Quantcast

jazz Padova Porsche Jazz Festival 2006
  ricerca avanzata
    Newsletter  
  bookmark - aggiornamento periodico contattaci - per i redattori  

Recensione: Lo spazio inverso





SITE PARTNERS
All About Jazz: US
Francia: Citizen jazz


Lo spazio inverso
Salvatore Sciarrino (Kairos Production - Germania - 2000)


Ermes Rosina

Lo

Diverse, e sempre suggestive, sono le variazioni sul tema del silenzio, proposte dai compositori del XX e del XXI secolo.
Laddove nell'accezione weberniana il rapporto fra suono e silenzio risultava di angosciosa e raggelata contrapposizione fra pieno e vuoto, esso misticamente si pone, nella filosofia e nella prassi compositiva di John Cage, in termini di pacificata "non-ostruzione" (per dirla con il maestro Suzuki): "se il silenzio non esiste, non abbiamo che i suoni".
Ben note sono le enigmatiche, via via più smisurate, pause presenti nelle musiche di Morton Feldman, quasi sempre connotate dalla flebile intensità sonora.
Non possono essere tralasciati, poi, gli ammutoliti istanti, pregni di attesa e lirismo, dei quali è intessuto il noniano quartetto "Fragmente, stille an Diotima"; o i presaghi pianissimo ricorrenti - come sfondi da cui sbalzano, e verso cui si protendono, inquieti rilievi di suono - nell'opera di Sofia Gubaidulina (celebri i cinque pezzi per bajan, violino e violoncello, raccolti sotto l'emblematico titolo "Silenzio"); né, infine, i languori di autori più giovani come Bernand Günter.

Questo CD della tedesca Kairos illustra gli esiti dell'indagine di Salvatore Sciarrino, che mescola e rielabora, con (apparente) economia di mezzi, gli ingredienti primari della musica, raggiungendo vertici di assoluta poesia.

Felici, già nell'iniziale "Spazio inverso", sono la compenetrazione fra suono e silenzio, l'equilibrio fra sussurri e fragori.
Raffinati arabeschi formano un ordito ricchissimo, la cui percezione è destinata ad acuirsi, sempre più interiorizzata, istante dopo istante, ascolto dopo ascolto: sinistri bisbiglii flautati vengono interpolati, grazie a ricercate soluzioni timbriche (particolarissimo l'utilizzo degli armonici) e dinamiche, ora con stacchi perentori introdotti dalla celesta, ora con sorprendenti folate quasi onomatopeiche, la cui origine è deliberatamente dissimulata fra archi, clarinetto e flauto.

L'evocazione di paesaggi sonori stilizzati, attraverso lo sfruttamento intensivo di pochi elementi, è alla base di "Muro d'orizzonte", sospesa fra cellule puntiformi e segmenti sonori di varia foggia e colore, generati, con diverse tecniche di emissione, dal flauto contralto, dal corno inglese e dal clarinetto basso.

I tre brani successivi costituiscono altrettante summae dell'estetica sciarriniana volta al "risveglio dei sensi": alle rarefatte sottigliezze coloristiche dell' "Omaggio a Burri" - in cui il flebile soffio nella colonna d'aria e la pressione delle chiavi divengono parte integrante della trama musicale - seguono i vellutati e calibratissimi tremoli del trio d'archi "Codex Purpureus", costruito su modulazioni dinamiche dal pppp al fff e, soprattutto, i diciassette estatici minuti della "Introduzione all'oscuro".

Quest'ultimo brano (per flauto, oboe, clarinetto, fagotto, corno, tromba, trombone e quintetto d'archi) rappresenta una sorta di compendio di quelli precedenti: le invenzioni coloristiche là utilizzate sono ora fuse mirabilmente in un tessuto unitario, ove le sonorità dei singoli strumenti paiono quasi trascolorare l'una nell'altra, sino a risultare, a tratti, indistinguibili.
Rifuggendo tanto l'orpello fine a se stesso quanto l'autocompiacimento calcolatorio, Sciarrino pone al centro della musica l'ascoltatore (un aspetto talora trascurato dagli autori "contemporanei"), immergendolo in un flusso temporale-uditivo che reca i tratti dell'esperienza catartica, se non addirittura terapeutica, dinnanzi alla quale ogni tentativo di analisi inesorabilmente giace - per riprendere le note di commento di Hans-Peter Jahn - come "cadavere inaridito".

Un CD, in conclusione, che spicca fra le recenti incisioni discografiche dedicate a Sciarrino, confermando (se mai ce ne fosse bisogno) l'elevatissima statura artistica del compositore e l'originalità della sua ricerca, qui puntualmente documentate grazie alla rigorosa, ascetica (ma tutt'altro che asettica) interpretazione dell'ottimo Ensemble Recherche.

Valutazione: * * * * *

Pagina Web su Salvatore Sciarrino:
mac-texier.ircam.fr/textes/c00000091
Sito della Kairos Production:
www.kairos-music.com

Elenco dei brani:
01 Lo spazio inverso (1985) - 07:25
02 Muro d'orizzonte (1996) - 11:14
03 Omaggio a Burri (1995) - 12:53
04 Codex purpureus (1983) - 11:05
05 Introduzione all'oscuro (1981) - 17:48

Musicisti:
Ensemble Recherche (diretto da Kwamé Ryan in "Introduzione all'oscuro")

Padova Porsche Jazz Festival 2006
home   -   bookmark   -   per i redattori   -   contattaci
© 2006 Tutti i diritti su articoli, foto e disegni sono riservati Privacy