Lo spazio inverso
Salvatore Sciarrino (Kairos Production - Germania - 2000)
Ermes Rosina
Diverse, e sempre suggestive, sono le variazioni sul tema del silenzio,
proposte dai compositori del XX e del XXI secolo.
Laddove nell'accezione weberniana il rapporto fra suono e silenzio risultava di angosciosa e
raggelata contrapposizione fra pieno e vuoto, esso misticamente si pone, nella filosofia e
nella prassi compositiva di John Cage, in termini di pacificata "non-ostruzione" (per dirla con
il maestro Suzuki): "se il silenzio non esiste, non abbiamo che i suoni".
Ben note sono le enigmatiche, via via più smisurate, pause presenti nelle musiche di Morton
Feldman, quasi sempre connotate dalla flebile intensità sonora.
Non possono essere tralasciati, poi, gli ammutoliti istanti, pregni di attesa e lirismo, dei quali
è intessuto il noniano quartetto "Fragmente, stille an Diotima"; o i presaghi pianissimo
ricorrenti - come sfondi da cui sbalzano, e verso cui si protendono, inquieti rilievi di suono -
nell'opera di Sofia Gubaidulina (celebri i cinque pezzi per bajan, violino e violoncello,
raccolti sotto l'emblematico titolo "Silenzio"); né, infine, i languori di autori più giovani
come Bernand Günter.
Questo CD della tedesca Kairos illustra gli esiti dell'indagine di Salvatore
Sciarrino, che mescola e rielabora, con (apparente)
economia di mezzi, gli ingredienti primari della musica, raggiungendo vertici di assoluta poesia.
Felici, già nell'iniziale "Spazio inverso", sono la compenetrazione fra suono e silenzio,
l'equilibrio fra sussurri e fragori.
Raffinati arabeschi formano un ordito ricchissimo, la cui percezione è destinata ad acuirsi,
sempre più interiorizzata, istante dopo istante, ascolto dopo ascolto: sinistri bisbiglii flautati
vengono interpolati, grazie a ricercate soluzioni timbriche (particolarissimo l'utilizzo degli
armonici) e dinamiche, ora con stacchi perentori introdotti dalla celesta, ora con sorprendenti
folate quasi onomatopeiche, la cui origine è deliberatamente dissimulata fra archi, clarinetto e
flauto.
L'evocazione di paesaggi sonori stilizzati, attraverso lo sfruttamento intensivo di pochi
elementi, è alla base di "Muro d'orizzonte", sospesa fra cellule puntiformi e segmenti sonori di
varia foggia e colore, generati, con diverse tecniche di emissione, dal flauto contralto,
dal corno inglese e dal clarinetto basso.
I tre brani successivi costituiscono altrettante summae dell'estetica sciarriniana volta al
"risveglio dei sensi": alle rarefatte sottigliezze coloristiche dell' "Omaggio a Burri" - in cui
il flebile soffio nella colonna d'aria e la pressione delle chiavi divengono parte integrante della
trama musicale - seguono i vellutati e calibratissimi tremoli del trio d'archi "Codex Purpureus",
costruito su modulazioni dinamiche dal pppp al fff e, soprattutto, i diciassette
estatici minuti della "Introduzione all'oscuro".
Quest'ultimo brano (per flauto, oboe, clarinetto, fagotto, corno, tromba, trombone e quintetto
d'archi) rappresenta una sorta di compendio di quelli precedenti: le invenzioni coloristiche
là utilizzate sono ora fuse mirabilmente in un tessuto unitario, ove le sonorità dei singoli
strumenti paiono quasi trascolorare l'una nell'altra, sino a risultare, a tratti,
indistinguibili.
Rifuggendo tanto l'orpello fine a se stesso quanto l'autocompiacimento calcolatorio, Sciarrino
pone al centro della musica l'ascoltatore (un aspetto talora trascurato dagli autori
"contemporanei"), immergendolo in un flusso temporale-uditivo che reca i tratti dell'esperienza
catartica, se non addirittura terapeutica, dinnanzi alla quale ogni tentativo di analisi
inesorabilmente giace - per riprendere le note di commento di Hans-Peter Jahn -
come "cadavere inaridito".
Un CD, in conclusione, che spicca fra le recenti incisioni discografiche dedicate
a Sciarrino, confermando (se mai ce ne fosse bisogno) l'elevatissima statura artistica
del compositore e l'originalità della sua ricerca, qui puntualmente documentate grazie
alla rigorosa, ascetica (ma tutt'altro che asettica) interpretazione dell'ottimo Ensemble
Recherche.
Valutazione: * * * * *
Pagina Web su Salvatore Sciarrino:
mac-texier.ircam.fr/textes/c00000091
Sito della Kairos Production:
www.kairos-music.com
Elenco dei brani:
01 Lo spazio inverso (1985) - 07:25
02 Muro d'orizzonte (1996) - 11:14
03 Omaggio a Burri (1995) - 12:53
04 Codex purpureus (1983) - 11:05
05 Introduzione all'oscuro (1981) - 17:48
Musicisti:
Ensemble Recherche (diretto da Kwamé Ryan in "Introduzione all'oscuro")
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