invoke (Gibbs/Lindsay) - 4:26
06. You Decide (Ceppas/Kassin/Lindsay/Moraes) - 4:25
07. In the City That Reads (Bear/Deaken/Geologist/Lindsay/Tare) - 3:31
08. Delegada (Lindsay/Mendes/Monte) - 3:06
09. Uma (Lindsay/Santana) - 3:24
10. Clemency (Gibbs/Lindsay/Moraes) - 3:40
11. Unseen (Cantuįria/Lindsay) - 3:58
12. Beija-Me (Martins/Rossi) - 2:21

Musicisti:
Arto Lindsay (voce; chitarra)
Melvin Gibbs (basso; chitarra; tastiere)
Andres Levin (tastiere; chitarra; loops)
Bob Malach (clarinetti)
Stephen Barber (tastiere; chitarra)
Sandy Park (violino)
Peter Scherer (tastiere)
Mark Batson (tastiere)
Dengue (basso)
Vinicius Cantuįria (chitarra)
Davi Moraes (chitarre; batteria)
Skoota Warner (batteria)
e altri




Padova Porsche Jazz Festival 2006
home   -   bookmark   -   per i redattori   -   contattaci
© 2006 Tutti i diritti su articoli, foto e disegni sono riservati Privacy