Enrico Bettinello
La musica della batterista e percussionista Susie Ibarra sta prendendo, con il
passare del tempo, direzioni e sviluppi formali sempre più definiti: non a caso tra le
cose più recenti ci sono il non facile cimento con l'opera Shangri-La o la musica
da film. La presenza di aspetti narrativi nella musica della Ibarra - che come
strumentista è sempre stata molto attenta alla coerenza espressiva, ma che nei dischi
precedenti dava spazio anche a qualche pertinente frammentarietà - è molto chiara in
questo nuovo lavoro per la Tzadik.
Folkloriko ci presenta due composizioni della musicista, la prima delle quali è un
duetto di quasi dieci minuti con il percussionista Roberto Rodriguez [suo compagno
anche nella vita] in cui vengono evocati gli "Anitos", spiriti dei racconti popolari
delle Filippine - paese d'origine della Ibarra - che "talvolta stanno nei boschi,
talvolta tra gli alberi, talvolta sono omini che rubano il cibo dai piatti".
Il rapporto tra il kulintang [serie di gong tipici delle Filippine, qui in legno]
della Ibarra e le percussioni di Rodriguez è animato da un continuo scambio in cui
l'aspetto ritmico e quello coloristico non sono disgiunti, ma si stimolano
vicendevolmente, dialogando con una fortissima tensione melodica.
Il collegamento con le Filippine [ma nella concezione percussiva della Ibarra la matrice
folklorica è assolutamente intrecciata con quella di ispirazione jazz] è strettissimo
anche nell'altro lungo brano che troviamo nel disco: "Lakbay", che significa "viaggio" è
un omaggio a una giornata nella vita di un lavoratore immigrato filippino.
Al trio di Songbird
Suite, completato dal violino di Jennifer Choi e dal
pianoforte di Craig Taborn, si aggiunge qui in tre parti del lavoro la tromba
meravigliosa di Wadada Leo Smith: un utilizzo sempre appropriato degli spazi
sonori, che dona spesso un'aura astratta e a raggruppamenti di suoni alla musica della
Ibarra, è legato da un sottile filo concettuale di esplorazione [e sorpresa] degli
incontri che la giornata propone, come quando, dopo le frammentarie accensioni della
tromba in "Merienda", la melodia si avvolge nel festoso tema del violino e nel ribollire
ritmico del pianoforte di "Awit Sa Trabaho".
"Ang Sayaw" si apre con il sapore agrodolce di un valzerino, ma è ancora la "voce" di
Smith a introdurre angoli e spigoli inattesi con "Palengke", brano in cui il violino
riconduce la tromba al lirismo con straordinaria forza, ma rimane quasi suggestionato da
ombre lancinanti e bluesy.
La scrittura della Ibarra sa sfruttare bene le possibilità strumentistiche dei suoi
compagni di avventura - che evidentemente conosce bene - isolando spesso le singole voci
per esaltarne al massimo i confini espressivi [al solo Taborn è affidato l'errare
rapsodico di "Paniniwala"], ma anche quando l'interazione si fa serrata, come
nell'inquietante condotta ritmica a "passo variabile" di "Gwain Ng Pamilya II", la musica
si giova di un grande nitore.
Chiusura con una delicatissima "Lullaby" che culla serenamente il sonno - stanco - del
lavoratore e che sospende a un filo trasparente in mezzo alle nuvole poche note
meravigliose.
Un disco che sorprende, commuove, anima. Assolutamente da ascoltare!
ps. ...e se si scorrono i credits nelle note di copertina, per
i lettori di AAJ una bella sorpresa è trovarvi il nome del nostro fotografo Claudio Casanova!
Valutazione: * * * * ½
Sito di Susie Ibarra:
www.susieibarra.com
Sito della Tzadik:
www.tzadik.com
Elenco dei brani:
01. Anitos - 9:50
02. Lakbay: Gawain Ng Pamilya I - 2:33
03. Lakbay: Umaga - 4:28
04. Lakbay: Merienda - 4:17
05. Lakbay: Awit Sa Trabaho - 6:37
06. Lakbay: Ang Sayaw - 4:13
07. Lakbay: Palengke - 4:23
08. Lakbay: Paniniwala - 2:55
09. Lakbay: Gawain Ng Pamilya II - 5:02
10. Lakbay: Lullaby - 2:54
Tutte le composizioni sono di Susie Ibarra
Musicisti:
Susie Ibarra (percussioni)
Craig Taborn (pianoforte)
Jennifer Choi (violino)
Wadada Leo Smith (tromba in Lakbay)
Roberto Rodriguez (percussioni in Anitos)