Enrico Bettinello
Tra le osservazioni che più di frequente si incontrano quando si sente
parlare della attuale scena impro-jazz c'è quella che molte proposte sembrano sfuggire ad
ogni intento definitorio [e beate loro, diciamo noi!], che gli artisti si sono dispersi
in mille rivoli stilistici, che la naturale attitudine alla sintesi della materia
jazzistica si ricicla come pezza giustificativa di qualsiasi "innesto" sonoro,
indipendentemente dalla sua pertinenza.
Volendo osservare la questione con un po' più di apertura, sembra piuttosto
assumere una certa importanza e centralità il fatto che gli artisti più giovani e
creativi, non solo hanno portato avanti interessi musicali paralleli al jazz [in qualche
caso sostituendolo], ma hanno anche una naturale propensione a reagire agli stimoli di
ogni natura, propensione facilitata dal fatto di operare in un'epoca di pressochè totale
reperibilità e accesso a qualsivoglia fonte sonora.
La cosa si nota anche nel caso di una formula tutt'altro che originale quale il
trio sax-basso-batteria, ma dentro alla cui musica gli Spaceways Inc. -
rispettivamente Ken Vandermark, Nate McBride e Hamid Drake -
riversano tutta una serie di riferimenti [e talvolta relative dediche in questo
nuovo Version Soul], come già avevano fatto in passato, quando avevano omaggiato Sun
Ra e George Clinton [nel loro primo album, Thirteen Cosmic Standards by Sun Ra & Funkadelic, per leggerne
la recensione clicca qui].
Qui si spazia dal dub al funk, al jazz con grandissima coerenza, a
partire dalla iniziale "Back of a Cab", dedicata a una figura centrale della musica
giamaicana come Jackie Mittoo, seguita da un delizioso omaggio a Serge
Chaloff, con un Vandermark insolitamente cool al baritono; davvero speciale
anche l'omaggio al batterista dei Meters, Joseph "Zigaboo" Modeliste, un
funk stilizzato, anche se completo di ogni tensione emotiva, ma sono oggetto di
dedica anche Mark Rothko e Frank Wright, in due composizioni che mettono in
risalto - rispettivamente - un lirismo notturno al clarinetto e un tenore rabbioso.
Alcuni brani sono a firma del bassista Nate McBride [molto
riuscita "Journeyman"], che si mette anche in luce in alcuni momenti solistici di grande
intensità e per la costante presenza "al centro del groove", cosa che, accanto a
un batterista superbo sia tecnicamente che spiritualmente come Drake, garantirebbe già di
per sé la riuscita della musica.
Se a questo aggiungiamo che Ken Vandermark sembra trovare in questa formazione un
equilibrio espressivo particolarmente felice - cosa non sempre facile, visti i tanti
progetti in cui è coinvolto - Version Soul diventa un rilevatore del tutto realistico
delle possibilità che le continue sintesi della scena impro continuino a garantire al
jazz quello che per natura è il suo miracolo.
Alla faccia dei "file under"!
Valutazione: * * * *
Sito della Atavistic:
www.atavistic.com
Intervista a Ken Vandermark
Elenco dei brani:
01. Back Of A Cab (for Jackie Mittoo) - 7:20
02. Reasonable Hour (for Serge Chaloff) - 7:30
03. Size Large (for Larry Graham) - 3:55
04. Journeyman (Nate McBride) - 9:20
05. She Just Got Here (Nate McBride) - 6:00
06. Clocked - (for Joseph "Zigaboo" Modeliste) - 6:47
07. Rothko Sideways (for Mark Rothko) - 2:04
08. Force At A Distance (for Frank Wright) - 8:54
09. All Frequencies (Nate McBride) - 6:47
Tutte le altre composizioni sono di Ken Vandermark
Musicisti:
Hamid Drake (batteria)
Nate McBride (contrabbasso e basso elettrico)
Ken Vandermark (sax tenore e baritono, clarinetti)