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Tom McNalley Trio
Tom McNalley Trio (pfMENTUM - USA - 2004)

Maurizio Comandini

Impressionante.

Difficile trovare nella produzione discografica che ci e' capitato di ascoltare negli ultimi anni (e ne abbiamo davvero ascoltata tanta), un disco di debutto cosi' maturo, convincente ed efficace. Praticamente perfetto. La chitarra moderna ha certamente un nuovo punto di riferimento se il giovane Tom McNalley sapra' mantenere le promesse cosi' ben articolate in questo album. Senza dimenticare che il vero segreto di questo eccellente disco e' la compattezza del trio che troviamo all'opera e il grande valore del bassista svizzero Jonas Tauber e del batterista Ken Ollis, i due partner che accompagnano McNalley. Due fantastici musicisti che si integrano alla perfezione con le idee del leader, che lo accompagnano, lo sostengono, lo integrano, lo spingono, lo stimolano, lo anticipano, lo rincorrono alla perfezione in questi settanta minuti abbondanti di musica registrata dal vivo ai primi di giugno del 2003 in un piccolo bar di Portland.

Le sei composizioni sono dei semplici pretesti per esplorare una materia musicale che sta al confine fra tonalita' e avanguardia, sporgendosi decisamente verso questo secondo universo, ma senza mai andare troppo nell'aere. Un volo radente di stupefacente bellezza, con i dettagli del terreno che si rincorrono sotto ai nostri occhi, cambiando continuamente la grana del suono, trovando all'istante soluzioni ardite e allo stesso tempo esemplari ai vari problemi musicali che si presentano di fronte ai nostri tre impavidi cavalieri. Un vero e proprio trattato dell'interazione che sta alla base della musica improvvisata a partire da un canovaccio condiviso, un percorso esemplare di come tre forze impetuose e ragionate possano sommarsi e rafforzarsi per giungere in cordata verso le cime piu' maestose e sfuggenti.

Le situazioni musicali si rincorrono senza soluzione di continuita', spesso toccando aree pacate di pura estasi contemplativa, con il bassista impegnato a zigzagare sulle corde con l'archetto e il batterista preso dai piccoli ritmi sempre pieni di vita che riesce a tirare fuori dalle parti nascoste del suo kit. La loro grande abilita' fa si che il filo della tensione non muoia mai. In certi momenti lascia intendere una stasi per prendere fiato ma poi va in tiro con energia e vigore, riprendendo al volo il discorso della passione, la fuga in avanti che travolge tutto senza alcun timore, incurante del sangue rosseggiante che tinge le acque dopo un tuffo di testa verso i fondali sassosi sempre sfiorati senza mai collassare.

La chitarra del leader e' infuocata, torrida di distorsione al calor bianco, incrostata di grumosita' che fanno pensare alle scorie luminescenti e urticanti di una navicella spaziale che gioca a cavallo dell'atmosfera, senza aver paura di evocare gli spiriti del passato (il McLaughlin a cavallo fra anni sessanta e settanta, il Sonny Sharrock degli anni ottanta, il Bern Nix perso nella metropoli) ma allo stesso tempo interessata a curiosare fra le cose dei moderni samurai delle sei corde (pensiamo a Nels Cline e a Joe Morris) mettendo la sua spada, forgiata con un nuovo metallo scintillante e duttile allo stesso tempo, al servizio della causa comune. Questo giovane alchimista, poco piu' che ventenne, dimostra di essere in grado di fare da portabandiera per una musica che guarda avanti, verso l'infinito, verso le sponde di nuovi territori ancora da esplorare, ancora da vivere, ancora da sognare.

Valutazione: * * * * *

Sito della pfMENTUM:
www.pfmentum.com

Elenco dei brani:
01. Reddog (McNalley) - 18:32
02. Orange Needle Society (McNalley) - 13:53
03. ZHE (McNalley) - 14:34
04. Mourned (McNalley) - 9:54
05. Gallery 421 (McNalley) - 7:30
06. Loss (McNalley) - 8:01

Musicisti:
Tom McNalley (chitarra)
Jonas Tauber (basso)
Ken Ollis (batteria)



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