Enzo Boddi
Sembra quasi che i crescenti disturbi all'udito sofferti da Charlie Haden negli
ultimi anni ne abbiano paradossalmente esaltato la capacita' di ascolto. Laddove
per "ascolto" si dovrebbe intendere non solo l'interazione con gli altri musicisti, ma
anche e soprattutto la determinazione nell'individuare ulteriori sviluppi del proprio
rapporto con il suono ed i silenzi attraverso un processo di ricerca interiore.
Nightfall e' il frutto di una duplice seduta effettuata l'8 e il 9 ottobre del 2003
al California Institute of the Arts (da cui il sottotitolo "The CalArts Sessions") con un
interlocutore inedito come John Taylor: una conferma della predilezione di Haden
per pianisti dalla spiccata sensibilita' melodica e dalla visione armonica onnicomprensiva
(che abbracci cioe' in ugual misura sia la sintassi afroamericana che l'eredita' europea).
Del resto, nelle sue composizioni (come nel tema che intitola il disco) Haden ha sempre
privilegiato un gusto melodico asciutto e pregnante al tempo stesso, espresso anche
attraverso il frequente uso dello staccato. Sotto questo aspetto, la versione
di "Silence" e' sintomatica: sulla cadenza da marcia funebre si assiste ad una totale
simbiosi tra piano e contrabbasso, i cui accenti rimangono volutamente ancorati ai centri
tonali, prima di lasciare spazio ad un canto sommesso e grondante di poesia. Da questa
esecuzione si deduce ancor piu' chiaramente l'intento di Haden di scavare nel silenzio,
trasformandolo in un interlocutore credibile.
Pur nella loro diversita', le songs qui affrontate sono sottoposte a questo
processo di sottrazione e prosciugamento. La progressione armonica di "Bittersweet" di
Don Sebersky e' sottolineata dalla scarna punteggiatura del contrabbasso; l'interazione
con il piano penetra i risvolti di "My Love And I" di Johnny Mercer configurando una
sorta di call and response minimale; "Touch Her Soft Lips", del compositore
accademico inglese William Walton, evoca un parallelo con Bill Evans e Scott La
Faro.
D'altro canto, Taylor sa adeguare in maniera ottimale la matrice evansiana al proprio
retroterra di musicista europeo, come dimostrano ampiamente anche le sue
composizioni, "Au Contraire" e "Windfall". Specialmente nella seconda il pianista di
Manchester esalta la dialettica fra ottave alte e basse, fra registri medio-acuti e gravi
con un efficace lavoro in parallelo delle mani, allo scopo di costruire linee sghembe e
lievemente dissonanti.
Tra i vertici dell'incisione va segnalata l'interpretazione di "Song for the Whales",
risalente alla collaborazione di Haden con Don Cherry, Dewey Redman ed Ed Blackwell nel
gruppo Old And New Dreams ed incisa nell'omonimo disco d'esordio (1979). L'intrigante
successione armonica, il tema suggestivo enunciato dal piano in staccato, l'archettato
ronzante ed ossessivo creano una tensione drammatica, eppure sottile ed espressa con toni
sommessi, in armonia con il contenuto del disco. In altre parole, un esempio di sintesi
spartana.
Valutazione: * * * * 1/2
Sito della Naim:
www.naim-audio.com
Elenco dei brani:
01. Chairman Mao (Haden) - 4:26
02. Nightfall (Haden) - 6:08
03. My Love And I (Raksin - Mercer) - 7:33
04. Au Contraire (Taylor) - 4:23
05. Windfall (Taylor) - 6:07
06. Touch Her Soft Lips (Walton) - 6:15
07. Song For The Whales (Haden) - 9:13
08. Bittersweet (Sebersky) - 5:48
09. Silence (Haden) - 8:04
Musicisti:
Charlie Haden (contrabbasso)
John Taylor (piano)