Andrea Bruno
Il bassista e bandleader William Parker, che nei mesi scorsi ha
incantato le platee italiane con una serie di concerti in quartetto memorabili per
intensita' e passione, ha un'innata propensione a suonare nei contesti e nelle situazioni
piu' disparate, pronto a interagire con musicisti di comprovata fedelta' come a scoprire,
mettendosi al loro fianco con umilta' , nomi nuovi del panorama jazzistico contemporaneo.
E' questo il caso di Luc's Lantern, una produzione Thirsty Ear, in cui il
mastodontico Parker incontra la pianista giapponese Eri Yamamoto e il
batterista Michael Thompson, entrambi alla prima esperienza accanto ad un
musicista di alto livello.
Date queste premesse, puo' risultare scontato dire che il disco e' dominato dalla figura del
bassista di Brooklyn, autore tra l'altro di tutte le composizioni. Il suono
possente e profondo del suo strumento, le sue linee lunghe e in continua evoluzione, i
suoi riff scolpiti, costituiscono il vero perno attorno a cui i brani vengono costruiti,
lo scheletro essenziale su cui si innestano le improvvisazioni dei suoi compagni. E' il
suo contrabbasso a dettare gli sviluppi musicali, tenendo per mano i due
partner attraverso gli impervie ritmi, armonie e melodie dei brani.
I climi emotivi del CD si mantengono piuttosto lontani dai furori e dall'esplosiva
intensita' di tante produzioni parkeriane. Sia la Yamamoto che
Thompson paiono entrambi musicisti pacati, che tendono a seguire le direttrici del
leader, piu' che ad opporsi creativamente ad esse, privilegiando un
interplay discreto e soffuso. La pianista giapponese privilegia accordi leggeri,
escursioni controllate della mano destra, piu' pronta a sottolineare l'impassibile quanto
imprevedibile incedere del contrabbasso che a creare un discorso proprio, mentre
la batteria scandisce, soffice ed elastica, il tempo.
Solo in rare occasioni, nella title-track e in "Mourning Sunset", il trio sembra
muoversi a briglia sciolta, con maggior impeto e prontezza nella continua ricerca di un
equilibrio tra spinta individuale e interesse collettivo che sta alla base delle musiche
improvvisate.
Sia chiaro che l'album (breve con i suoi 46 minuti) scorre via in grande piacevolezza. Si
passa da ballads in cui la Yamamoto sembra vicina ad una certa cantabilita'
jarrettiana, "Song for Tyler", ad altre piu' sofferte come "Charcoal Flower"
(illuminata dall'archetto del leader); dagli omaggi a Jaki Byard, dallo
swing ineffabile, e a Bud Powell, agile e scattante, a festosi country
blues come "Phoenix".
Tuttavia stupisce un po' ascoltare un Parker inserito in un contesto cosi' quieto e
trattenuto, in cui tutte le componenti distintive della sua musica (l'energia
dirompente, la concentrazione estatica, lo slancio liberatorio) sono presenti in misura ridotta. Il
bassista riesce a dare il meglio di se' quando affianca musicisti con i
quali condivide profondamente tali valori, riuscendo a tradurli magicamente in
espressioni musicali che, al di la' delle sigle free-mainstream-
avanguardia-bop, sono esaltanti e toccanti, ricche di storia, ma con lo
sguardo proiettato all'oggi e al domani.
Sono quindi gli standard artistici elevatissimi ai quali ormai da molti anni
Parker ci ha abituato, a condizionarsi nella considerazione di Luc's
Lantern, il quale ha l'unico difetto di essere solo un bel disco...
Valutazione: * * *
Sito di William Parker:
www.williamparkermusic.net
Sito della Thirsty Ear:
www.leorecords.com
Elenco dei brani:
01. Adena (Parker) - 5:12
02. Song for Tyler (Parker) - 4:17
03. Mourning Sunset (Parker) - 7:08
04. Evening Star Song (Parker) - 3:32
05. Luc's Lantern (Parker) - 6:32
06. Jaki (Parker) - 4:17
07. Bud in Alphaville (Parker) - 3:34
08. Charcoal Flower (Parker) - 5:13
09. Phoenix (Parker) - 5:27
10. Candlesticks on the Lake (Parker) - 1:20
Musicisti:
Eri Yamamoto: piano
Michael Thompson: batteria
William Parker: contrabbasso