Quantcast

jazz Padova Porsche Jazz Festival 2006
  ricerca avanzata
    Newsletter  
  bookmark - aggiornamento periodico contattaci - per i redattori  





SITE PARTNERS
All About Jazz: US
Francia: Citizen jazz


St. Louis Shoes
Greg Osby (Blue Note Records - USA - 2003 - distr. EMI Italia)


Luca Conti

border=1

All'undicesimo disco da leader per la Blue Note (dodici, a voler contare Friendly Fire, l'album del 1999 assieme a Joe Lovano) Greg Osby spiazza ancora una volta tutti e propone un lavoro dall'apparenza ben più mainstream del solito. Tale impostazione sembrerebbe confermata anche dai collaboratori di Osby, un gruppo nuovo di zecca che affianca musicisti di grande esperienza come il contrabbassista Robert Hurst, giovani e già affermati virtuosi come il trombettista Nicholas Payton, un batterista altrettanto giovane e assai considerato come Rodney Green e un ventunenne, Harold O'Neal, che gente come Bobby Watson ritiene uno dei pianisti più promettenti in circolazione.

Impressione, sulla carta, confermata anche dal repertorio: brani celeberrimi di Duke Ellington, di Parker e Gillespie, di Monk, cavalli di battaglia d'ogni tempo ed epoca jazzistica come "Summertime" e "St. Louis Blues", lo stravagante recupero di uno dei primi successi di Gerry Mulligan ("Bernie's Tune") e due escursioni nel repertorio contemporaneo: un brano di Cassandra Wilson e un montaggio di due tra i più riusciti pezzi di Jack DeJohnette.

Ciò detto, chi era già pronto a gustarsi un rilassante e poco impegnativo album da dopocena rischia grosso. La rilettura di quella che Osby chiama "musica altrui" (OPM, Other People's Music) è tutto fuor che disimpegnata o, peggio burocratica. I brani sono tutti quanti sottoposti a un intenso lavoro di ripensamento e di rielaborazione, con scelte anche abbastanza radicali, come ad esempio l'atmosfera da M-Base che serpeggia sotterranea per diversi brani ("Shaw Nuff", "Summertime"). A volte ("Bernie's Tune") il riferimento più diretto per Osby sembra essere nientemeno che Oliver Lake, con la tromba pungente di Nicholas Payton che ricorda, e non poco, le sonorità di un Baikida Carroll.

Payton è, in effetti, una delle sorprese di questo album: un artista poliedrico e versatile ma, allo stesso tempo, personale: tutto ciò, insomma, che di rado è parso essere nelle sue incisioni da leader per la Verve. Vedremo le sue prossime mosse, ma la sensazione di star assistendo alla definitiva maturazione di un grande talento c'è tutta. Talento che anche il giovane O'Neal possiede a dismisura, e che non manca di far notare in parecchie occasioni, come testimonia la scintillante performance in "Light Blue" e la disinvoltura con la quale si muove attraverso i complessi arrangiamenti di Osby. La scuola è quella - non certo accomodante - di Andrew Hill, e si sente; la tecnica è brillante, la facilità ritmica altrettanto.

Un disco eccellente, in sintesi, in cui Osby dà ancora una volta conferma di grande intelligenza, anche su un terreno pieno di agguati e insidie come quello della rilettura. Ci piacerebbe che questo gruppo potesse diventare una working band: ha in sé potenzialità straordinarie, che l'ascolto di St Louis Shoes lascia più che intuire.

Valutazione: * * * * ½

Sito di Greg Osby:
www.gregosby.com
Sito della Blue Note:
www.bluenote.com

Elenco dei brani:
01. East St. Louis Toodle-oo (Ellington-Miley) 5:59
02. Shaw Nuff (Parker-Gillespie) 6:00
03. Light Blue (Monk) 6:51
04. Whirlwind Soldier (Cassandra Wilson) 5:33
05. Summertime (Gershwin-Heyward) 5:03
06. Milton On Ebony (DeJohnette) 5:55
07. The Single Petal Of A Rose (Ellington) 6:37
08. Bernie's Tune (Bernie Miller) 2:30
09. St. Louis Blues (W.C.Handy) 7:57

Musicisti:
Greg Osby (sax contralto)
Nicholas Payton (tromba, flicorno)
Harold O'Neal (piano)
Robert Hurst (contrabbasso)
Rodney Green (batteria)

Padova Porsche Jazz Festival 2006
home   -   bookmark   -   per i redattori   -   contattaci
© 2006 Tutti i diritti su articoli, foto e disegni sono riservati Privacy