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Between Heaven and Earth
Pete Kowald - Conrad Bauer - Günter Sommer (Intakt - Svizzera - 2003 - distr. IRD)

Marco Bertoli

Pulizia espressiva, chiarezza della direzione, distinzione dei piani sonori ma allo stesso tempo reale pariteticità degli strumenti che però si assegnano spontaneamente un ruolo funzionale al progetto estemporaneo, non prevaricando l'uno sull'altro. Questo trio registrato alla fine del 2001 e che si configura come parte del testamento del grande bassista tedesco Peter Kowald, che sarebbe morto di lì a poco, è nel segno della espressività diretta (ma sempre in un campo concettuale problematico e talvolta anche astruso, che evita per prima regola l'ovvio e ogni cadenza prevista)

Non cercheremo, perché non sarebbe possibile e forse nemmeno onesto, di evitare la prospettiva dell'opus ultimum nell'ascoltare questo disco. E diremo quindi che gli ascolti successivi che ne abbiamo fatti seguivano il basso di Kowald come stella polare di queste esecuzioni pure così integrate e interattive.

Kowald usa il contrabbasso come un intonarumori russoliano e allo stesso tempo come un vero basso, e ascoltandolo qui in una posizione oggettiva di preminenza si capisce l'influenza che abbia avuto su molto bassisti moderni, soprattutto dell'area tedesca (per esempio l'austriaco Peter Herbert). Il suo suono, come che sia emesso, è centratissimo ed è in ogni pezzo origine di questa musica, non solo come fondamento armonico e ritmico ma anche come suono primordiale da cui tutto il resto sembra scaturire (lo strano, inaudito ronzìo motoristico di "Wondering", per esempio).

Le funzioni del trio, con il trombone di Conrad Bauer, sempre eloquentissimo ed insolitamente sobrio, a tracciare le configurazioni di prima percezione, e le percussioni di Günter Sommer così pertinenti e sensibili, pur nella loro eterogeneità, da non lasciar immaginare diverso spazio sonoro per queste esecuzioni, sono poste in risalto da strutture piuttosto libere ma tuttavia determinate e facilmente riconoscibili, spesso latamente modali ovvero ritmico-motiviche (la ricorrenza, questa, più frequente, come in "Travelling" e in "Travellling Again").

Gli ultimi tre pezzi, e soprattutto il significativamente intitolato "Playing", vedono i tre impegnati in esecuzioni perfino tradizionalmente swinganti, a ribadire l'origine mai rinnegata, e del resto evidente, della loro pronuncia strumentale.

In conclusione, e a dispetto delle sue indubbie asperità, una musica piccola e intima, che traspira calore umano e risulta alla fine in una semplicità espressiva disarmante e rara.

Valutazione: * * * * *

Sito della Intakt:
www.intaktrec.ch

Elenco dei brani:
01. Being Born - 3:30
02. Wondering - 6:36
03. Waiting For - 4:19
04. Fighting - 3:01
05. Looking Out - 4:02
06. Travelling - 3:15
07. Loving - 4:21
08. Suffering - 2:18
09. Playing - 7:04
10. And Playing Again - 10:27
11. Travelling Again - 3:08

Tutte le composizioni di Kowald-Bauer-Sommer

Musicisti:
Conrad Bauer (trombone)
Peter Kowald (contrabbasso)
Günter Sommer (batteria e percussioni)



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