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Nightfall
Charlie Haden - John Taylor (Naim - GB - 2004 - distr. Sound & Music)

Enzo Boddi

Sembra quasi che i crescenti disturbi all'udito sofferti da Charlie Haden negli ultimi anni ne abbiano paradossalmente esaltato la capacita' di ascolto. Laddove per "ascolto" si dovrebbe intendere non solo l'interazione con gli altri musicisti, ma anche e soprattutto la determinazione nell'individuare ulteriori sviluppi del proprio rapporto con il suono ed i silenzi attraverso un processo di ricerca interiore.

Nightfall e' il frutto di una duplice seduta effettuata l'8 e il 9 ottobre del 2003 al California Institute of the Arts (da cui il sottotitolo "The CalArts Sessions") con un interlocutore inedito come John Taylor: una conferma della predilezione di Haden per pianisti dalla spiccata sensibilita' melodica e dalla visione armonica onnicomprensiva (che abbracci cioe' in ugual misura sia la sintassi afroamericana che l'eredita' europea).

Del resto, nelle sue composizioni (come nel tema che intitola il disco) Haden ha sempre privilegiato un gusto melodico asciutto e pregnante al tempo stesso, espresso anche attraverso il frequente uso dello staccato. Sotto questo aspetto, la versione di "Silence" e' sintomatica: sulla cadenza da marcia funebre si assiste ad una totale simbiosi tra piano e contrabbasso, i cui accenti rimangono volutamente ancorati ai centri tonali, prima di lasciare spazio ad un canto sommesso e grondante di poesia. Da questa esecuzione si deduce ancor piu' chiaramente l'intento di Haden di scavare nel silenzio, trasformandolo in un interlocutore credibile.

Pur nella loro diversita', le songs qui affrontate sono sottoposte a questo processo di sottrazione e prosciugamento. La progressione armonica di "Bittersweet" di Don Sebersky e' sottolineata dalla scarna punteggiatura del contrabbasso; l'interazione con il piano penetra i risvolti di "My Love And I" di Johnny Mercer configurando una sorta di call and response minimale; "Touch Her Soft Lips", del compositore accademico inglese William Walton, evoca un parallelo con Bill Evans e Scott La Faro.

D'altro canto, Taylor sa adeguare in maniera ottimale la matrice evansiana al proprio retroterra di musicista europeo, come dimostrano ampiamente anche le sue composizioni, "Au Contraire" e "Windfall". Specialmente nella seconda il pianista di Manchester esalta la dialettica fra ottave alte e basse, fra registri medio-acuti e gravi con un efficace lavoro in parallelo delle mani, allo scopo di costruire linee sghembe e lievemente dissonanti.

Tra i vertici dell'incisione va segnalata l'interpretazione di "Song for the Whales", risalente alla collaborazione di Haden con Don Cherry, Dewey Redman ed Ed Blackwell nel gruppo Old And New Dreams ed incisa nell'omonimo disco d'esordio (1979). L'intrigante successione armonica, il tema suggestivo enunciato dal piano in staccato, l'archettato ronzante ed ossessivo creano una tensione drammatica, eppure sottile ed espressa con toni sommessi, in armonia con il contenuto del disco. In altre parole, un esempio di sintesi spartana.

Valutazione: * * * * 1/2

Sito della Naim:
www.naim-audio.com

Elenco dei brani:
01. Chairman Mao (Haden) - 4:26
02. Nightfall (Haden) - 6:08
03. My Love And I (Raksin - Mercer) - 7:33
04. Au Contraire (Taylor) - 4:23
05. Windfall (Taylor) - 6:07
06. Touch Her Soft Lips (Walton) - 6:15
07. Song For The Whales (Haden) - 9:13
08. Bittersweet (Sebersky) - 5:48
09. Silence (Haden) - 8:04

Musicisti:
Charlie Haden (contrabbasso)
John Taylor (piano)



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