Enrico Bettinello
Spunta dagli archivi del terzo canale della BBC - in una interessante serie che si sta
progressivamente ampliando e che comprende, tra gli altri, concerti di Gil Evans [per leggere la recensione di 75th
Birthday Concert clicca qui] e
Art Blakey - la registrazione di un bel concerto del gruppo Nu di Don
Cherry. per una rapida collocazione cronologica diremo che siamo pochi anni prima di
Art Deco e Multikulti e soprattutto quest'ultimo potrebbe essere il termine
di paragone più prossimo alle atmosfere del disco.
In realtà il gruppo Nu convogliava un po' tutte le esperienze dellcultimo decennio del
trombettista, coinvolgendo il percussionista brasiliano Nana Vasconcelos [suo
compagno nel gruppo Codona], un sodale di sempre come Ed Blackwell, il
basso di Mark Helias e Carlos Ward a sassofono e flauto [poi coinvolto in
Multikulti], tutti in splendida forma all'appuntamento con il festival di
Bracknell.
L'apertura è per un lungo brano a firma di Ward, costruito sopra un
lungo pedale di basso e batteria, che consente una serie di avventure solistiche di
largo respiro le quali mettono in particolare risalto l'intreccio ritmico tra batteria e
percussioni e su cui Cherry piega il suono passando da toni aspri a momenti di lirismo
quasi davisiano.
Un paio di - poco conosciuti - temi di Ornette Coleman sono il doveroso omaggio
all'amico e sodale musicale, anche se chiaramente l'approccio strumentale di Carlos Ward
non sembra il più adatto a ricreare alcune angolosità tipiche della musica di Coleman.
Sull'asse Cherry/Blackwell si giocano però alcune sottigliezze e rimandi al vecchio
quartetto che non possono lasciare indifferenti, soprattutto per la tensione e il "tiro"
che riescono a creare pur con grande asciuttezza.
Sempre di Ward sono anche la pensierosa "Foolish Heart" [in cui Mark Helias si ritaglia
un intenso monologo] e "Untitled", mentre di Helias è "Limbo" e Vasconcelos contribuisce
con "O berimbau", caratterizzata dalla sua voce e dallo strumento omonimo, brani questi
ultimi che proietttano chiaramente l'universo di Don Cherry verso quei concetti di
apertura e di sintesi di fonti musicali disparate (anche geograficamente) che la sua
sensibilità riuscirà a dotare di una forza espressiva unica e non confondibile con le
tentazioni "terzomondiste".
Il booklet indica "Mopti" come brano finale - qui Cherry è impegnato anche al
piano - e così la considerano sia l'estensore delle note che qualche prestigioso
recensore internazionale (probabilmente distratti al momento dell'ascolto), ma non mi
sembra possano esserci dubbi che il brano in questione sia in realtà "Guinea",
dall'andamento ritmico vagamente simile, ma davvero difficile da confondere se si ha un
minimo di familiarità con i temi del trombettista.
In definitiva un bel documento, con un Cherry in grande forma e al centro di energie
musicali che piovono da diverse zone del suo mondo sonoro, quindi perfettamente a suo
agio nel ruolo di catalizzatore di un jazz che si apre al mondo come la disarmante
semplicità del suo sorriso.
Valutazione: * * * *
Sito della BBC Legends:
www.bbcshop.com
Elenco dei brani:
01. Lito (Ward) - 23:29
02. Chopin Chopeen (Coleman) - 9:01
03. Foolish Heart (Ward) - 6:58
04. Traffic (Coleman) - 6:39
05. O Berimbau (Vasconcelos) - 4:35
06. Untitled (Ward) - 11:20
07. Limbo (Helias) - 8:37
08. Mopti (Cherry) - 5:00
Musicisti:
Don Cherry (pocket trumpet, piano, voce, doussn'gouni)
Carlos Ward (sax alto, flauto)
Mark Helias (contrabbasso)
Ed Blackwell (batteria)
Nana Vasconcelos (percussioni, berimbau, voce)