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Falling in Love Is Wonderful
Jimmy Scott (Rhino Records - USA - 2002 [ristampa] - distr. Warner Italia)

Valerio Prigiotti

Anche se già pensate all'industria discografica come a un mondo di squali, non siete pronti per Herman Lubinsky. Era il proprietario della Savoy - l'etichetta di tante incisioni storiche del bebop, Parker incluso - piuttosto alto e grasso, sempre armato, sempre pronto a ricattare i suoi musicisti, fosse anche per il solo gusto della vendetta.

È morto nel 1983 e solo da allora è rinata la stella della sua vittima preferita, Jimmy Scott, un cantante la cui crescita era stata bloccata dalla sindrome di Kallman, che inibisce la produzione degli ormoni. A 37 anni, quando registrò «Falling in Love Is Wonderful» Scott sembrava un eterno ragazzino, con una voce potente fra l'infantile e il femminile, non una voce bianca, ma quella di una ragazza sui quindici anni, una giovane Dinah Washington, per darvi un'idea.

Si era fatto conoscere nel 1950 con la big band di Lionel Hampton, all'epoca un vero serbatoio di futuri talenti, su tutti Clifford Brown e Quincy Jones. Sotto l'apparenza infantile della sua voce si celava la capacità di trasmettere emozioni profonde, tanto che molti lo ribattezzarono Crying Jimmy Scott. Un senso di lacerazione interiore, che colpì molte cantanti, alcune delle quali lo imitarono, come Nancy Wilson, mentre altre, già mature, lo posero al vertice delle loro preferenze, inclusa Billie Holiday.

Dopo Hamilton, Scott aveva firmato per la Savoy, registrando numerosi dischi che non avevano ottenuto un gran successo di vendite, ma lo avevano reso leggendario fra i colleghi cantanti, una sorta di singer's singer. Fra questi Ray Charles, che alla fine degli anni Cinquanta stava raggiungendo l'apice della carriera, con un contratto da favola per la ABC-Paramount e una propria etichetta, la Tangerine, che usò per produrre alcuni dei suoi album più belli e innovativi.

Nel 1962 Charles decise che era il momento giusto per lanciare Scott con un disco centrato sulla sua arte inimitabile di balladeur. Nacque così «Falling in Love Is Wonderful», con il Genius al pianoforte, un'orchestra d'archi e pochi legni, oltre alla sezione ritmica. Il repertorio era costituito da standard, molti dei quali legati a Sinatra, tutti presi a un tempo molto lento, gestito con sicurezza da Scott, che non si fece mai trascinare nel letargico, ma vi applicò la sua dizione rilassata, venata dalla fascinazione dell'innamoramento o dall'angoscia per la perdita. Gli arrangiamenti erano opera di due autentici maestri, Gerald Wilson e Marty Paich, protagonisti di molti dischi with strings che avevano celebrato la canzone americana al vertice della sua maturità. Fu lasciato uno spazio adeguato al pianoforte di Charles, che seppe interloquire con Scott, stabilendo un dialogo sottile e creativo.

Per Little Jimmy era anche un modo di rendere omaggio al suo amico Charlie Parker, che riteneva i dischi con gli archi i suoi più riusciti. «Cercai di fare lo stesso di Bird - lasciare che gli archi mi portassero verso nuovi livelli d'espressione» così il cantante nelle ricche note di copertina.

«Falling in Love Is Wonderful» avrebbe di sicuro aperto a Scott la strada del grande pubblico, ma non aveva fatto i conti con Lubinsky. Senza motivi reali, almeno dal punto di vista economico, spinto dal puro gusto di colpire una creatura fragile, fece valere vecchie postille estorte in momenti di necessità: quando la Tangerine lo dovette ritirare, il disco era uscito da poco, ma i primi passaggi radio stavano già ottenendo risultati entusiasmanti.

Pochi anni dopo un altro LP che poteva dare una svolta alla storia di Scott, «The Source», prodotto dalla Atlantic, faceva la stessa fine.

Come dicevamo sopra, sarà solo la morte del boss della Savoy a rendere libera la sua vittima preferita, ora in grado di pubblicare senza timore dischi di successo, come «All the Way» del 1990.

Dopo tante traversie «Falling in Love Is Wonderful» torna a disposizione degli appassionati: un capolavoro da non perdere, dovesse mai risorgere Lubinsky!

Valutazione: * * * * *

Un sito di fan di Jimmy Scott:
www.alpha-net.ne.jp/users2/msuisei/english/
Sito della Rhino Records:
www.rhino.com/index.html?P=RHI_handmade

Elenco dei brani:
01. They Say It's Wonderful (Irving Berlin) - 4:04
02. I Wish I Didn't Love You So (Frank Loesser) - 4:02
03. There Is No Greater Love (Isham Jones; Marty Symes) - 3:27
04. If I Should Lose You (Leo Robin; Ralph Rainger) - 3:23
05. Why Try To Change Me Now (Cy Coleman; Joseph McCarty) - 4:50
06. I'm Getting Sentimental Over You (George Bassman; Ned Washington) - 3:54
07. Someone To Watch Over Me (George & Ira Gershwin) - 3:29
08. How Deep Is the Ocean (Irving Berlin) - 3:36
09. I Didn't Know What Time It Was (Lorenz Hart; Richard Rogers) - 4:22
10 .Sunday, Monday or Always (Johnny Burke; Jimmy Van Heusen) - 3:25

Musicisti:
Jimmy Scott (voce)
Ray Charles (pianoforte)
Gerald Wilson; Marty Paich (arrangiatori)



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